Regno di Nettuno

Oggi mercoledì 5 agosto 2009 ha avuto luogo un incontro informale tra le associazioni di diportisti nautici e il direttore del parco “Il regno di Nettuno” Dott. R.M.Strada accompagnato dal vicesindaco di Procida Luigi Muro.
I due hanno illustrato il funzionamento dei permessi per i residenti. Ci sarà un distintivo, rilasciato ai residenti dietro il pagamento della somma di 10 euro all’anno, che permetterà l’ancoraggio nelle zone b e c del parco e un permesso di pesca, collegato alla barca, che costerà 10 euro all’anno per il titolare più 5 euro per ogni accompagnatore fino a un massimo di tre. Sia il permesso di ancoraggio che quello di pesca serviranno , una volta approvato il regolamento da parte del ministero, SOLO nelle aree protette. Per cui chi vorrà restare al di fuori delle aree in questione potrà tranquillamente evitare di acquistare i permessi.
I diportisti da parte loro hanno manifestato perplessità per la somma che se pur piccola è suscettibile di aumentare nel tempo chiedendo che l’ente parco si impegnasse a congelare le cifre per un numero ragionevole di anni e di evitare di far pagare le fasce a bassissimo reddito.
Ho notato in ogni caso negli utenti (i diportisti) un fastidio e una diffidenza nei confronti del parco che in parte è dovuta alla mancanza cronica di attenzione ai temi ambientali dei nostri concittadini e in parte a problemi di comunicazione dell’ente parco che, come ha tenuto a precisare Strada soffre di una cronica scarsità di fondi e mezzi.
A questo proposito segnaliamo che il sito http://www.regnodinettuno.it è in fase di reindirizzamento ma che è in funzione il sito www.nettunoamp.it dove si possono trovare la mappa di google relativa al parco, la cartina in pdf,  lo Schema Sintetico delle attività permesse nell’AMP e altre info relative al parco.

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11 pensieri su “Regno di Nettuno

  1. Il mio desiderio e il mio augurio

    è che il Parco Marino morisse (metaforicamente) senza fondi nè sovvenzioni pubbliche….

    Cosi i politici capiranno che “non c’é trippa per i gatti”…. e lasceranno stare

  2. come al solito parli a vanvera!
    Il parco marino può e deve essere un ennesimo tentativo di difendere l’ambiente dall’aggressione scriteriata dell’uomo. Se ci sono cose che non funzionano nella gestione del parco è bene che vengano alla luce, ma questo si può fare solo se si partecipa in modo costruttivo e non stando a guardare sperando che tutto vada in malora!
    Ma, si sa, io e te la pensiamo in modo diametralmente opposto!

  3. pc.1951

    parlerò pure

    a vanvera ,come dici tu,però ti voglio pure argomentare perchè nutro verso il Parco Marino molte perplessità,che a te ,magari, non andranno a genio,ma,per quanto ne so, sono molte partecipate.

    1- Il Parco Marino dovrebbe tutelare le praterie di posidonia.

    Non penso sia cosi, ti voglio ricordare che non molti decenni or sono,in tutta Procida esistevano decine e decine e decine di “lampare, saccaleve, che praticavano la pesca in detto regno e nessuno ha mai detto niente che questi arrecavano danno agli ecosistemi.

    Questa attività era fonte di sostentamento per centinaia di famiglie ,di cui la mia,e l’occupazione era molto rilevante.

    Dalla Chiaiolella partivano decine di gozzi e saccaleve a pescare sulla “secca”,e i pesci non sono mai venuti a mancare,anzi era sempre molto abbondanti.

    Ora il “paradosso” qual’è?.

    Lampare non ce ne sono più, le saccaleve stanno quasi tutte per essere demolite, licenze di pesca se ne possono contare sulle dita di una mano,e che si fà: si vieta anche al piccolo padrone di una barca di buttare una rete per procurarsi il “cibo quotidiano”

    Da premettere che parecchi praticavano questa pesca anche e specialmente perchè costituiva “una fonte di reddito integrativa” alle “miserissime” pensioni che lo Stato da”come pensioni minime”.

    Quindi si arreca un danno notevolissimo alla popolazione procidana abbisognosa.

    2- Perchè non permettere a un marittimo in pensione o altri, che hanno faticato una vita sull’acqua salata,la gioia e la soddisfazione di calare in mare una piccola rete,lungo le nostre coste,per produrre “il pescato” per il sostentamento della propria famiglia.

    Che male fanno, caro pc 1951, tu che ti ergi, con molta supponenza,
    a grande “sapientone”,mentre io , solo secondo il tuo parere parlo a vanvera, dicevo ,che male fanno,non penso che distruggano il mare: tu sai meglio di me,che cio che distrugge L’eco-sistema, sono “GLI SCARICHI INDUSTRIALI– I DEPURATORI CHE NON DEPURANO — gli scarichi delle navi,degli alberghi termali e via dicendo…

    3– Poi devi convenire con me,che non si puo istituire un Parco Marino in “UN ‘AREA FORTEMENTE ANTROPIZZATA”,in un’area dove attraversano aliscafi ,navi imbarcazioni ,natanti diportisti semplicietc etc..

    Addiruttura è stata vietata l’attività subacqea che è una pesca “mirata e selettiva”,non fa strage di pesci e non intacca la posidonia.

    4 — Addirittura ,si limita a tre i passeggeri se si vuol praticare la “pesca sportiva” con le lenzi. MA STIAMO SCHERZANDO? OLTRETUTTO FACENDO PAGARE 5 EURO A OSPITE

    IL PARCO MARINO ,a mio modo di vedere, PENALIZZA FORTEMENTE E MORTIFICA I PROCIDANI

    che hanno sempre goduto ” DI GENERAZIONI IN GENERAZIONI ” il godimento del mare LIBERO E GRATUITO.

    Non si puo vivere “l’insularità” se si recide il “CORDONE OMBELICALE” che è l’accesso al mare:per il procidano “il mare è ed è sempre stato vita e sostegno economico”.

    Il Parco Marino uccide i procidani.

    Se si va avanti così succedera questo:

    1 – L’economia derivante dalla pesca andrà a finire.

    2- I Procidanni si “disamoreranno” dell’isola e scapperanno fuori,ci sarà una forte emigrazione.

    Molte saccaleve chiuderanno bottega, moltissime famiglie andranno “sul lastrico”, e ci sarà una “forte disoccupazione”

    3- I giovani non conosceranno “l’elemento mare”,perchè sarà loro proibito di entrare in possesso di un gozzo perchè non c’è un “metro libero per l’ormeggio”, salvo un bel salasso a una concessionaria e poi non potrebbero fare piu,come una volta ,esperienza di pesca.

  4. salve,
    sono cresciuto a Procida, appassionato come tanti di pesca subaquea,
    ho imparato a nuotare alla “Lingua”, piccola spiaggetta sul lato di ponente della terra murata. Ero piccolo e ricordo gli enormi banchi di “posidonie”, crescevoano rigogliosissime e lunghissime (oltre il metro di lunghezza) ed erano nascondiglio naturale di pesci e polpi, ricci….. taratufi….
    Ormai quasi dappertutto di queste estese praterie sottomarine resta solo il ricordo. A retaggio della memoria dei più grandi, infatti, è facile trovare sparsi qua e là, piccole zolle sparute di rizomi (radici) e monconi di quella che fu una volta la posidonia oceanica. Tempo fa raccontai ad un bambino che una volta era facile addirittura per nu umano farsi avvolgere da un banco di alghe ma non mi ha creduto….

    a chi attribuire la colpa di tutto ciò se non a noi stessi?

    in gran parte delle cale della sardegna è vietato ormeggiare sui banchi di posidonie per evitare che le stesse ancore, “arando”, possano danneggiarli.
    ma DA NOI è più fico mettere la barca a pochi metri dalla costa stessa ed il parcheggio selvaggio non ammette regole che non possano essere eluse ed oltraggiate.

    in gran parte delle coste siciliane viene applicata la legge per cui non è permesso fare “strascico” sotto costa ma DA NOI è più semplice e veloce buttare le “gangamelle” dove l’acqua è più bassa e non ci sono controlli.

    gentile “the winner”
    di lampare non ce ne sono più perchè nei nostri fondali non ci sono più vacche da mungere e queste ritorneranno solo se, paradossalmente, il vecchio ecosistema riuscirà a re-innescarsi. Ma è cosa plausibile?
    Di sicuro tale meccanismo non potrà esser certo aiutato dal diporto selvaggio, e nemmeno dai così tecnologici quanto bugiardi sistemi di depurazione fognaria.

    Non mi parli del marittimo in pensione come di colui che ha bisogno di sostentare la famiglia con il proprio pescato, ho la netta sensazione che proprio i marittimi siano ben ripagati dall’Inps dopo anni di ricchi contributi.
    Tutt’al più la pesca, è solo un passatempo per la maggior parte dei marittimi che hanno trascorso la vita sull’acqua salata, come del resto mio padre, mio zio, mio nonno.

    signor “the winner”
    lei saprà benissimo che proprio la piccola pesca, quella fatta in maniera artigianale è più lesiva di quella industriale in quanto va ad insistere su aree non raggiungibili dai grossi pescherecci ultra moderni. Essa è assoggettata a meno controlli e maggiori deroghe perchè è meno regolamentata.
    Saprà benissimo che l’utilizzo delle ormai note “nasse” ha depauperato in maniera irreversibile i bassi fondali di polpi e scorfani, proprio perchè non effettua alcun tipo di cernita. Piccoli e grandi che siano finiscono nel trabocchetto verde un un batti baleno e non ho mai visto ributtare in mare ninte che fosse più piccolo di una noce!!! nonostante le numerosi leggi ho visto pescare tonnetti sotto misura, persino piccoli pesci spada non più lunghi di un braccio, vedessi quanto sono buoni alla brace!!!

    ho visto portare in terra cerne non più lunghe di una spanna da persone che ignoravano che la maturità sessuale di questi pesci arriva solo dopo il terzo anno di età (quando ormai hanno raggiunto il paio di chili). La voglio correggere, in quanto la pesca subacquea nemmeno è condotta in maniera selettiva, anzi!!!!

    Non mi parli di disoccupazione perchè sull’isola sono sempre meno i giovani che scelgono la via del Mare. Non mi parli nemmeno di emigrazione. La sua è semplice e pura demagogia e mi associo a PC 1951.

    signor the winner,
    abbiamo bisogno di un lungo fermo,
    corredato da una campagna informativa ad hoc, volta ad educare e rendere consapevoli noi tutti che basta poco per distruggere definitivamente quel poco che ci resta.

    distinti saluti

  5. X il sig. Attila

    Il fatto che Lei si associa a pc.1951,tacciandomi di demagogia, non mi fa nè caldo nè freddo.

    Quello che ho scritto nel mio precedente post non è frutto fella mia fantasia,o di che strane elucubrazioni.

    Ho solo raccolte le lamentele, le testimonianze, di chi si sente defraudato dei piu elementari diritti.

    Provate a chiedere,come ho fatto io, cosa ne pensano gli armatori delle “saccaleve”(io l’ho fatto con quelle della Chiaiolella) del Parco Marino:tutti,all’unisono,ci dicono:siamo stati fortemente danneggiati, dobbiamo disarmare,che non se ne puo piu.Ci hanno uccisi.

    Provate a chiedere al le varie associazioni pescatori e diportisti cosa ne pensano del Parco Marino. Io l’ho fatto,essendo della Chiaiolella, con il Circolo locale.

    Tutti ,all’unisono.dicono che il Parco è stato una “iattura”, che non si puo gettare una misera rete lungo le coste della Chiaiolella,per un po di “pescato” da portare a casa! Che ,piano piano, tutti si stanno vendendo il proprio gozzo,e addio a un piacevole passatempo in mare.

    Voi ecologisti,che vi sentite “la verità fatta persona”,andate a domandare in giro che cosa ne pensa che un nostro figliolo non si puo comprare un “canotto” perchè non c’è un posto dove metterlo!
    Che non puo andare a pescare con le reti , oppure se ci va con le lenze se porta 1o 2o 3 persone devono pagare ,seppure 5 euri a persona

    “E’ UN VERO ATTO CAMORRISTICO”

    Il mare è di tutti,è la natura che ce lo ha dato,perchè pagare un nostro diritto naturale.

    Poi, Sig. Attila, s’informi bene:la “pesca artigianale ” è gia concessa nell’ambito del parco,a quelli titolari di licenza:si legga il regolamento.

    Questi, le nasse, che sono tante distruttrici,come Lei dice, le possono gia mettere ora:s’informi.

    Al di la di tutto,se ho espresso queste perplessità,cio non vuol dire che sono contrario alle regole di pesca,anzi ne sono un perfetto assertore.

    Se i regolamenti dicono che un determinato pesce “deve avere una determinata misura”per essere pescato, se il regolamento dice che le maglie delle reti delle paranze devono essere di una determinata misura, ebbene che la legge venga “rispettata”

    Ma una cosa sono le leggi che gia ci stanno ,un’altra è il Parco Marino ,che ha portato si alcuni vantaggi ma ha fatto anche “tantissimi danni”

    Poi volendo continuare il discorso,Lei Sig. Attila,lei in un “amarcord” dice che quando eri piccole,c’era una fitta vegetazione di alghe, di posidonia, di madreperle, polpi:
    E’ vero ,anche il porto della Chiaiolelle, ne era pieno.

    Poi i tempi sono cambiati, “qualche cervellone politico o non), ha deciso che bisognava cambiare “business”, bisognava investire nella “NAUTICA”,perchè era un settore in espansione, che dava molto reddito e occupazion
    E fu fatto cosi.

    Il porto della Chiaiolella (come gli altri porti), si riempi di motoscafi,e cosi il fondo marino andò a puttane,scomparvero le alghe, la posidonia,i pesci scomparvero in questo ambiente sporco non ossigenato.

    E allora oggi di cosa ci lamentiamo: ABBIAMO VOLUTO LA BICICLETTA, ORA DOBBIAMO PEDALARE.

    Ora si vuol correre ail riparo, istituendo il Parco.ma è troppo tardi.

    Per quanto riguarda “la disoccupazione”,Sig Attila, s’informi bene: domandi prima,come non piu di 10 15 anni fa, quanti erano gli occupati nel “settore pesca” e quante erano “le saccaleve”, confrontale con quelle di adesso,che stanno quasi scomparendo, e ,Lei stesso;col suo acume ,capirà cosa vuol dire “crollo dell’occupazione”

    Un settore gia in crisi per vari motivi,come quello della pesca, con “L’AVVENTO DEL REGNO DI NETTUNO” SCOMPARIRA’ nell’arco di pochi anni.

    Altro che “demagogia”,
    Voi “puristi ecologi” non sapete guardare oltre la punta del vostro naso.

    A risentirci

  6. Davide

    a volte,sai essere molto spiritoso con le “lacrime napulitane”,e poi, questi procidani medi pensionati,ma che vogliono…perchè non vanno a vedere la televisione…

    L’importante, per qualcuno, è sciacquarsi la bocca ,che si è fatto il parco marino… Evviva!

  7. per fare fare un po di soldi a qualche burocrate politicizzato si finisce di mettere in ginocchio l’economia turistica…

    regole si… ma che siano praticabili !!!

    qua sembra che tutto sua fatto per spillare un poco di soldi… !!

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