Incontri sui referendum

Comitato per il SI
Referendum 13-13 giugno 2011

incontro con
Pietro Greco, giornalista scientifico
P.Alex Zanotelli, missionario comboniano

Lunedì 6 Giugno ore 18,15 – “Nucleare Si? Nucleare No
Martedì 7 Giugno ore 18,15 – ”Dacci oggi nostra acqua quotidiana

Aula Consiliare del Comune di Procida, Via Libertà

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Disinformazione sui referendum

(Una cara amica da Torino mi ha mandato questo testo che è a dir poco sconvolgente. Per chi non conosce la firmataria della lettera, piu sotto c’è un articolo del giornale “il levante” che ne parla.)

Ciao a tutti,
confermo la necessità di questo passaparola, aggiungendo che si tratta di informazione per riaffermare i diritti costituzionalmente garantiti . Il dramma è che sembra la maggior parte della popolazione non sia consapevole di quanto sta avvenendo.
Quello che Vi porto è solo un piccolo esempio. Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell’acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche.
‘E arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l’argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.
Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui “il servizio pubblico” viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati Continua a leggere

Sorella Acqua

Diffondetela. Chi vuole aderire alla Lettera di Zanotelli scriva un’email all’indirizzo: beni_comuni@libero.it
con la scritta: aderisco.
Napoli, 19 novembre 2009
“MALEDETTI VOI….!”

Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell’acqua , che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi :” Maledetti voi ricchi….!”

Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua . Continua a leggere

Riappropriarsi dell’acqua pubblica

(un articolo sulla proposta di modifica dello statuto comunale dal blog di Michelle Dotti)
Che l’acqua pubblica sia possibile per legge lo dimostra un’analisi puntuale della normativa condotta dall’avvocato Maurizio Montalto, vice-coordinatore della Commissione ambiente all’interno del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli.

L’articolo 23 bis, infatti, che sostituisce l’articolo 113 del Testo unico degli enti locali, disciplina l’affidamento dei servizio solo nell’ipotesi che ci sia “scopo di lucro“. Quando questo accada o meno, tuttavia, non può disciplinarlo il governo centrale. Le norme, in questo caso, le decidono gli enti locali.

La conferma alle sue parole arriva dalla Corte dei Conti della Lombardia, che nel rispondere a una richiesta di parere del Comune di Malnate (Va) in merito all’articolo 23 bis scrive: Continua a leggere

L’acqua è un bene comune!

Il Consiglio dei Ministri del 9 settembre 2009 ha approvato il Decreto legge Ronchi che adegua alla disciplina comunitaria la materia inerente i servizi pubblici locali di rilevanza economica (energia, gas, rifiuti, trasporto urbano ed in modo particolare la gestione delle acque) imponendo la parziale privatizzazione (non meno del 40% per il socio privato) delle attuali società pubbliche.
In questo contesto è molto interessante l’iniziativa del comitato civico di Roccapiemonte che in sinergia con l’Amministrazione Comunale ha modificato lo statuto comunale dichiarando l’acqua bene comune e servizio privo di rilevanza economica sottraendola di fatto alle grinfie del decreto legge.
Molto presto temo che dovremo anche noi rimboccarci le maniche per evitare che la gestione dell’acqua cada in mano a Veolia o pescecani simili.
Vi prego di leggere attentamente il comunicato stampa del comitato civico di Roccapiemonte che contiene anche la risoluzione del consiglio comunale.

Procida: a proposito di balneabilità

(da Marina arriva la segnalazione di quest’articolo di Angelo Forgione)
La Campania del mare negato
Ormai è vera psicosi. Da Napoli a Nord non va in acqua più nessuno. Questa è la per i romani “Campania Felix” che il mar non bagna più.
Sul sito dell’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) sono stati pubblicati i report sulla balneabilità delle coste flegreo-giuglianesi. Un disastro ambientale lungo la costa flegrea di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli e Licola-Giugliano… leggi l’articolo

Ma quanto costa l’acqua?

Un contributo di Francuccio Gesualdi sulla gestione e sui costi dell’acqua, tra possesso pubblico e gestione privata (Da http://www.pisanotizie.it)
Regna molta confusione sotto il pelo dell’acqua. Confusione di ruoli, confusione di idee, confusione di termini, in una parola confusione politica, che poi è ciò che interessa.
Per cominciare: come è gestita oggi l’acqua? In regime pubblico o privato? Pubblico, rispondono tutti i partiti a gran voce. Per due ragioni: perchè gli acquedotti sono di proprietà dei comuni e perchè le società che li gestiscono sono prevalentemente a capitale pubblico. Acque SpA, ad esempio, la società che gestisce l’acqua nel Basso Valdarno, è posseduta per il 55% dai comuni del comprensorio e per il 45% da Abab, una società partecipata per il 30% da privati come Suez o Monte dei Paschi e per il 70% da Acea, società controllata dal comune di Roma.
A conti fatti l’80% di Acque Spa è dei comuni, ergo è pubblica. Ma il diavolo si annida nei dettagli, i comuni non gestiscono l’acqua in forma diretta, la gestiscono tramite società per azioni. Il che li rende simili a dei genitori che non avendo più voglia di prendersi cura dei figli li affidano ad un parente pedofilo. I figli non hanno cambiato cognome, sono sempre in famiglia, ma si può dire che siano ben accuditi? Continua a leggere

Guerre dell’acqua

Riceviamo via Lina questo interessante (anche se lungo) articolo che getta una nuova luce sul conflitto israelo-palestinese
GUERRE DELL’ACQUA Israele – Palestina
Non se ne parla se non negli ambienti specializzati, ma molti politologi danno per scontato che dopo le guerre del petrolio ci saranno le guerre dell’acqua, anzi che sono già cominciate. Ovunque un fiume, una falda acquifera, un bacino idrico, si estenda sopra, o sotto, più di uno stato indipendente e sovrano, vi è il rischio che tra gli stati confinanti si creino conflitti sull’utilizzo dell’acqua in comune. Lo stato a “monte” è sempre sospettato di “rubare” l’acqua allo stato a “valle”. Quando poi l’acqua scarseggia i problemi sono inevitabili. Continua a leggere

acqua di Campania

Che la situazion dell’acqua in Campania è a rischio lo sapevamo. adesso arriva questo articolo del manifesto, segnalato da Marina Ambrosino e Salvatore Carnevale a spiegare quanto è a rischio!
Acqua di campania (Adriana Pollice,  Il manifesto 12 febbraio 2009)
Una guerra tutta da combattere
Una struttura che costa più di due milioni di euro l’anno e che in teoria dovrebbe riunire i comuni del napoletano per organizzare la gestione delle acque. In realtà l’Ato2 da due anni è praticamente inattiva, lasciando ampi spazui alle multinazionali che procedono alla privatizzazione dell’acqua…continua la lettura