Procida: furto nell’abbazia

aggiornamento: qua trovate l’articolo de “Il mattino” sul furto (con molti dettagli). Inoltre mi e arrivato un invito a mettere a disposizione (chi le avesse) le foto dei pastori del ‘700 del presepe dell’abbazia poichè potrebbero essere utili per le indagini. Potete scrivere a procidaniuse e noi provvederemo a passare il materiale al Curato
Da tele ischia via davide zecccolella
FURTO NELL’ABAZZIA DI S.MICHELE ARCANGELO A PROCIDA
lunedì 16 marzo 2009
L’Abbazia di San Michele Arcangelo, patrono dell’isola di Procida, in località Terra Murata, è stata oggetto la notte scorsa di un clamoroso furto. I ladri hanno rubato un quadro, alcuni crocifissi e candelabri ed hanno tentato di aprire la cassaforte con una fiamma ossidrica, per portare via oggetti in oro ex voto ma non sono riusciti nell’intento ed andando via hanno abbandonato sul posto due bombole.I ladri secondo le prime indiscrezioni degli inquirenti sarebbero entrati nell’abbazia da una porticina adiacente la porta romanica che è l’ingresso della facciata principale anche se nella prassi viene utilizzata come ingresso secondario. L’allarme è stato lanciato questo pomeriggio, poco dopo le 15, all’apertura dell’abbazia. Per scoprire gli autori del furto sacrilego indagano i carabinieri che in questo momento sono all’interno dell’abbazia di San Michele con le autorità religiose per fare l’esatto inventario degli oggetti rubati.

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20 pensieri su “Procida: furto nell’abbazia

  1. Lentamente muore…ci vuole solo la frusta per questa comunità e Chi la guida, non solo le ruspe!

  2. Come mai pc pare che c’è stato un cambiamento nei commenti, se non erro ieri si parlava di “cittadinanza disonoraria”, ciao 😀 –

  3. Franco, leggi qui sotto l’articolo pubblicato da Il Mattino e forse comprenderai il cambiamento nei commenti.

    PROCIDA –
    Trafugati arredi sacri, ori ed argenti a corredo di statue di santi e madonne, reliquiari, quattro piccoli dipinti del 1700, una serie di “angioletti” in legno ed alcuni crocifissi in argento, divelti da statue, candelabri e labari processionali, 30 pastori originali del presepe napoletano del 1700, quattro piccoli dipinti del 1700, rappresentati anfore e racemi vegetali. Asportata anche la porticina del tabernacolo dell’altare della cappella di San Michele. I ladri hanno comunque fallito il loro obbiettivo principale costituito dalla cassaforte il cui contenuto è conosciuto solo dal Curato dell’Abbazia e dei suoi più stretti collaboratori. La cassaforte ha resistito alla fiamma ossidrica e agli altri tentativi di apertura effettuati con attrezzi vari di scasso che, poi, insieme alle bombole, sono stati abbandonati per terra. A dare l’allarme è stato il capitano Nunzio Assante, un collaboratore laico del Curato Monsignore Michele Del Prete, che ieri, nel primo pomeriggio, verso le 13,45, ha aperto la chiesa, insieme ad un falegname, per riparare un vetro rotto della finestra della sagrestia. . I ladri sono entrati nell’Abbazia dalla porticina laterale della Canonica, in via Canalone, letteralmente divelta, e da qui, dopo aver forzato un’altra porticina, sono penetrati in chiesa.. Probabilmente, non essendo riusciti ad aprire la cassaforte, hanno iniziato ad arraffare tutto il materiale a portata di mano, puntando innanzitutto sugli oggetti in argento. La razzìa si è perciò concentrata sui reliquiari, una trentina circa, sistemati in un armadio proprio accanto alla cassaforte. Essi sono opere artigianato napoletano, intagliate in legno, con l’innesto di croci e figure di santi in argento. Sono state trafugate anche una croce astile, in argento, del 1700, contenente lo stemma e il rubino del Cradinale Ascanio Filomarino, e una croce d’altare, risalente al 1717, attribuita all’argentiere napoletano Francesco Avellino. Rubati anche i crocifissi in argento, letteralmente divelti dai labari professionali delle Congreghe dei Turchini e dei Gialli. Successivamente i ladri sono scesi nei sotterranei dove hanno razziato tutti i pastori del presepe napoletano del 1700, oltre alle corone, ori e diademi delle statue ivi conservate. Da queste statue, come pure dai grandi candelabri situati sull’altare maggiore, sono stati asportati gli “angioletti”e anche un “bambinello”, tutte opere artigianali in legno. Per fortuna non sono stati toccati i numerosi dipinti e tele importanti, come pure le migliaia di volumi antichi conservati nelle “catacombe” dell’Abbazia. Costernazione e dolore esprime il Curato Monsignor Del Prete che ammonisce:. I carabinieri della stazione retta dal maresciallo Salvatore Cuppone e il nucleo operativo della compagnia, diretto da tenente Pierangelo Iannicca, indagano a tutto campo per scoprire i ladri sacrileghi.

  4. Dov’è finito il mio maestro Giovanni è possibile che non abbia niente da
    scrivere.Stamattina il nostro incontro è stato molto gratificate per me,
    grazie di tutto.
    Con affetto
    laurent

  5. Caro Laurent, c’aggio a dicere? Non lo so proprio. Quello che non ho capito bene è stato il commento di Zaccolella :”Ovviamente l’articolo è a firma di Domenico Ambrosino”. Che vuole significare? Mah! Indubbiamente mi dispiace.

  6. Caro Laurent, i ladri sono sempre esistiti. Il fatto nuovo è che non ne avevo mai sentito parlare a Procida, tanto più che in un vecchio servizio del “Sole 24 ore” si citava Procida proprio per la possibilità di lasciare le porte aperte non essendoci ladri. C’aggio a dicere?

  7. Davide, al solito ti sono grato e ti ringrazio per l’interessamento, ma a dire il vero non ho capito lo stesso un bel niente anche se hai trasmesso l’articolo del chiodo, forse non ho focalizzato bene il tuo commento, successivamente cancellato, ciao-

  8. Franco, il commento cui ti riferisci sta da un’altra parte (credo in proverbi e massime). Proponevo la “cittadinanza disonoraria” per i ladri delle storiche memorie, poi quando ho letto dell’entità del saccheggio ho invocato la frusta (in senso figurato).
    É possibile lasciare in quelle condizioni un bene monumentale di così vasto valore? E che cacchio! Ma dobbiamo sempre piangere sui cocci rotti, NOI fenomeni d’incapacità?!
    Dall’altra parte, il monumento naturale di Vivara per essere gestito e quindi salavaguardato aspetta un contratto di fitto (come leggo sul golfo di oggi), e bisogna sbraitare a destra e a sinistra per mettere in opera il piano antincendio che al momento è inapplicato…
    Tra ladri e piromani…cosa resterà? Un centro di gravità INDIFFERENTE…o no?

  9. E cosi era Giovanni.Purtroppo a procida la gente non sa valutare le persone per cui invece di accogliere a procida persone
    di un certo spessore,come te , la tua signora,l’amico Buren,ospitano anche persone equivoche che distruggono quel poco che ancora resta.
    Con affetto
    laurent

  10. “Quando si arriva all’abbazia di san Michele, stanchi per la ripida salita, si è ancora carichi di pregiudizi, si ha la presunzione del cittadino che conosce e che sa, che si guarda intorno con aria critica, e giudica quello che vede come una cosa bella ma anche molto provinciale. Ci si affaccia dalla terrazza, e lo spettacolo di quel mare così azzurro da confondersi col cielo e quel sole così assoluto da eliminare qualsiasi contrasto, improvvisamente ti colpisce, quasi ti stordisce. poi si entra in chiesa e si ammirano le tele appena leggibili, le tavole rovinate, il soffitto a cassettoni che risplende d’oro, la statua di san michele in argento…e si comincia a provare un sentimento di rabbia per il loro stato di conservazione, in molti casi pessimo. Tutto un pò abbandonato, un pò in decadenza…
    … Si comincia a provare una forte insofferenza verso quei turisti che, in massa, frettolosi, arrivano all’Abbazia, a volte anche un pò sgarbati nei confronti del vacchio Custode che viene trattato con quella particolare arroganza che si manifesta quando un parcheggiatore abusivo ti chiede soldi non legittimi. Turisti che giungono dalla vicina Ischia, accaldati, molesti, rumorosi…turist che notano la polvere, l’abbandono, le crepe e che lasciano, nel libro delle firme, accuse e critiche al Vicario Curato, che ne soffre moltissimo, visto che da anni porta avanti una personale lotta per la conservazione dell’Abbazia, guerra durissima, combattuta con richieste alle varie Istituzioni, attraverso lettere, telefonate, e poi ancora lettere e ancora telefonate…, riuscendo a vincere battaglie parziali che però sono sempre delle piccole cose che non correggono lo stato complessivo e che richiedono comunque tanta energia ed un enorme pazienza.

    É indispensabile poi fornire il monumento di un adeguato SISTEMA DI SICUREZZA, moderno e affidabile, anche perchè oltre ai dipinti, le sculture e i libri antichi, l’abbazia possiede un numero considerevole di arredi sacri in argento, croci, reliquiari, purificatori, corone, calici, ostensori, di alto valore anche economico. Una volta esposti e pubblicizzati diventerebbero un forte richiamo per eventuali ladri, ed è questo un problema da non sottovalutare.”

    Tratto da “L’abbazia di San Michele a Procida” di Ornella Scognamiglio

    Volume pubblicato da Electa nel 1998 (!!!)…e non ieri!

    Saluti

  11. Davide è nella nostra indole!
    a Napoli c’è un detto (a proposito del nostro procrastinare e arrivare tardi alle soluzioni) che recita: a Santa Chiara aropp arrubate facette ‘e porte ‘e fierr (scusate per l’incerta grafia napoletana)

  12. E allora vedi che ci vuole la frusta!
    Faceva bene Fasanaro a farsi delle belle slacciate di corde vocali…altro che pacche sulle spalle e “tutti amici”.

  13. Pepì il maneicheismo è il tuo forte, penso che sarebbe necessario installare semplicemente un buon sistema di sicurezza, usare la frusta sarebbe ritornare indietro al tempo degli schiavi 😦 –

  14. Franco, tu che sei animale dotato di intelligenza umana a differenza dei ragni, non fare strani collegamenti…se dico che bisogna “ripulire la stalla” non intendo certo dire che dobbiamo armarci di scopa e andare a ripulire le stalle dal letame…;-)
    Suvvia, un pò di fantasia…

  15. Nella notte le forze dell’ordine hanno eseguito a Pomigliano D’Arco, un fermo, con il relativo ritrovamento della refurtiva del tesoro di San Michele. I responsabili della Parrocchia si stanno recando sul posto per accertarsi delle condizioni del materiale sacro sottratto il 15 marzo scorso.

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