Prendere in mano la situazione?

(da Roberto Cotroneo  L’unita.it)
Quello che è accaduto a Viareggio è sconvolgente. È una tragedia di cui non si riesce quasi a parlare. È qualcosa che va oltre ogni immaginazione. Ci sarà un’inchiesta, si scopriranno le solite inadempienze, le solite irregolarità. Sarà l’ennesima vergogna di impianti insicuri, di manutenzioni sbagliate, di incuria criminale, di responsabilità scaricate da una parte all’altra senza ritegno. Si faranno dei processi, e non avremo altro davanti, come al solito, che uno spettacolo consueto, di insicurezza sul lavoro, di superficialità e di persone uccise – uomini, donne, bambini – di case crollate, comperate con fatica e sacrifici. Ci saranno indennizzi, che non basteranno, e non porteranno alcun senso di sollievo o di giustizia per quello che è avvenuto. continua la lettura…

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Errare humanum est, perseverare…

in questi giorni abbiamo sentito le lodi del capitano che non abbandona la nave, il capitano che affonda con la nave…
Ma, parlando di amministrazione di Procida, mi viene un dubbio:
e se fosse proprio il capitano a far affondare la nave?
e se fosse meglio che il capitano abbandonasse la nave per non farla affondare?
E allora mi torna in mente la frase di Seneca “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”
e Cicerone rincarando la dose: “Cuiusvis est errare: nullius nisi insipientis, in errore perseverare” (“è cosa comune l’errare; è solo dell’ignorante perseverare nell’errore”).
Per carità non voglio farvi una lezione di latino (io che una volta ho preso 2) ma solo dirvi che già gli antichi si erano posti il dilemma se è meglio ostinarsi o riconoscere gli errori.
Tornando a noi, errori ne sono stati fatti e molti, ma penso che sia più saggio (e meriterebbe il rispetto di tutti) riconoscerli e fare pubblica ammenda rinunciando a continuare piuttosto che proseguire con testardaggine rischiando oggettivamente la catastrofe.
Da parte mia sono pronto a fare tanto di cappello a chi, in qualsiasi momento, è pronto a farsi da parte e riconoscere di aver sbagliato.
A buon intenditor…

Beati gli operatori di Pace

Caro Peppino,
penso che in questo momento le parole non servano,  urge la presenza e la responsabilità  di Persone che raccontino  ai cittadini  dove ci si sta incamminando,  e una buona volta  parlino loro,  senza temere…. e non continuino a “difendersi” restando “muti o  silenziosi” …
I cittadini dai propri amministratori desiderano profondamente quanto, con dire forte e profetico diceva quest’uomo speciale… Don Tonino Bello ai politici della sua terra.
Lina Scotto

Beati gli operatori di Pace

Il futuro nelle radici cristiane Continua a leggere