Cava Sari: inquinamento delle falde

Ho trovato sul sito di Insiemeperprocida questo documento dell’ordine dei chimici sullo stato delle falde acquifere nei dintorni della ex Cava Sari (la discarica nell’area di Terzigno).
Non sono un chimico e mi rendo conto che il linguaggio tecnico può allontanarci della comprensione del problema ma questo paragrafo mi ha colpito nelle conclusioni (ho messo in grassetto le cose importanti):
“Tuttavia pur ritenendo necessario approfondire lo studio anzidetto, nonostante i risultati delle analisi dell’ARPAC e quelli dell’ASIA, abbiano puntualmente evidenziato il superamento delle CSC di molti parametri e tra questi, quelli di metalli pericolosi e di sostanze fortemente cancerogene, appare grave ed incomprensibile che non siano state adottate dall’ASIA e dagli organi preposti al controllo tutte le procedure operative previste dall’art.242 del D.Leg.vo 152/2006.
L’adozione di tali misure andava attuata sin dai primi rilievi eseguiti dall’ARPAC, nel 2009, in un area in cui lo stato ambientale risultava già fortemente compromesso, erano auspicabili solo interventi volti al suo risanamento.
Sono invece state adottate, scelte non solo in deroga alle normative vigenti, ma volte anche a compromettere in maniera irreversibile tutta un area protetta.”

Non aggiungo altro.

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