QUANTI LIBERALI !

Se si leggono proposte di varie liste a Procida e nel resto del Paese, troneggia il termine LIBERALE. Io, che lo sono stato davvero per molti anni della mia vita,iscritto prima alla Gioventù Liberale e poi al Partito Liberale e lo sono ancora ideologicamente, anche se non posso appoggiarmi a nessuno perché non ne esistono più, di liberali veri, dubito dell’esatta conoscenza di questo termine da chi lo propone. Cominciò D’Alema tanti anni fa e poi è andato avanti fino all’inflazione di oggi! Per cui, amici cari, prima di usare un termine o una formula, pensateci molto bene. I vecchi liberali come me non credo che potrebbero riconoscervisi!
G. Barblan

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ma perché deve urlare così?

E’ la frase che la regina d’Inghilterra ha rivolto al Cavaliere dopo che costui ha voluto richiamare l’attenzione di Obama, a Londra, nell’incontro in corso. Insomma, ci sputtaniamo sempre!

(non) parliamone ( più) # 10

Mi era stato richiesto di riaprire questo blog. Avevo accettato con piacere ponendo all’attenzione dei nostri abituali lettori almeno tre temi che mi erano sembrati interessanti da discutere. Sono passati tre giorni e non ci sono commenti. Siccome cercare argomenti validi implica un certo tempo e una certa attenzione , non vedo perché dovrei continuare in questo impegno.  Ho trovato un aforisma di Oscar Wilde che si confà esattamente al mio caso. “Esperienza è il nome che ciascuno dà ai propri errori”.

parliamone #9

Cari amici, nei giorni del nostro silenzio molti fatti si sono succeduti. Il conflitto Israele-Palestina (Hamas), la tragica fine di Eluana, la tragi- comica vicenda del papa che non sapeva niente del negazionismo di un suo vescovo fatto rientrare in santa romana chiesa,i vari stupri che si succedono ormai quasi quotidianamente e così via.Se dovessimo analizzare ogni argomento non finiremmo più di commentarlo perché tanti sono gli interrogativi e poche le risposte.   Continua a leggere

parliamone # 7

Questa rubrica era nata, insieme con Peppino Capobianco, con l’idea di voler evidenziare dei fatti, a mio parere interessanti, per essere discussi. Ma via via si è andata deteriorando non rispettando più una civile dialettica. Improperi, insulti, offese personali, villanie, rozzezze si sono moltiplicati fino a oltrepassare i limiti della sopportazione e della decenza di una rubrica che ci sembrava, e ci sembra ancora, valida. Per questi motivi chiudiamo, almeno temporaneamente, nell’attesa della presa di coscienza delle proprie libertà e dei propri limiti di espressione da parte di coloro che finora  ci hanno seguito  inconsapevoli, forse, del rispetto altrui. Saluto inoltre, con profondo rammarico ,tutti coloro che  hanno  incrementato positivamente il nostro ‘blog’. Giovanni Barblan

parliamone # 6

Siamo alla farsa. Il Vostro premier, cav. Silvio Berlusconi, ha detto che non andrà a Washington per l’insediamento di Obama. “Non sono andato a quello di Bush e quindi non andrò neanche a quello di Obama. E poi io sono un protagonista, non una comparsa”. Ignora che la prassi statunitense non prevede la presenza dei leader stranieri alla cerimonia presidenziale. Gli inviti sono riservati solo agli ambasciatori e alle loro consorti e non ai premier o capi di Stato, anche per ovvi motivi di sicurezza. Però, che peccato, avrebbe fatto cucù!

parliamone # 5

Dedico la mattinata alla lettura dei quotidiani e le mie reazioni sono varie.Angosciate ( quando leggo di Gaza), disinteressate ( quando mi trovo davanti ai precetti di Santa Romana Chiesa)  e ilari ( quando leggo, come oggi, che la Iervolino scrive alla città :” Ora lavoriamo insieme” e Bassolino le propone uno sforzo congiunto con la sua amministrazione regionale, dopo il caos totale). Riferendomi a quest’ultimi vorrei proporvi un pensiero di Paul Valery :” La politica è l’arte d’impedire alla gente di occuparsi delle questioni che giustamente la riguardano”.

parliamone # 3

Riprendo dalla rubrica ‘Tempo reale’ di Vittorio Zucconi.

Un uomo solo al confine

 Chissà se vedremo mai un uomo vestito di bianco, con un bastone da pastore in pugno, senza orpelli e paramenti, senza tende per ripararlo dal sole, andare al confine fra Gaza e Israele a gridare: ” In nome di Dio, del Dio che tutti abbiamo in comune e che tutti voi bestemmiate con i vostri comportamenti, smettetela di spararvi addosso o, se proprio volete, sparate i vostri razzi e i vostri missili addosso a me, non addosso ai vostri bambini, affinché tutto il  mondo possa vedere la vostra pazzia”. Utopico? Impossibile? Eppure pare che da quelle parti Uno abbia fatto esattamente questo, qualche anno fa. Non che sia servito a molto.