Siamo alla frutta!


Non so se ridere o piangere ma ho l’impressione che con questa campagna elettorale abbiamo toccato il fondo (se mai ce n’è uno)!
Siamo alle invettive più basse formato “cavaliere” (non la pasticceria) dove comunista è un insulto e vincoli una brutta parola che niente ha a che vedere con la parola “leggi”. C’è mancato poco che non abbiano scritto che pure Aniello è comunista anche sa la costruzione delle due frasi precedenti lo lascia intendere! Siamo davanti a gente disperata e a corto di argomenti che non ha di meglio che parlare male degli altri e del loro operato perché chiaramente se si sposta l’obbiettivo sul Loro operato di cose da dire e di domande da fare ce ne sono molte! Ma con il massimo aplomb (che però io chiamerei faccia di bronzo) si dedicano a informare la gente dei “Grossi guai” che sono stai fatti negli anni indietro da comunisti e soci sperando di farci dimenticare quelli sicuramente più “freschi” e sotto gli occhi di tutti fatti da loro. Ma chi può dimenticarsi il problema sepa, i cassonetti interrati, il porto che non si è venduto solo per mancanza di acquirenti, il bidone “dissociatore molecolare” scongiurato solo per la determinazione e la netta opposizione della parte più attiva della cittadinanza, ecc. ecc. ecc.?
Una sola cosa mi consola: so per certo che da bravi amministratori di voti, i conti se li sanno fare per cui se sono così nervosi e segno che veramente il vento sta cambiando.
Amen!

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14 pensieri su “Siamo alla frutta!

  1. Credo che la frutta l’abbiano passata già da un pò; adesso sono al digestivo e purtroppo per loro faranno la stessa fine del cibo dopo l’inizio della digestione!!!!
    Hasta la victoria siempre!

  2. Questo manifesto qualifica coloro che adoperano questo tipo di tattica. E’ vero che nelle campagne elettorali nessun colpo basso viene risparmiato. Ma ciò che contraddistingue gli autori di questo manifesto è la loro mancanza d’immaginazione, di fantasia, e cosa ancor più grave, la loro totale assenza d’ironia, anzi d’autoironia. Propinano imperterriti (a Destra e a manca) la loro solita minestra: l’insulto, il ricatto, le pressioni d’ogni tipo, la calunnia ecc. ecc. Se sono così poco propositivi è perché il loro unico scopo è quello di mantenere lo status quo. Sono convinto che se non fosse contrario alla realpolitik non avrebbero scrupoli ad adoperare ancora oggi quegli slogan cari alla destra più reazionaria che definiva la sinistra: ebrea, massonica, nemica dei valori della chiesa e della famiglia, della patria, ecc. Durante la guerra civile spagnola, un generale franchista fece di “abbasso l’intelligenza” il suo motto. Potrebbero adottarlo; non sfigurerebbe nel loro lessico.

  3. Bene, e dopo la frutta secca qualche spunto per giocare a lotto.
    Numeri consigliati dal manifesto:

    19 – 71 – 84 – 20 e 10

  4. Si la campagna elettorale non è stata al massimo delle aspettative da parte di tutte e tre le liste.
    Di bassezze se ne sono viste e sentite tante da parte di ogni lista.
    Tra queste vorrei citare anche gli attacchi fatti da Procida Insieme a Fabrizio Borgogna.
    Tralasciando i problemi di salute, penso che proprio non li meriti poichè il dott. Borgogna ha sempre dimostrato di essere una persona semplice e disinteressata con un unico grande difetto-a mio avviso- di metterci una grande passione in tutto quello che fà.

  5. Non mi risultano attacchi da Insieme per Procida a Fabrizio Borgogna…..; quali sarebbero tali bassezze?

  6. Il bilancio comunale del 1992 era il frutto dei disastri economici, (ivi comprese le delibere senza copertura finanziaria e le famoste feste dei socialisti) ereditate dai socialisti che avevano governato negli “allegri anni ‘80″.
    E pensare che nella malaugurata ipotesi che dovesse vincere **** anche i socialisti come ***** tornerebbero al potere!
    Chissà quanti altri disastri saprebbero combinare.
    Mandiamoli a casa!

  7. trovo fuori luogo e offensivo l’invito del sig.Davide Z. di giocare al lotto un insieme di numeri da lui proposto

  8. mi scuso per la lunghezza
    Quel che mi stupisce di questo manifesto, (a parte il titolo di “comunista” che immagino debba considerarsi un insulto) è la smaccata disinformazione.
    Il Piano Paesaggistico del 1971, elaborato da Luigi Cosenza,(architetto tra i più rinomati degli anni 50 e 60, vedi l’ex Olivetti di Pozzuoli, un degli esempi di architettura industriale tra i più innovativi) è una legge dello Stato Italiano tuttora in vigore. Richiese quindi l’approvazione-attuazione di organi istituzionali (governo, commissario). Nessun “Cosenza”, comunista o meno che fosse avrebbe potuto renderlo esecutivo.
    Il Piano Regolatore del 1977 (e non del’84) venne anch’esso elaborato e reso esecutivo da un Commissario ad Acta. In entrambi i casi a brillare è l’assenza della classe politica locale per incapacità ad assumere decisioni e per scelta opportunistica.
    Questo opportunismo, continuato fino ad oggi, porta la responsabilità politica degli abbattimenti. La via maestra di una modifica di una legge superata non è mai stata perseguita con serietà e convinzione (ed è inutile il gioco allo scarica barile istituzionale). Si è preferito ammiccare ai cittadini illudendoli che un rappezzo al dunque si sarebbe trovato.
    Ma da questo manifesto trapela un altro aspetto ancora più interessante: una cultura che considera le regole, allo stesso tempo, un impiccio e un’occasione.
    Quando si manifesta il carattere vessatorio della legge (l’impiccio) è d’obbligo aggirarlo (l’occasione). Le leggi non si cambiano, rinnovano, innovano, ma si complicano per bypassarle.
    Viene meno uno dei compiti principali della politica democratica, adeguare le leggi ai bisogni e alla cultura in evoluzione dei cittadini, offrire a quest’ultimi un quadro di trasparenza nel quale collocare la propria legittima azione sociale.
    Perché qui casca l’asino della rendita di posizione di una certa politica, di un certo ceto politico.
    Questo ceto si presenta come il mediatore, l’interprete, il giocoliere, capace di aggirare i contenuti vessatori ed ingiusti della legge e su questo basa la sua offerta politica al cittadino. L’interesse di questo ceto è l’oscurità della legge, la sua assenza di trasparenza, il groviglio dei commi che s’intrecciano e contraddicono. Questo ceto politico, può offrire la promessa dei condoni, ma non darà mai ai cittadini una legge (in questo caso urbanistica) adeguata e trasparente, pena il venir meno di questa rendita di posizione.
    Ecco perché da questo manifesto prorompe e urla sincero lo scandalo per le regole (i Piani Regolatori e Paesaggistici).

    un pò di pepe
    Intervista a giuseppe giaquinto allora responsabile dei ds golfo del 20-06 -2003
    C’è chi vi accusa di essere rimasti ancorati al piano Cosenza del 1971?
    Guardi, premesso che il piano del 1971 ha avuto ed ha delle valenze positive che nessuno può negare. Senza quel piano del 1971 oggi Procida sarebbe paragonabile ad una qualsiasi realtà di periferia degradata.

  9. in un botta e risposta l’esame della moderazione mi sembra fuori luogo. Ma perché tutti hanno paura delle “offese” che io chiamo risposte!!!

  10. Egr.sig Basilio,eppure è da tanto che vivete a procida provincia di napula
    e credevo che oramai avevate capito e a napula uno piu uno non fa due.
    Puo fare tre,cinque,dieci a seconda del napula na che fa la somma.Non
    ascoltate solo cosenza sul piano paesaggistico e regolatore,cercate di parlare anche con altre persone vedete voi stesso le carte e vi renderete
    conto di come sono andate veramente le cose.Architetti rinomati a napu ,
    la vedi anni 50 e 60 bla bla bla.Se andate ancora piu indietro trovere
    che a napula hanno fatto il primo ospedale la prima ferrovia e hanno in
    ventato pure la raccolta differenziata.Forse saro’ di parte,pero mi piace rebbe avere una valutazione di un architetto o ingegnere del nord sulle
    opere sia pubbliche che private che hanno realizzato queste persone geniali.Comincieremo da casa vostra se volete,faremo valutare se i la
    vori sono stati fatti a opera d’arte, se il compenso pagato corrisponde,
    effettivamente alla qualita del lavoro svolto,oppure dal pontile degli aliscafi,c’e’ trippa per tutti i napula na geniali.La politica non c’entra nul
    la il problema è che noi ci imponiamo di forza di ignorare il problema.
    Con affetto
    laurent beaumont

  11. Laurent ma di quale nord parli, vedi che Napula è il nord del sud ❗ 😆

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