Marittimi sequestrati: qualche riflessione

Ho seguito da vicino le iniziative di questi giorni a favore dei marittimi sequestrati e ho fatto una serie di riflessioni che voglio riportare sperando che possano essere un contributo costruttivo alla risoluzione di questa vicenda che per i diretti interessati e i familiari è a dir poco angosciosa.

Penso che ci siano due problemi distinti: uno a brevissimo termine che riguarda la liberazione degli ostaggi e uno a lungo termine (molto più complicato) che riguarda la pirateria nel corno d’Africa.

Per quel che riguarda la liberazione degli ostaggi la  priorità è quella di verificare le voci che parlano di una polizza di assicurazione che l’armatore dovrebbe incassare a 270 giorni. Secondo me bisogna muoversi in questo modo:

  • ottenere un incontro con l’armatore con le buone o le cattive (sit-in, picchetti davanti casa dell’armatore o la sede della compagnia etc) e capire i termini della questione. Sarebbe importante che già in questa fase ci fossero degli esperti di finanza che possano inquadrare la situazione.
  • se la notizia della polizza a 270 gg corrisponde a verità, un gruppo di esperti di economia e di politica potrebbe studiare una soluzione (da proporre al Capo dello Stato per esempio) per rendere disponibile la somma subito in quanto non è pensabile che i nostri compaesani possano resistere altri tre mesi (nel caso della Savina Caylin, molti di più per gli ostaggi della Rosalia d’Amato) Penso a soluzioni tipo pressione del  Capo dello Stato sulle banche per un prestito a tre mesi a tasso molto basso o ad una soluzione di azionariato popolare capitanato dalle tre banche presenti sull’isola (sono solo ipotesi. non sono un esperto ma penso che con un po di buona volontà una soluzione si trova. Vedi le soluzioni che stanno architettando per il salvataggio della Grecia…e là parliamo di cifre a 9 zeri!)

La pirateria nel Corno d’Africa è un problema molto più spinoso perché è frutto di un situazione economico-politica che è a dir poco catastrofica. Cercando di documentarmi ho trovato l’articolo che vi propongo qua sotto che da un’idea della situazione. Chi volesse saperne di più può leggere questa raccolta di articoli veramente interessante.
Certamente contro i pirati serve il pugno di ferro ma da solo non basta. Perché i pirati, non dimentichiamolo, sono figli di una situazione al limite del sopportabile. E una cosa è certa: fino a quando ci sono zone in cui la vita vale meno di niente tutti siamo a rischio. Questa è una grande lezione che l’occidente tarda ad imparare. Non intendo giustificare nessuno ma resta il fatto che in un paese allo sfascio con i bambini che muoiono di fame e di sete e facilissimo trovare manovalanza per la pirateria.
Quando manifestiamo non dimentichiamoci di questo e  chiediamo con forza che l’Italia, nonostante la crisi ( che vista con gli occhi di un somalo fa veramente ridere) si faccia sponsor internazionale della risoluzione dei problemi del Corno d’Africa che sono difficilissimi ma non irrisolvibili.  Siamo riusciti , spinti da Sarkozy, a muovere uomini, mezzi e risorse contro Gheddafi, potremo fare altrettanto per scongiurare una crisi umanitaria che si preannuncia di proporzioni bibliche. E non sarebbe un’azione disinteressata la nostra perché,  ripeto,  fino a quando permettiamo che ci siano persone che non hanno niente da perdere tutti siamo a rischio.
questo è  l’articolo di Domenico Quirico, da “la Stampa” del 14/7/2011:

La fame. Ha una forza tremenda la fame, scuote spezza deforma annienta uomini, regioni, popoli. È metodica, lavora con pazienza, non ha fretta. Regala, tra tutte, la morte la più dimessa e silenziosa. Negli occhi di questi moribondi non si legge traccia di vita o di espressione. Molecola dopo molecola spreme i grassi e asciuga le albumine dalle cellule umane.

Rende le ossa così friabili che si spezzano a toccarle, fa incurvare le gambe dei bambini, annacqua il sangue che scorre senza forza e senza peso, fa girare la testa, prosciuga i muscoli, corrode alla fine il tessuto nervoso. Questo è il primo passo: poi la fame svuota l’anima, caccia la gioia e la speranza, toglie la forza di pensare e provoca rassegnazione, egoismo, crudeltà, indifferenza.
Nell’Ogaden madri, accecate dalla fame, hanno gettato i figli nei pozzi asciutti, li hanno lasciati sul ciglio della pista appoggiati a un arbusto. Senza voltarsi indietro hanno ripreso a camminare, passo dopo passo. Cibo cibo, mangiare qualcosa, qualsiasi cosa: erba secca rifiuti rovi radici animali morti. Per la fame l’uomo perde ciò che lo rende uomo. Continua a leggere

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L’appello de l’unità per gli eritrei prigionieri in Libia

Vi invito a mandare(come ho fatto io )la lettera di appello dell’unità e per favore, leggete l’articolo sui lager di Gheddafi con la complicità del nostro governo:
Ci rivolgiamo ai nostri lettori, serve un’ampia mobilitazione per rompere il silenzio di morte che pesa sui lager libici.
Per questo motivo vi chiediamo di inviare una mail al ministro dell’Interno Maroni – info@interno.it – perché la legga e la inoltri al resto del governo.
Questo il testo: «Io, (nome e cognome) sono convinto che un Paese civile non possa essere complice di un crimine contro l’umanità.Fermate il massacro dei prigionieri eritrei in Libia»

Infibulazione e partecipazione

Come la politica può ottenere risultati concreti SOLO attraverso la partecipazione di TUTTI

Sabato scorso mi è capitato di vedere l’intervista di Marco Pannella a “che tempo fa” .
Nell’intervista, tra le altre cose, pannella  ha affermato che all’ONU, grazie anche all’impegno dei radicali e stata approvata una risoluzione per abolire nei prossimi dieci anni la mutilazione genitale delle donne ancora presente in molte culture (Pannella parlava di un miliardo di persone anche se il dato mi sembra esagerato)
Questa cosa mi ha particolarmente colpito. Mi chiedo se si può pensare di mettere fine a quella che ai nostri occhi è sicuramente una barbarie senza considerare l’ambiente (sociale, economico, culturale) di cui questa pratica è figlia.Sia ben chiaro che non intendo giustificare nessuno ma non credo possibile francamente una soluzione positiva per una simile azione senza passare attraverso la partecipazione delle popolazioni interessate.
La partecipazione! Parlo di decentramento e partecipazione fin dai tempi in cui Giorgio Gaber cantava “la libertà è partecipazione” ma confesso che solo ultimamente ho capito profondamente l’impatto e la reale importanza di questa pratica. Continua a leggere

Il messaggio dei capodogli

(da Gramellini su La stampa)
Chissà se i capodogli trovati morti sulla spiaggia di Peschici con la pancia piena di sacchetti di plastica volevano dirci qualcosa. E non solo qualcosa di ecologico in senso stretto. Del genere: «Uomini, vil razza dannata, coi vostri rifiuti intossicate l’universo». Lo sappiamo già e non ce ne importa niente. Ci hanno insegnato nei secoli dei secoli che la natura è una donna di servizio, da sfruttare molto e pagare poco, possibilmente in nero. Continua a leggere

La politica e i leader carismatici

(da Gramellini – La Stampa)
Sarkozy digrigna i denti contro la stampa francese perché osa occuparsi di suo figlio, che una spintarella nepotista ha candidato alla presidenza di un’importante società pubblica a poco più di vent’anni. Obama scomunica la televisione di Murdoch che parla sempre male di lui. Schwarzenegger inasprisce le pene per i fotografi, dopo che un rappresentante della categoria ha ritratto il governatore della California a torso nudo, rivelando al mondo che là dove c’erano i muscoli adesso fluttua una poltiglia gommosa.

Ben ci sta. Siamo stati noi, giornalisti ed elettori, annoiati da generazioni di politici democraticamente grigi, a desiderare i leader carismatici. Continua a leggere

COME UN UOMO SULLA TERRA SU RAI 3

(da Lina dei Maia)
Dopo decine e decine di proiezioni in tutta Italia
Dopo il grande successo della campagna IO NON RESPINGO: COME UN UOMO SULLA TERRA finalmente in onda sulla RAI 9 LUGLIO 2009 RAI 3 ore 23.40 (trasmisisone DOC3)
Un’ occasione di civiltà e informazione per tutta l’Italia. Finalmente anche chi non poteva sapere ora saprà. Continua a leggere

Camicie nere e camicie verdi

E’ una psicosi, quasi una forma di sudditanza psicologica quella che spinge anche i commentatori più autorevoli a rendere omaggio alla Lega in quanto portavoce dei sentimenti popolari anti-immigrati. Mi impressiona che perfino Ilvo Diamanti -lo trovate su http://www.repubblica.it- parli di Bossi & c come se il suo partito detenesse la maggioranza assoluta nela penisola. continua la lettura…

Comitato elettorale pro De Magistris

Riceviamo da Franco Ridda:
Caro Peppino,
come forse già saprai insieme a Tommaso Forestieri ed altri stiamo costituendo un Comitato Elettorale per sostenere le candidature del dott. LUIGI DE MAGISTRIS, (per le Europee) e del dott. MARIANO MASULLO (per la Provincia ), ti pregherei quindi di pubblicare quanto prima il volantino per le necessarie adesioni che da domani incomincerà a circolare per l’isola.
Ti ringrazio vivamente Franco Ridda. Continua a leggere

Votare per l’Europa e sentirsi fessi

da Beppe Severgnini (Corriere della Sera) via relazionivirtuose di Caludio Maffei
Forse rassegnato, certo allibito, vagamente nauseato. Fesso, no. Non voterò alle Europee il 7 giugno. Se le elezioni per il Parlamento nazionale sono state un’umiliazione — liste bloccate, nostro compito era ratificare le nomine dei partiti — quelle per l’Europarlamento s’annunciano come una provocazione Continua a leggere

G8 in Abbruzzo

Riporto due commenti molto critici sul g8: il primo è di Vittorio Zucconi segnalato da G.Barblan, l’altro e di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, segnalato da Lina Scotto dei Maia.
Berlusconi il Grande Produttore metterà in scena il G8 (evento comunque da anni del tutto inutile) nello “Studio Abruzzo”, usando rovine, sfollati, bambini, vecchi, immancabili gruppi folkloristici che offriranno danze e doni agli illustri ospiti, come scenografia e come figuranti gratuiti per uno show in stile Fattoria, Grande Fratello o Isola dei Famosi. Continua a leggere