Vademecum per la Rai

(Sempre da Cotroneo per l’Unità un esilarante vademecum per i dirigenti Rai)
È fatto assoluto divieto alla tv pubblica di criticare il capo del governo, i suoi amici, i suoi avvocati, i suoi leccapiedi e soprattutto le sue donne; che siano ministre, elette o trombate di liste locali. È consentito però abbattere a fucilate le sue ex mogli. Considerato che, per quanto riguarda Raiuno e Raidue (nonché Canale 5, Italia 1 e Rete 4) non esiste pericolo di contrasto con la maggioranza, l’attuale proclama s’intende rivolto a Raitre e al Tg3. Grazie al liberalismo del premier, rete e notiziario potranno continuare ad andare in onda, se si atterranno ai seguenti temi: bellezza del capo (di fronte e di profilo), sua eccezionale statura internazionale (sorvolare sempre sulla statura fisica); elogio della voce e del canto, nonché della scrittura poetica e musicale. Per quanto riguarda il Paese, i servizi del Tg3 potranno spaziare da Padre Pio alla inarrestabile ripresa economica, frutto dell’attività del premier e delle sue intense relazioni con statisti, statiste e starlette statuarie.

Alla faccia della libertà

(Il leader del popolo delle libertà non ha le idee molto chiare sulla libertà di stampa. Sull’episodio della conferenza stampa (documentato da Davide con un video di youtube nel commento al post
Lezione di giornalismo interviene anche Cotroneo in maniera magistrale)
Quando è troppo è troppo. Alla conferenza stampa di ieri, rispondendo a una domanda di una giornalista del Tg3, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto: “Non dobbiamo più sopportare, non possiamo più sopportare che sia l’unica tv pubblica del mondo che con i soldi di tutti attacca il governo”. Sono parole sconcertanti che portano cinque riflessioni.
Primo. Scarsissima astuzia. Non c’è alcun motivo di sfogarsi ufficialmente in questo modo se il suo governo è attaccato da organi di stampa, suona come una intimidazione inutile. Tanto più che Berlusconi faceva riferimento a un telegiornale, il Tg3, che per definizione, e per scelta del Parlamento, difficilmente sarà filogovernativo. Tenendo conto, tra l’altro che gli altri due telegiornali sono allineati e proni alla linea del Governo…continua la lettura