Ancora sul porto turistico

Riceviamo solo oggi e pubblichiamo subito, una lettera del PD sul porto turistico.
Destinatari:
Sindaco; Assessori; Consiglieri Comunali; Difensore Civico; Associazioni; Stampa; Cittadini

Oggetto: riflessioni su “ Isola di Procida navigando s.p.a.”
Gentili Signori,
cogliamo l’occasione del fervido dibattito in corso sulla cessione da parte del Comune della sua quota di partecipazione (49%) nella Società “Isola di Procida navigando s.p.a.” per ribadire la posizione del locale Partito Democratico sulla vicenda.
La proprietà della Società deve essere pubblica, o meglio comunale, la gestione deve essere ispirata a criteri privatistici (efficienza, efficacia, economicità e trasparenza) con benefici diretti e indiretti per la l’imprenditoria locale e la collettività..
Il Comune di Procida non deve vendere la sua quota.
E’ una posizione che vuole riflettere la vocazione turistica dell’Isola e le indubbie utilità per tutta la collettività, oltre ad essere in linea con la politica del Governo nazionale che al Salone Nautico di Genova ha illustrato il “Piano di rilancio per la portualità turistica nel Mezzogiorno” con il coinvolgimento degli Enti locali.
Proviamo, ora, a riflettere sulla vicenda più in generale.
C’è la legge Finanziaria per il 2008 che vieta anche ai Comuni di mantenere partecipazioni in Società che producono servizi non necessari per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali.
Prima osservazione: si può dire che il servizio erogato da “ Isola di Procida Navigando” non sia “ necessario” a perseguire le finalità di un Comune circondato dal mare e vocato al turismo?
Inoltre, ove si ritenesse che tale Società eroghi un servizio non necessario per il perseguimento delle finalità istituzionali del Comune, allora occorrerebbe, quanto meno per coerenza, procedere altrettanto celermente (???) a scorporare dalla S.A.P. il ramo dedito, al momento per statuto, alla gestione del porto della Corricella e dismetterlo!
Proseguendo, la stessa legge Finanziaria per il 2008 pone una data limite per la dismissione: 30.6.2009; riteniamo, e le prime sentenze lo confermano, che entro il 30.6.2009 occorra che il Consiglio Comunale adotti la delibera di dismissione, la vendita può aver luogo anche oltre, a parte il fatto che nel frattempo il Parlamento sta valutando la possibilità di far slittare tale data.
Invece il Consiglio Comunale di Procida, a maggioranza, ha ritenuto fin dal 16 giugno 2008 di deliberare la dismissione e la Giunta ha approvato successivamente l’Invito a manifestare interesse all’acquisto della quota del capitale sociale detenuta dal Comune di Procida , in ragione del 49% nella società per azioni “Isola di Procida Navigando”entro il 10 ottobre 2008, non lasciando il tempo ad alcuno sforzo locale di organizzarsi per provare a concorrere.
E’ una velocità che anche la miglior “politica del fare” non conosce e ricorda, da vicino, la vicenda S.E.P.A. con l’ istituzione nel 2003 della tariffa d’igiene ambientale (T.I.A.): primo Comune in Italia! E sappiamo tutti “quella velocità, quell’ansia di fare” quali conseguenze disastrose ha prodotto.
La rapidità decisionale, in tale circostanza, lascia quindi perplessi; la reale motivazione della dismissione è dunque un’altra e lo si dica, almeno una volta, con chiarezza: “FARE CASSA” per provare a tamponare o rinviare nel tempo il disastro finanziario del Comune conseguente all’incapacità ed incompetenza gestionale dell’Amministrazione Comunale.
A proposito, il ricavato di tale dismissione non doveva avere una specifica destinazione?
E invece con l’ultimo Consiglio Comunale del 30 settembre u.s. una parte del ricavato (stimato prima in 10 milioni di euro, poi in 8 milioni di euro,…….!) è stata impegnata a coprire l’ennesima falla di bilancio ( € 520.000 circa) ed un’altra parte è stata destinata a coprire pro-quota l’ennesimo debito fuori bilancio ( € 2.200.000 circa).
D’altro canto perché non fare un’unitaria ed organica ricognizione di tutte le Società partecipate dal Comune e poi deliberare?
Perché si è avuta fretta a voler dismettere solo la partecipazione in “Isola di Procida navigando s.p.a.” e rinviare l’adozione della delibera per le altre partecipazioni?
Ritornando, poi, all’Invito a manifestare interesse all’acquisto”, si può dire che, come prevede la legge in materia di dismissione, siano stati rispettati i criteri di:

  • trasparenza,
  • non discriminazione;
  • diffusione dell’azionariato?

Spostando il campo delle riflessioni, ci chiediamo:
le ricadute territoriali desiderate da tale Società (come dice il ns. Sindaco: sviluppo turistico-commerciale, posti di lavoro,……) sono visibili o quanto meno percepibili?
I “Cedesi attività commerciali” proliferano (i dati ufficiali confermano), le attività turistiche provano a galleggiare con il solo sforzo dei privati, per non tacere poi della “qualità” dei nuovi posti di lavoro che la tale Società avrebbe creato!
D’altronde pur essendo Soci di minoranza si può, ovviamente se si vuole applicare il diritto societario,
• partecipare alla gestione di una Società e determinare le decisioni;
• esercitare il controllo;
• contrastare gli eventuali disegni egemoni del Socio di maggioranza privato o pubblico che sia.

Ci sia consentito, in conclusione, porci l’ennesima domanda (per la verità è la solita):
Siamo di fronte a :

  • approssimazione ?
  • inadeguatezza?
  • presunzione ?
  • incapacità ?
  • incompetenza?

Procida, 4 ottobre 2008 Partito Democratico di Procida

9 pensieri su “Ancora sul porto turistico

  1. Procida. Riunione delle Commissioni Consiliari sulla questione porto turistico.

    “Giorno 6 ottobre scorso, così come stabilito nell’ultimo Consiglio Comunale, si è tenuta una riunione congiunta delle Commissioni Consiliari Bilancio e Patrimonio presiedute, rispettivamente, da Giuseppe Mazzella di Bosco e Gennaro Cibelli, per un approfondimento del problema: cessione quota societaria in “Isola di Procida Navigando”. Presenti i Vice Presidenti del consiglio comunale Pasquale Sabia e Maria Capodanno, i consiglieri Domenico Aiello e Dino Ambrosino, per l’Amministrazione il Vice Sindaco, con delega alle Partecipate, Luigi Muro e gli Assessori Vincenzo Capezzuto e Lella Aiello, in qualità di esperto per la minoranza Pasquale Lubrano.

    Il Vice Sindaco Muro ha ribadito i contenuti della lettera aperta resa pubblica nei giorni scorsi sulle ragioni della cessione (obbligo di legge, necessità di risanare la situazione finanziaria, porsi al riparo dagli effetti e possibili conseguenze della privatizzazione di Campania Navigando, socio di maggioranza), ed ha annunziato che, in applicazione delle norme della Legge Finanziaria 2008, saranno poste sul mercato le partecipazioni societarie nel “Parco Letterario” così come nei vari consorzi in cui il Comune é presente. Pasquale Lubrano ha chiesto che fosse discusso anche l’ordine del giorno presentato dalla minoranza in consiglio comunale e rinviato in Commissione, sottolineando la necessità che sia il consiglio comunale ad esprimersi sull’accettazione del risultato della procedura in corso e che il ricavato fosse finalizzato ad estinguere i mutui che gravano sul Bilancio. L’ordine del giorno é stato approvato con voto unanime. Il Vice Sindaco, inoltre, ha richiamato la necessità di estinguere anche una quota dei debiti fuori bilancio che con apposite transazioni potrebbero ridursi nel loro ammontare. Gennaro Cibelli si é detto d’accordo, proponendo che ove il ricavato fosse stato cospicuo, oltre a ciò si provvedesse a realizzare obiettivi di carattere sociale. L’osservazione é stata condivisa dai presenti. Maria Capodanno ha ricordato le occasioni non colte negli anni per una gestione dei porti turistici della Chiaiolella e della Marina Grande che vedesse compartecipe il Comune e l’imprenditoria locale e la richiesta non accolta di acquisto dell’ulteriore 2% da parte del Comune in “Isola di Procida Navigando” che avrebbe cambiato radicalmente tante situazioni. Mimmo Aiello ha posto l’accento di una costante pubblica partecipazione nelle varie scelte. Anche questa osservazione ha trovato tutti concordi. Poiché giorno 10 ottobre scade il termine per la presentazione delle dichiarazioni di interesse all’acquisto, i lavori sono stati aggiornati a data successiva per le opportune valutazioni.

    Queste le impressioni che abbiamo potuto raccogliere a margine della riunione e, tutto sommato, seppur con qualche precisazione tutti sembrano condividere il percorso intrapreso dall’Amministrazione, ovvero vendere le quote detenute in Isola di Procida Navigando Spa.”

    Comunicato

  2. Procida, il Porto interessa … scaduto il termine per la manifestazione d’interesse

    Alle ore 13,00 di oggi è scaduto il termine, per presentare la Manifestazione di Interesse, per l’acquisto delle quote del Comune ( pari al 49% ) in Isola di Procida Navigando S.p.A., attuale gestore del porto turistico” MARINA DI PROCIDA”.
    Secondo le prime indiscrezioni, sembra che almeno 8 siano ipretendenti e tra questi due Società procidane.

  3. Messo anche qui il comunicato stampa mi sa tanto di provocazione contro il Partito Democratico. Non mi resta che ribadire:
    devo riprendere Francesco perchè è stato troppo superficiale nell’esprimere il suo giudizio in merito ai lavori della Commissione Consiliare. Nessuno della minoranza ha detto di essere d’accordo con la vendita del porto. Del resto la Commissione non era stata convocata per stabilire se vendere oppure no, ma perchè l’Amministrazione spiegasse come intendeva utilizzare i soldi qualora la vendita si fosse realizzata.
    Ricordo inoltre a chi fa finta di non capire che le Commissioni sono organi consultivi dove non si vota un bel niente: la decisione di vendere il porto fu presa dalla maggioranza in Consiglio Comunale all’atto di approvazione del Bilancio di previsione pluriennale. In quella occasione solo la minoranza votò contro, con buona pace di altri consiglieri che oggi si proclamano contrari.
    Il prossimo passaggio sulla questione sarà una nuova votazione del Consiglio Comunale che stabilirà se le offerte pervenute sono congrue oppure no. In quella sede avremo chiarezza contando chi e quanti alzeranno la mano a favore e contro.

  4. Ciao,
    ho provveduto a pubblicare sul Blog http://procida.blogolandia.it da me curato, per dovere di completezza su quanto emerso dalla riunione congiunta delle Commissioni Consiliari Bilancio e Patrimonio sulla questione porto turistico, la dichiarazione che Dino hai fornito al nostro furum.
    Questo il link:

    Pubblicando per intero anche il precedente comunicato a cui si fa riferimento, con la seguente nota:

    A margine di quanto sopra esposto vorremmo fare una riflessione in base a quanto contestualizzato.

    Il Consigliere Ambrosino in un articolo pubblicato sul Golfo a sua firma il 21 novembre 2003 a pag. 16, quando era consigliere DS nel gruppo consiliare “La Colomba”, dal titolo: “Porti, sbagliato non pensare agli imprenditori isolani”, dichiarava: “La proposta che facciamo a Comune e Regione è lasciare la gestione del porto turistco agli imprenditori locali con una quota di proprietà del comune di Procida e con una parte dello specchio acqueo riservato ai diportisti locali”.

    A oggi invece la sua posizione sembra essere quella espressa dal Partito Democratico nella persona del coordinatore, Giovanni Villani che in una lettera datata 13 ottobre u.s. a nome del PD e avente ad oggetto: riflessioni su “Isola di Procida navigando s.p.a.” afferma: […] “La proprietà della Società deve essere pubblica, o meglio comunale, la gestione deve essere ispirata a criteri privatistici (efficienza, efficacia, economicità e trasparenza) con benefici diretti e indiretti per la l’imprenditoria locale e la collettività. Il Comune di Procida non deve vendere la sua quota.” […]

    Premesso che non c’era ne prima ne adesso, nessuna intenzione di essere provocatori ai danni del P.D., come dichiarato su questo blog, probabilmente se delle incertezze nascono sia sulle posizioni del Partito Democratico che del consigliere Ambrosino, è perchè in questo anni la cornaca giornalistica è piena di dichiarazioni le più svariate possibili su tale tema.

  5. da http://procida.blogolandia.it/

    Procida. Scadenza bando porto marina grande

    Il 10 ottobre scorso è scaduto il termine per presentare la manifestazione d’interesse per l’acquisto del 49% delle quote detenute dal Comune di Procida in “Isola di Procida Navigando S.p.a.”, società che ha in concessione trentennale gli spazi a terra ed a mare del porto turistico di Marina Grande.

    Le società, gruppi o consorzi che si sono fatti avanti sono:

    Palumbo Spa; Compagnia Fondiaria Nazionale-Savarese Costruzione; Società Marina di Chiaiolella; Arcipelago Campano Spa; Cala degli Aragonesi arl; Investimenti Sviluppo Mediterraneo; Procida Navigando Società Consortile; Gallozzi Group Spa; General Costruzioni arl.

    Parte, quindi, la seconda fase di verifica, da parte degli organi comunali, dei requisiti dei singoli partecipanti, fase che dovrebbe protrarsi per i prossimi trenta giorni.

  6. azz Francesco superficiale….mettetevi d’accordo una buona volta su questa parola…stabilite un significato comune a tutti e non attribuitela a destra e a manca su questo blog o sull’altro forum…
    ah quando si inflazionano anche le parole….povero Zanichelli

  7. Bè se proprio vogliamo considerare i giri di valzer fatti dal 2003 ad oggi, io conosco tanta gente che ha ballato su diverse piste e che ancora oggi ho difficoltà a collocare.
    Sulla questione del porto rivendico che sin dal 2003 noi DS avevamo contestato l’impostazione data dalla maggioranza e da una parte della minoranza nello scegliere i partner e le relative quote nella società Isola di Procida Navigando. Noi votammo contro in Consiglio Comunale, altri votarono a favore, salvo poi chiedere un mese dopo lo stravolgimento dell’assetto proprietario. Se oggi, solo 5 anni dopo , il Comune vuole vendere perchè teme di non poter contrallare la situazione, allora significa che avevamo visto giusto.
    Se sono a favore dell’imprenditoria locale? Certo che lo sono, preferisco che un bene della mia isola sia gestito da chi sia nato e vive a Procida, non da una qualsiasi multinazionale che non ha nessun rapporto col territorio.
    Quanto alla posizione del PD questa è frutto dell’elaborazione di due precedenti partiti, DS e Margherita.
    Io sono abituato a lavorare in gruppo, e qualche volta a rinunciare a una mia idea se questa non trova la condivisione degli altri. Non sono un cane sciolto, nè un lupo solitario, tantomeno uno che dal pulpito predica una cosa e concretamente ne fa un’altra.

  8. Mi piacerebbe tanto sapere dove erano Dino Ambrosino e VILLANI,coordinatore del PD, che si dichiarono tanto propugnatori della propietà pubblica del porto di M.Grande,quando L.Muro lottizzò ,in modo millesimale,il porto alla M.Chiaiolella(facendo i suoi porci comodi,inserendoci la “Meditur” del suo compare Lubrano Peppino e la Gear di “Quirino”o Potere).

    Forse che Villani non può parlare allo stesso modo della Chiaiolella,perchè ci sono “i suoi” amici o ex amici?

    La coerenza ci fa certamente difetto…

  9. Da Procida Urban Blog:

    Procida. “Sulla questione porto i Democratici di Sinistra avevano ragione”.

    Riceviamo e pubblichiamo, un intervento del Consigliere Dino Ambrosino, sull’intera vicenda del porto turistico di Marina Grande e che riteniamo molto interessante, invitandovi pertanto ad ua sua attenta lettura.

    Vorrei prendere spunto da un recente articolo pubblicato dal periodico “ProcidaOggi”, per svolgere alcune considerazioni che avevo in animo di fare, sulla vicenda della vendita delle quote del Comune nel porto turistico di Marina Grande.

    Non posso non partire da una contestazione all’estensore dell’articolo in merito alla posizione che viene addebitata ai Democratici di Sinistra di Procida riguardo l’intera vicenda. In quanto unico reduce in carica di quel gruppo, sento la responsabilità e l’orgoglio di rivendicare il lavoro fatto e le proposte avanzate, rimpiangendo quei tempi in cui macinavamo iniziative politiche, eventi festivi ed eravamo l’unico soggetto organizzato di tutto il centro-sinistra.

    La contestazione che ProcidaOggi muove ai DS è quella di aver ostacolato la costituzione della società “Isola di Procida Navigando”, sponsorizzando l’imprenditoria privata locale, e di non aver poi sostenuto presso Bassolino e Cascetta la scelta del Comune di acquisire la maggioranza della compagine.

    Iniziando da quest’ultimo ragionamento, lo ritengo palesemente fuorviante ed in evidente contraddizione con quanto accaduto.

    L’intera vicenda inizia con delibera n. 4 approvata dal Consiglio Comunale il 26 febbraio 2003 con la quale si dava mandato al Sindaco di costituire una società insieme ad Italia Navigando (gruppo Sviluppo Italia all’epoca controllata dal Governo di centro-destra) per la gestione dei porti turistici di Procida. Già in quella prima ipotesi, approvata dal Consiglio Comunale a larga maggioranza, con i voti contrari dei soli DS, si stabiliva che il Comune avrebbe avuto una quota di minoranza pari al 49%. Quella deliberazione, tra l’altro, faceva seguito ad una lettera di intenti che si erano scambiati il Sindaco Muro e l’ing. Marconi di Italia Navigando, i quali già nel settembre 2002 convenivano di costituire una società per la gestione del porto turistico di Marina Grande. Solo successivamente, nell’autunno 2003, entrò nella partita la Regione Campania come socio di minoranza di Italia Navigando all’interno della compagine Campania Navigando.

    Sempre Italia Navigando gestiva la partita: controllando l’80% di Campania Navigando propose al Comune il 49% della nuova società Isola di Procida Navigando. Ed ancora una volta, in Consiglio Comunale solo i DS votarono contro.

    Se la maggioranza consiliare, e parte della minoranza compreso il gruppo socialista, volevano che il Comune avesse il controllo della società, perché hanno avallato quella impostazione originaria? Perché hanno assecondato la volontà di Muro e Marconi e non hanno proposto una strada diversa come pure hanno fatto altre Amministrazioni Comunali in Campania?

    Chi allora fu d’accordo con la svendita del ruolo del nostro Comune, a vantaggio di una società controllata dal Governo di centro-destra, non può oggi addebitare il misfatto ai DS o alla Regione.

    Riguardo il nostro sostegno all’imprenditoria privata, non smentisco oggi le posizioni espresse all’epoca. Ritengo che a Procida bisogna incentivare lo sviluppo dell’economia turistica sostenendo i protagonisti locali. Ma si può dire che l’attuale vendita delle quote di Isola di Procida Navigando sia a vantaggio dell’imprenditoria locale? Certamente no. Ho l’impressione infatti che i concorrenti esterni che hanno manifestato la disponibilità ad acquistare abbiano una consistenza societaria più forte e quindi più possibilità di aggiudicarsi le quote.

    Cinque anni fa, al momento della costituzione di Isola di Procida Navigando, esistevano diversi gruppi di imprenditori isolani che potevano essere della partita in partnership con il Comune, mentre oggi, con i requisiti richiesti dal bando, si apre il concorso all’intero mercato e si valuta infine l’offerta economica più consistente.

    Noto infine che questa procedura di vendita sta appassionando gli opinion leaders locali con repentini ed autorevoli botta e risposta sui giornali e sui forum on line.

    Segno che molti hanno compreso che questo è l’epilogo, la chiusura di un ciclo che ha visto come protagonisti gli attuali amministratori di centro-destra per 12 anni e mezzo.

    Il porto turistico, il loro fiore all’occhiello, la rivendicazione più orgogliosa del lavoro amministrativo svolto, non potrà più essere speso nel dibattito politico locale senza essere associato alle ragioni che ne hanno imposto la vendita, ovvero il fallimento economico a cui è stato portato il nostro Comune.

    L’intera operazione, annunciata da anni come il toccasana per le casse del nostro Ente, si è rivelata infine una speculazione condotta con spregiudicatezza e superficialità. Non ha portato un centesimo al pubblico erario né ha favorito l’imprenditoria locale: a questo punto possiamo proprio dire che noi ex DS sin da allora lo avevamo detto.

    Dino Ambrosino

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