Marittimi sequestrati: lettera aperta al Presidente Napolitano

Signor presidente,
sono un procidano, concittadino di due dei marittimi della Savina Caylyn la nave italiana in mano ai pirati Somali da sei mesi.
Mi rivolgo a Lei perché è l’unico che per funzione istituzionale e per carattere è al di sopra delle parti e dei giochi politici ed economici
Voglio ringraziarla per l’interesse mostrato per la nostra vicenda in questi mesi ma purtroppo, mi permetta la sfrontatezza, non basta.
Signor presidente, mi rendo conto che Lei è sempre impegnatissimo e che le vicende politiche La tengono costantemente sotto pressione ma, La prego, prima di essere costretto a presenziare l’ennesimo funerale di stato, prima di ritrovarci tutti dietro una bara – perchè se continua cosi il morto ci scappa sicuro – faccia una cosa e la faccia lei personalmente: prenda per le orecchie gli armatori e li forzi a pagare questo maledetto riscatto.
Lei mi chiederà: e se gli armatori non hanno i soldi?
Signor presidente a Lei non possono mentire, Lei ha tutti i mezzi per accertare la reale consistenza delle loro possibilità e poi se così fosse almeno sapremmo quanto manca per realizzare la cifra richiesta dai pirati.
E non mi dica che l’Italia, questa grande nazione, non riesce a metter insieme qualche milione per riscattare 23 persone (di cui 5 italiani e 17 indiani spesso dimenticati e da nessuno rivendicati) che hanno l’unica colpa di guadagnarsi il pane con un lavoro duro e pericoloso.
Ho letto che è in atto un gioco al ribasso tra armatore e pirati: non permetta che questo si faccia sulla pelle dei nostri uomini cosi come non lo permetterebbe se si trattasse dei suoi familiari.
Presidente Napolitano, faccia pressione su questi “signori” per cui l’interesse economico viene prima della vita dei nostri cari.
Scongiuri questa tragedia annunciata.
Lei può farlo!

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