Rifiuti: l’affare del secolo

(di Amato Lamberti)La gestione dei rifiuti è l’affare più succoso e duraturo della nostra società. Dal business è nata la nuova mafia, fatta da piccoli imprenditori, autotrasportatori, pubblici amministratori e gruppi criminali[…]Il dato vero è che sulla gestione dei rifiuti sono nate nuove organizzazioni criminali composte da grandi imprenditori di tutta Italia, piccoli imprenditori del Nord come del Sud, autotrasportatori, singoli o in cooperativa, amministratori pubblici, gruppi criminali più o meno estesi, come dimostrano le tante operazioni realizzate da carabinieri, polizia e guardia di finanza.
Accreditare la convinzione, come si continua a fare ancora oggi, che le ecomafie sono le vecchie mafie che hanno allargato le loro attività al comparto dei rifiuti, e non nuove mafie (ove con questo termine si definiscono semplicemente dei gruppi criminali con un certo livello di organizzazione) formatisi proprio per gestire quello che si è rivelato il business più succoso e duraturo della nostra società, significa nascondere la verità dei fatti, e cioè che sui rifiuti si vanno costruendo business che riguardano innanzitutto la politica e le pubbliche amministrazioni[…]Il rifiuto è una risorsa dalla quale non si può prescindere: va riutilizzato tutto ciò che può essere riutilizzato nelle forme che la tecnologia oggi consente. Il problema non è come sembra a molti il riuso puro e semplice; vetro dal vetro, alluminio dall’alluminio, filati plastici dalla plastica. Dai rifiuti ricchi di cellulosa, come le frazioni umide ma anche la carta, si può ricavare, tanto per fare un esempio concreto, acido levulinico, il quale ha molteplici applicazioni nel campo delle vernici, dei carburanti, dei solventi non cancerogeni. Dai residui della lavorazione dei latticini, che altrimenti vanno smaltiti come rifiuti speciali perché altamente inquinanti, si possono ricavare bioproteine sempre più richieste dal mercato. Il vetro che va in discarica può essere utilizzato nella produzione di mattonelle di altissima qualità per esterni e per interni.
Sono solo degli esempi delle infinite possibili applicazioni degli scarti del consumo e della produzione che finiscono nei rifiuti. Bruciare i rifiuti fa male alla terra, agli animali, agli uomini, ma anche all’economia perché con i rifiuti bruci anche una ricchezza di infinite possibilità produttive. Ma vallo a spiegare a politici e amministratori incolti e ignoranti che pensano non al benessere della comunità ma al proprio tornaconto personale e si circondano di tecnici e consulenti della loro stessa risma…vai all’articolo

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L’osservatorio sull’ambiente

Una valida iniziativa che potremmo adattare anche alla realtà procidana (da ilmediano.it)
Nasce su iniziativa di un partito politico ma, di fatto, è costituito da personalità esterne ad esso; in sintesi, è questo il corpo dell’Osservatorio Ambientale, animato da persone “cittadini”, impegnate a dare un contributo in termini di proposte per provare a superare lo scempio che sta subendo la città di Napoli.
Presidente dell’organismo civico il sociologo Amato Lamberti (foto).
Prof. Lamberti, cos’è l’ Osservatorio Ambientale?
«L’Osservatorio Ambientale di IDV nasce dall’esigenza di porre un argine alle gravi problematiche di inquinamento ambientale che attanagliano la città di Napoli. Problemi come quelli dei rifiuti e dell’inquinamento hanno bisogno di azioni che facciano da pungolo alle istituzioni affinchè pongano in atto azioni concrete a tutela della salute dei cittadini napoletani. L’Osservatorio vuole essere un luogo di discussione e di proposte, una casa trasparente dove tutti potranno esprimere le proprie opinioni e le proposte per un approccio innovativo verso tali problematiche»…vai all’articolo

Irresponsabile, vanesio e inefficace

(dal blog di Zucconi) “Berlusconi è il migliore amico dell’America” ci informa la Clinton che da giorni deve correre a sanare le smagliature aperte dai dispacci riservati dei suoi diplomatici. Ma purtroppo per lei ora sappiamo che cosa a Washington si pensava veramente del “feckless, vain and inefficient”, irresponsabile, vanesio e inefficace primo ministro italiano che funziona da galoppino di Putin. Per una signora che aveva superbamente respinto l’idea che un First Lady dovesse occuparsi di “servire tè e pasticcini” alla Casa Bianca, finire come rammendatrice di pedalini bucati non è il massimo.