RIPENSARE IL REGNO DI NETTUNO

(riceviamo da Nicola Pellecchia (FEDERPESCA))
La situazione di stallo in cui versa, e da tempo, l’AMP Regno di Nettuno è sotto gli occhi di tutti.
Il mancato decollo di una credibile azione di valorizzazione del nostro patrimonio naturalistico impedisce quelle ricadute benefiche che tanti operatori economici si attendevano.
Anzi si è finito con l’aggravare situazioni già critiche e si è creato un diffuso malcontento nelle popolazioni isolane.
Oggi chi attraversa il “ Regno di Nettuno”, visitatore o isolano che sia, non ha alcuna percezione di trovarsi in un “ territorio di pregio tutelato”, non c’è alcun “confine” visibile data la totale assenza di boe, e niente e nessuno riesce ad interrompere l’abituale flusso disordinato di mezzi nautici.
Piovono critiche e richieste di modifiche, sicuramente comprensibili, ma, purtroppo, spesso prive di una approfondita conoscenza dei rigidi paletti normativi, procedurali e “ scientifici” che condizionano l’esistenza concreta di una AMP. In particolare di “ questa” AMP.
Chi ha seguito dall’interno il lungo e periglioso viaggio decennale del Regno di Nettuno sa benissimo che i nostri territori sono stati infilati in una strettissima camicia che, inevitabilmente, si lacera da tutte le parti.
Se si ha chiaro questo e se si vuole uscire dallo stallo senza “ buttare il bambino con l’acqua sporca”, bisogna responsabilmente aprirsi ad una seria riflessione, poiché è impensabile procedere per piccole modifiche parziali.
La ridefinizione in corso degli assetti istituzionali dell’Ente Gestore con la nomina del nuovo C.d. A., del nuovo Presidente e del nuovo Direttore deve essere accompagnata da una chiara visione di come può e deve procedere nel medio – lungo periodo il percorso del Regno di Nettuno.
Basta, quindi, parlare di complotti, basta micro campanilismi, basta autoritarismi, basta pannicelli caldi!
Come Associazioni di Imprese direttamente legate nella loro attività alla risorsa mare, chiediamo al Sindaco del Comune di Procida in primo luogo, e attraverso di esso all’Ente Gestore, di dare vita ad una verifica a 360° del Regno di Nettuno.
Una verifica che veda la partecipazione attiva delle imprese attraverso i loro legittimi rappresentanti, perché non accettiamo più di essere riconosciuti tali solo quando c’è da mettere toppe ai fin troppo marchiani errori di impostazione e di gestione.
Punto basilare di questa indilazionabile rivisitazione del Regno di Nettuno deve essere la compresenza sullo stesso territorio di due Enti: L’Amp e il Parco Terrestre di Vivara.
Come è noto il Parco di Vivara non gode vita migliore del Regno di Nettuno , la sua organizzazione latita così come è assente qualsiasi attività di tutela , meno che mai si ha qualche idea sulle risorse finanziarie necessarie al suo decollo.
E’evidente che nel prossimo futuro gli stanziamenti di risorse statali e regionali per AMP e Parchi saranno molto ridotti e comunque sicuramente insufficienti per garantire una funzionamento pieno ed efficace di questi importanti presidii di tutela ambientale.
Buona parte dei costi in termini di infrastrutture ( sistemi di perimetrazione e segnalazione, procedure di controllo, sedi degne di questo nome) e di personale ( dirigente, amministrativo e di controllo) ricadranno sui Comuni.
Sappiamo tutti bene che i bilanci comunali sono ben lontani da poter reggere questi costi e questi impegni. Quindi senza risorse tanto il Regno di Nettuno quanto il Parco di Vivara sono destinati a una magra e stentata esistenza.
E non sarà certo il fare cassa attraverso le “autorizzazioni creative”( tipo: chi mangia al ristorante può distruggere la Posidonia…..!) che consentirà di reperire risorse sufficienti.
Un unico Ente consentirebbe quindi di diminuire di molto i costi e di ottimizzare gli stanziamenti Statali e Regionali.
Va poi inoltre considerato che i fondali circostanti Vivara costituiscono un’ importantissima area archeologica sottomarina in stretta connessione con le traccie degli antichi insediamenti di epoca micenea presenti sulle coste dell’isolotto. Questo patrimonio a tutt’oggi è fuori dalle Regolamentazioni di Tutela esistenti.
E’ noto inoltre che negli studi della Prof. Lucia Mazzella le praterie di Posidonia di maggiore valore naturalistico sono quelle che si estendono tra Vivara e la costa Ischitana.
Questo insieme di presenze di pregio storico- naturali andrebbe a costituire il cuore del Parco terrestre e marino delle isole di Ischia, Vivara e Procida. Un “cuore” che potrebbe più facilmente essere segnalato e distinto con efficacia e che potrebbe anche essere tutto “ NO TAKE”.
Lo splendido edificio che sorge al centro di Vivara nonché gli altri edifici esistenti a Nord e Sud dell’Isola costituirebbero una sede “degna di questo nome” perché consentirebbero una molteplicità di attività di fruizione e cultura ambientale.
L’Ente Gestore avrebbe così la possibilità di svolgere la funzione principale che tutti si aspettano:
Ente Formatore di consapevolezza ambientale organizzatore di attività di ricerca e valorizzazione.
Nel corso dell’istruttoria relativa all’AMP Regno di Nettuno il Comune di Procida fu da più parti invitato ad evidenziare che essendo già stato costituito l’Ente Gestore del Parco Terrestre di Vivara stando alla legge quadro dovesse essere questo a gestire l’AMP. Ma il Comune di Procida , forse ,temendo una intromissione dei Comuni Ischitani su di un territorio di sua specifica competenza non sollevò mai la questione. Né il Ministero dell’Ambiente prese l’iniziativa di sciogliere questo errato dualismo.
Ma come dicevamo prima non è più tempo di campanilismi. E’ tempo di decisioni coraggiose, ponderate e orientate al futuro. Nell’interesse dell’ambiente, delle imprese, dei cittadini isolani tutti.

Eugenio Michelino (ASSONAT)
Nicola Pellecchia (FEDERPESCA)
Pier Luigi Taliercio (CONFESERCENTI)

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Un pensiero su “RIPENSARE IL REGNO DI NETTUNO

  1. Mi sembra strano questa lettera firmata da Michelino. Lui, fino a qualche tempo fa sbandierava ai quattro venti che l’idea
    “…chi mangia al ristorante può distruggere la Posidonia…..!)
    era stata sua e si vantava con tutti i ristoratori che era stato lui a farla approvare dal direttore dell’AMP.
    NON SIETE CREDIBILI…lasciate gli affari a casa. Michelino difende chi ha distrutto le parule…ed adesso vogliono salvare il mare e Vivara (semmai con un bel cantiere di barche senza autorizzazione)

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