Nucleare? si ma non a casa mia!

(di Donato De Sena da giornalettismo)“Abbiamo il nucleare a due passi da casa”, ripetono i sostenitori della politica energetica del governo per tranquillizzare i cittadini. I candidati del centrodestra si dicono tutti favorevoli alla costruzione di nuove centrali all’interno dei confini nazionali. Purchè siano ben distanti delle loro regioniAll’appello mancano ancora Scopelliti, Caldoro, Biasotti e Cota. Per il resto sulla politica energetica i candidati del centrodestra che hanno chances di ritrovarsi a fine marzo alla guida di una regione ripetono tutti lo stesso ritornello. Sì al nucleare, ma non a casa nostra. In maniera compatta schierati dalla parte del governo, infatti, nessuno sembra disponibile a concedere il proprio territorio per la costruzione delle nuove centrali che, secondo la tabella di marcia dettata dal decreto legislativo approvato mercoledì scorso dal Consiglio dei Ministri, dovrebbe avere inizio nel 2013 per terminare poi grossomodo nel 2020…vai all’articolo

La società fra etica e anestetica

(Tommaso Strudel ci segnala quest’articolo di ILVO DIAMANTI da Repubblica che volentieri pubblichiamo)Il sospetto è che: “Tanto rumore per nulla”. Come altre volte. Che il clamore intorno allo scandalo sugli appalti gestiti dalla Protezione civile in vista del G8 a La Maddalena e nella ricostruzione, dopo il terremoto in Abruzzo, alla fine, non produca effetti.
Non ci riferiamo all’ambito giudiziario. L’inchiesta seguirà il suo percorso, per accertare la fondatezza di accuse tanto infamanti. Ne verificherà le responsabilità e i responsabili. Non ci riferiamo neppure al versante politico, dove tutto si è svolto secondo copione. A partire dalla difesa del premier nei confronti del sottosegretario Bertolaso. Attesa e prevedibile, anche nelle parole. Quasi per riflesso pavloviano. Il nostro sospetto riguarda, invece, l’atteggiamento della “società media”, rilevato dai sondaggi. Tradotto e banalizzato in Opinione Pubblica. L’opinione della maggioranza. Silenziosa. Il sospetto è che, anche questa volta, la reazione della “società media” si limiti a quel brontolio, continuo e diffuso, che pervade la vita quotidiana […]D’altronde, è difficile vedere alternativa. Se ci si arrende al pensiero unico: del partito personale, della scena mediatica al posto del territorio, dello spettatore al posto del cittadino, del senso comune al posto del senso civico. Dell’Opinione Pubblica dettata dai sondaggi invece che dal dibattito “pubblico” sui problemi, con la partecipazione degli attori sociali e degli intellettuali.
Allora il senso civico si confonde con il senso comune. E il senso etico diventa, al più, anestetico….vai all’articolo