Abusivismo e cattivo esempio

Ieri, un amico, per farmi notare che l’abbattimento di una casa non aveva nessun effetto deterrente mi ha detto che nello stesso momento in cui la casa in via Marconi veniva giù altre tre spuntavano come funghi. In verità sembra che di case ne sia nata solo una ma il risultato non cambia.
Non credo ai cattivi maestri ma credo nell’esempio. In un paese in cui i politici (sia a livello nazionale che locale) hanno comportamenti che autorizzano a pensare che la legge non è uguale per tutti e che a pagare siano sempre i soliti poveri cristi, i risultati (negativi) non tardano a mostrarsi. Per questo credo nell’esempio e credo anzi che la legge dovrebbe essere “più uguale” per chi detiene il potere (politico, economico, spirituale) perché essendo essi in prima fila dovrebbero pagare con pene più severe quando danno il cattivo esempio.
Tornando alla vicenda della casa abusiva nata ieri l’altro, è chiaro che chi l’ha fatta pensa che i santi non sono tutti uguali e che essendo egli più furbo, olierà (con promesse di fedeltà e quant’altro) il politico giusto che casomai gli farà anche (indirettamente s’intende) da avvocato ed eviterà che la sua casa vada mai giù casomai con qualche gioco di magia.
E qui entra la trasparenza, quella VERA! Continua a leggere

Crescita o decrescita?

(da D. Zeccolella)
Quali effetti stanno producendo i cambiamenti climatici?
Possiamo coniugare sviluppo e ambiente oppure la crescita deve avere un limite?
Quanto “vale” la natura?
A queste e a molte altre domande cerca di rispondere il video dossier “OBBLIGO DI CRESCITA?” di Marco Tessaro, realizzato a partire da interviste ai relatori dell´omonimo convegno (LIPU Onlus – Città di Cesano Maderno, 8 giugno 2007, curatore:  Massimo Soldarini). Il dossier si propone di fornire un quadro della realtà in cui viviamo e delle possibili alternative a uno sviluppo che sta causando conseguenze sempre più devastanti per il pianeta, per costruire un percorso che metta in primo piano l’ambiente e per individuare le azioni necessarie al fine di migliorare la qualità della vita senza rischi per la natura e la biodiversità.  Il lavoro qui presentato cerca di tenere conto degli aspetti più attuali che il dibattito ambientalista è in grado di produrre. Gli intervistati sono politici, economisti, scienziati, ambientalisti i cui percorsi convergono verso riflessioni spesso drammatiche e al contempo illuminanti.

La guerra sul clima

(da Giornalettismo)La presidente di Confindustria, parlando degli obiettivi che l’Europa dovrebbe porsi dopo la conferenza sull’ambiente che si aprirà il prossimo 7 dicembre a Copenaghen, anche alla luce del recente incontro bilaterale Cina-Usa che ha dato un colpo notevole alle speranze di chiudere con un accordo globale ed impegnativo sul clima, ha affermato che se il vertice non si concludesse positivamente, l’Europa non dovrebbe porsi obiettivi di riduzione delle emissioni unilaterale, perché sarebbe punitivo per le imprese. Ad essa si è accodata anche la ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.[…]Lasciamo perdere il fatto che le proiezioni della stragrande maggioranza degli studiosi, fatte proprie dal vertice G8 de L’Aquila, annunciano scenari apocalittici entro il 2030, in pratica dopodomani, se non s’inverte la tendenza del riscaldamento globale, che sarebbe molto più che punitivo per le imprese e per i cittadini d’Europa e, soprattutto, d’Italia, più esposta per motivi “strutturali” ai mutamenti climatici. Restando nel più prosaico terreno degli affari, l’efficienza energetica e lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili sono due dei business più in crescita degli ultimi anni…vai all’articolo