LA TERRA DEI VELENI

(da Casertace.it su segnalazione di Ambro) Diossina nel sangue di napoletani e casertani
E arsenico nell’acqua, e Pcb nell’aria. L’Espresso svela il rapporto nascosto sull’inquinamento: sono in 320mila a vivere in zone da bonificare
CASERTA – “C’è una rapporto nascosto da mesi nei cassetti della Regione Campania. Si chiama Sebiorec, ed è uno dei più imponenti studi epidemiologici con biomarcatori mai fatti in Italia. Dice che c’è diossina cancerogena nel sangue di napoletani e casertani, c’è troppo arsenico nell’acqua e non mancano, in alcuni comuni, i velenosi Pcb. Ma niente panico, il rapporto si cautela: ‘i livelli di esposizione non sono tali da giustificare uno stato d’allarme sanitario'”. Sono le anticipazioni, sull’Espresso in edicola da domani, delle conclusioni del rapporto Sebiorec commissionato nel 2007 dalla Regione Campania guidata da Antonio Bassolino con un investimento di 250 mila euro e avviato il primo gennaio 2008 attraverso una indagine su sangue umano e latte materno che prevedeva anche il lancio di un sito web ad hoc.
IL RAPPORTO SHOCK. Il rapporto, continua il settimanale, “è pronto dallo scorso dicembre ed è frutto di studi di 115 tra scienziati e medici dell’Iss (Istituto superiore di sanità), del Cnr, del Registro Tumori, e delle Asl locali che hanno analizzato 900 campioni di sangue e 60 di latte materno. Nessuno ne ha mai parlato, e il sito web non è mai entrato in funzione”.
DIOSSINA ‘TIPO SEVESO’. “Spulciando il rapporto e i suoi faldoni nelle pieghe (in tutto migliaia di pagine di analisi e test) non tutti i dati sono così tranquillizzanti come sembra”, segnala l’Espresso. Il rapporto “parla espressamente di presenza di quella diossina chiamata ‘tipo Seveso’, la più pericolosa tra le diossine, e la associa al consumo di mozzarella e verdure”. Aggiungendo che “nel quartiere di Pianura c’è più diossina che nel resto della regione”.
VELENI E BONIFICHE. L’Espresso ha letto le conclusioni definitive del rapporto. Se i livelli ‘medi’ di diossine e metalli pesanti riscontrati “sono simili a quelle di altre realtà nazionali ed europee, ci sono molte differenze tra zone e comuni”. Ad esempio la priorità “è ‘alta’ per la presenza di arsenico a Villaricca e Qualiano, e ‘media’ a Caivano e Brusciano (sempre per l’arsenico), a Giugliano (dove gli scienziati segnalano un primato per il mercurio) e a Napoli, zona Pianura, per la diossina tipo 2,3,7,8-Tcdd, quella più pericolosa”. Nelle zone citate vivono, secondo dati Istat, oltre 320 mila persone.
giovedì 24 marzo 2011

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