Tonni e spigole: a Report si parla di Procida


Nella trasmissione molto seguita di Rai3  si è parlato ieri (domenica 23 maggio) di tonni rossi e quindi di Procida e della baia del Carbonchio dove una società italo-turca aveva fino all’anno scorso un impianto di ingrasso per tonni rossi destinati al mercato giapponese. Vi invito a guardarvi tutta la trasmissione, veramente interessante, a questo indirizzo. Per i più frettolosi dirò che dal minuto 47 si parla degli impianti di ingrasso di Procida e si vedono immagini della mattanza dell’anno scorso, in piu, verso la finedella trasmissione, si parla anche di impianti di ingrasso di spigole e c’è una mezza intervista al Dottor Capodanno (amministratore delegato all’epoca della società Mari Sol) andata a finire – è il caso di dirlo – a pesci fetenti!

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A proposito dei tonni rossi a Procida

Un po di tempo fa avevo, in questo articolo, espresso le mie perplessità circa le rigidità che avrebbero procurato ai tonni una morte peggiore. La mia considerazione era che bisognava decidersi se ammettere l’allevamento dei tonni e quindi procurare che fossero abbattuti nel modo più indolore possibile o dichiararsi contrari e basta. Certamente una volta che i tonni erano già nelle gabbie e già pronti per essere abbattuti era fuori luogo attaccarsi al fatto che non si potevano usare armi da fuoco perchè significava di fatto decretare una maggiore sofferenza per i tonni stessi. Il buon senso non ha prevalso (come succede troppo spesso) e questo video  mostra i risultati.

Tonni rossi e buon senso

Davide ci passa quest’articolo a firma Domenico Ambrosino apparso sul mattino del 23 ottobre che illustra una situazione Kafkiana: C’è un allevamento di tonni rossi che forse verranno macellati in maniera tradizionale (un mare di sangue e molta sofferenza per i tonni) perchè una serie di rigidità da tutte le parti impedisce ad AKUA ITALIA di introdurre un fucile speciale nell’area protetta che servirebbe ad abbattere i tonni (che ormai ci sono) in maniera meno cruenta.
Ora io penso che si sia fatto un uso strumentale delle denunce della LAV poichè l’interesse di questa associazione (e anche di tutti gli esseri con un minimo di umanità) sia di far soffrire il meno possibile i poveri animali che già hanno avuto la triste sorte di vivere in cattività. Continua a leggere