lettera aperta sulla questione porto

Gentile Luigi Muro,
La tua lettera aperta sulla questione porto testimonia il tuo coraggio a mettere nero su bianco “a futura memoria” e questo sicuramente ti fa onore.
Ciononostante ci stimola alcune considerazioni sull’amministratore e una serie di domande sull’argomento in oggetto.
Fare l’amministratore è molto difficile: devi avere doti politiche (dialettica, organizzazione del consenso, carisma, leadership etc) e doti amministrative (essere un buon manager e sapere scegliere collaboratori e manager).
Mentre non mettiamo assolutamente in dubbio, per quel che ti riguarda, le prime abbiamo qualche perplessità sulle seconde.
Scusa la nostra analisi da salumiere ma, per noi, un buon manager si vede quando apre il “ tiretto del suo bancone”.
Purtroppo dal “bancone” del nostro comune che tu hai amministrato come sindaco prima e come vicesindaco poi (tra l’altro con delega alle partecipate) escono ahinoi solo debiti, troppi debiti.
E non basta neanche dire che sono debiti ereditati perché un’amministrazione
virtuosa avrebbe dovuto in questi 12-13 anni PRIMADITUTTO pensare a risanare le finanze del comune. Non volendo evidenziare che invece la tua
amministrazione, costituita da figli e nipoti dei precedenti amministratori,
ha operato con gli stessi metodi.
Senza voler metter in dubbio la tua buona volontà e la tua buona fede, al tuo posto ci chiederemmo se non fosse il caso di riconoscere (tutto il rispetto per chi lo fa) gli errori fatti e farsi un momento da parte.
Per carità non vogliamo e non possiamo dare lezioni di amministrazione a nessuno ma la nostra logica terra terra ci porta a queste conclusioni. Speriamo che non ce ne vorrai e non lo considererai l’ennesimo attacco personale.

Passiamo all’argomento porto turistico.
Non pensiamo di essere capipopolo che giocano al tanto peggio tanto meglio. L’abbiamo dimostrato offrendo la nostra collaborazione REALE per la questione rifiuti anche se poi, forse per una questione di feeling, non c’è mai stata data la possibilità di collaborare fattivamente. Alcune domande sorgono comunque spontanee:

1) concordiamo pienamente che l’affermazione “l’amm. com. sta vendendo il porto” è una semplificazione falsa: si vende una quota della società di gestione del porto. Ma la ns storia insegna che sempre il concessionario di fatto diventa il “proprietario”.le virgolette conseguono ad una questione puramente linguistica in quanto non saranno proprietari in senso stretto ma di fatto si. E questo si può osservare in tutte le circostanze in cui ciò è già avvenuto. Stablimenti balneari servizi turistici, zone in concessione di bar e ristoranti ecc.
Resta poi un ulteriore interrogativo circa l’effettivo proprietario oggi del porto ( Comune? Regione? Provincia?)

2) la cessione sarebbe un preciso obbligo di legge.
Cosa dovrebbe fare il consiglio comunale quindi ? una semplice ratifica di una condizione d’obbligo? ciò non spiegherebbe la necessità di un dibattito come la lettera lascia presupporre.
Ma al legge dice tra l’altro: È sempre ammessa la costituzione di società che producono servizi di interesse generale e l’assunzione di partecipazioni in tali società da parte delle amministrazioni …
forse che il porto turistico NON è un servizio di interesse generale?

3) con la vendita il comune si sgraverebbe di un peso debitorio di 700,000€ annui.
Ma si cede una cospicua quota di una società senza la conoscenza del piano industriale della stessa. Solo la conoscenza di detto piano può consentire un effettivo confronto tra perdite e benefici.
Le noste competenze economiche, che sono abbondantemente inferiori al più inesperto dei salumieri ,ci dicono che se la quota di società che si intende alienare vale circa 10 milioni di euro , una resa del 5% consentirebbe un introito di 500.000 di euro , cifra vicina al debito annuo del comune, senza vendere niente. Se si ipotizzano introiti inferiori, vuol dire che il bene in vendita non vale le cifre che si ipotizzano, cioè quelle cifre non si realizzano..

4) il rischio ben più forte da indicare a futura memoria riguarderebbe la possibile privatizzazione della società Italia navigando, madre di tutte le più piccole scatole cinesi che compongono il mosaico.In questa ipotesi il socio di maggioranza privato potrebbe estromettere il comune dalla società o ne limiterebbe fortemente la presenza. Quest’ultima ipotesi pone interrogativi ancora maggiori
a) come esponente di spicco anche a livello extra procidano della maggioranza di destra che governa da sempre questo paese ritieni come noi (di sinistra ndr) che il mercato sia drogato cioè i pesci piccoli sono vittime dei pesci più grandi (squali). Questo è uno dei tanti motivi per cui a sinistra non si crede al mercato e lo si mette in discussione: se hai le ns stesse idee dovresti trarne le conseguenze.
b) se ritieni che dei privati possano avere interesse ad acquistare la quota (necessariamente minoritarie) della società, pensando di poterle in qualche modo controllarla, perchè si esclude che questo possa essere fatto dal comune che avrebbe certamente maggiori potenzialità di farsi sentire visto che rappresenta il potere locale con cui l’ente porto deve fare necessariamente i conti.
5) Se è vero che massa lubrense in una situazione analoga ha ottenuto il controllo (51%) della società porto per “motivi politici”, ci chiediamo perché non avete informato i procidani e invitati a manifestare sotto la regione. Ti assicuriamo che saremmo stati in prima fila!

Spero che non considererai le nostre domande “ puerile,maligno e superficiale modo di ragionare “
Ti salutiamo distintamente
franco cerase, peppino capobianchi

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Un pensiero su “lettera aperta sulla questione porto

  1. da http://procida.blogolandia.it/

    Procida. Scadenza bando porto marina grande

    Il 10 ottobre scorso è scaduto il termine per presentare la manifestazione d’interesse per l’acquisto del 49% delle quote detenute dal Comune di Procida in “Isola di Procida Navigando S.p.a.”, società che ha in concessione trentennale gli spazi a terra ed a mare del porto turistico di Marina Grande.

    Le società, gruppi o consorzi che si sono fatti avanti sono:

    Palumbo Spa; Compagnia Fondiaria Nazionale-Savarese Costruzione; Società Marina di Chiaiolella; Arcipelago Campano Spa; Cala degli Aragonesi arl; Investimenti Sviluppo Mediterraneo; Procida Navigando Società Consortile; Gallozzi Group Spa; General Costruzioni arl.

    Parte, quindi, la seconda fase di verifica, da parte degli organi comunali, dei requisiti dei singoli partecipanti, fase che dovrebbe protrarsi per i prossimi trenta giorni.

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