Rifiuti: scelte autoritarie

(da Amato Lamberti) Le forme di ribellione cui stiamo assistendo in questi giorni nell’area del Parco del Vesuvio hanno una loro giustificazione, perché le scelte del Governo sono state fatte senza ascoltare i cittadini. La rivolta della popolazione di Terzigno contro l’apertura di una seconda discarica nell’area del Parco del Vesuvio occupa ormai stabilmente le prime pagine dei quotidiani nazionali e tutti i telegiornali. Il fatto che alle notizie che si leggono si accompagnino le immagini trasmesse dai telegiornali ha come effetto uno straordinario impatto emotivo che però si sta via via modificando agli occhi di giornali e televisioni. Frequentando paesi e persone dell’area vesuviana interessata vedo montare insieme alla rabbia una sorta di soddisfazione per i risultati mediatici raggiunti[…].La protesta è pienamente legittima ma le forme della protesta avranno ricadute negative che a tutt’oggi non possiamo neppure chiaramente definire. Basta leggere i giornali nazionali per rendersi conto che sta passando l’idea di un Sud in preda a forme di ribellismo sociale con istituzioni totalmente delegittimate che non riescono in alcun modo a far fronte ai problemi che la loro stessa incapacità ha generato e fatto esplodere[…]L’emergenza non può continuare a giustificare la mortificazione e il danno alla salute e alla vivibilità di intere popolazioni. Sono necessarie soluzioni definitive ad un problema che si è trascinato anche troppo a lungo e che non poteva non sfociare nelle proteste a cui oggi assistiamo. Una soluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti in forme accettabili dalla popolazione è possibile anche in Campania utilizzando le tecnologie ampiamente disponibili, senza fare ricorso né a discariche né a termovalorizzatori.
Una soluzione che deve essere rapida anche per non condannare il Mezzogiorno ad una immagine di ribellismo e di violenza che non le appartiene e che è solo frutto dell’incapacità dei politici e degli amministratori che lo governano.…vai all’articolo

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