La caccia: controriforma

Da Davide:
Nei mesi scorsi le 11 maggiori associazioni italiane del mondo ambientalista, agricolo e venatorio avevano aperto una fase di confronto, discussione e lavoro comune finalizzata a proporre un testo di miglioramento della legge 157 del 1992 che tutela la fauna selvatica e regola il prelievo venatorio. Un testo che non fosse in alcun modo una controriforma bensì, appunto, una revisione intelligente, il miglioramento di alcuni aspetti della normativa che effettivamente richiedono di essere migliorati.

Il Tavolo di confronto delle associazioni agricole, ambientaliste e venatorie, il 26 novembre scorso, aveva così redatto e sottoscritto un documento che indicava i 9 capitoli di intervento.

Da quel momento, vista anche l’importanza dell’insieme di forze rappresentate in quel tavolo, la politica è sembrata interessarsi al Tavolo.

Il senatore Orsi (relatore del disegno di modifica) si era detto disposto a dare l’ascolto necessario e, in un incontro con il Tavolo il 9 dicembre scorso aveva consegnato un documento, dal titolo “Temi di aggiornamento della legge 157”, col quale si evidenziavano i temi, appunto, sui cui avrebbe condotto la revisione della legge.

Trascorse alcune settimane il senatore Orsi non solo ha dimenticato il Tavolo delle associazioni, ma ha proposto un testo di riforma che somiglia tanto ad una “controriforma”, con una legge non riformata ma “deformata”: un testo che resta molto negativo, pieno di incostituzionalità, incongruenze tecniche, previsioni inaccettabili.

Il tavolo, almeno 9 associazioni su 11, ha preso decisamente posizione.

Le maggiori associazioni ambientaliste italiane (Amici della Terra, Fare Verde, Legambiente, Lipu e WWF), l’associazione di cacciatori Arcicaccia, oltre al  Partito Democratico, hanno bocciato senza appello il testo di “riforma” del senatore Orsi colpevole di favorire e riproporre la caccia selvaggia, aggravando il diffuso fenomeno bracconaggio che dilaga in alcune località italiane.

Due soggetti, Coldiretti e Federcaccia, tentennano ancora.

Documenti interessanti

TG2 – Punto di Vista – Trasmissione del  27 Febbraio 2009 – dedicata alla modifca della legge sulla caccia 157/92.

20 pensieri su “La caccia: controriforma

  1. Ciao Davide, ho visto alcuni video e trovo agghiacciante quello dove il cacciatore carica la doppietta, mi sai dire Davide che gusto ci prova questa gente a sparare sugli uccelli?

  2. Franco, non so risponderti non avendo mai provato di persona.
    La questione agghiacciante non è quella del sparare o non sparare (visto che comunque è un’attività consentita e REGOLATA dalla legge), ma COME – DOVE – QUANDO – A COSA e QUANTO SPARARE.
    Evidentemente le proposte di controriforma che si leggono, provengono dalle frange estreme degli “spara tutto”, i quali mal sopportano regole e limitazioni.
    E noi sappiamo benissimo senza regole dove si finisce…

    Un articolo di Repubblica per approfondire
    http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/ambiente/caccia-libera/caccia-libera/caccia-libera.html

  3. Mò franco ridda dice che parto da lontano e sono troppo lungo. quindi me lo dico da me …. e continuo.
    La verità è che il mondo ( è un fatto generale ) si stà mettendo “democraticamente” nelle mani di “imbecilli”
    l’essere imbecille non è una condizione assoluta ma relativa a fatti e circostanze anche contingenti che possono mettere individui normal-intelligenti nella condizione di perfetti imbecilli.
    ad esempio, osservate che i primi allarmi sul clima del pianeta sono del 1970, solo nel 92 a Rio de Janeiro i rappresentanti di quasi tutti i paesi del mondo ( 180 delegazioni costituite da politici economisti e scienziati ) ne hanno preso atto, e si sono dati appuntamento a Kyoto nel 1997, dove hanno deciso di ridurre le cause del 5% a partire dal 2012 se il 55% dei produttori di gas responsabili saranno d’accordo.
    Nessuno ha negato l’esistenza del problema ma non se ne viene ancora a capo.
    E’ come se un fumatore avvertisse i primi problemi da fumo, si recasse 20 anni dopo dal medico, questo riconosce l’esistenza del problema e lo invita 5 anni dopo per la ricetta. questa ricetta prevede la riduzione del 5% ( una sigaretta su venti ) a partirte dal 2012 , se il 55% dei tabacchai è daccordo.
    Siamo nelle mani di una massa di imbecilli.
    Se oggi in italia, mentre la cronaca ci informa che due squilibrati hanno ammazzato con armi da fuoco una ventina di persone in due differenti angoli del mondo, alcune teste gloriose pensano di mettere dei fucili nelle mani dei sedicenni, siamo nella stessa situazione.
    La domanda che ci si deve porre è come mai individui che sembrano normal-intelligenti per certi versi,hanno comportamenti così stupidi per altri.
    la risposta stà nella stessa domanda: sono gli ambiti che differiscono.
    Si tratta di individui che sono bravissimi per le ragioni delle aziende ed hanno quindi visioni distorte per le altre.
    Se l’obiettivo è vendere più fucili. o altre cose , non si riescono a capire le ragioni del pianeta che perde con le variazioni climatiche le condizioni per cui possono mantenersi queste condizioni di vita, figuriamoci quanto si riesca a capire della nostra paura di essere presi a fucilate mentre si passeggia per strada ( in Italia, Germania, alabama non ha importanza) o le ragioni degli uccelli, degli equilibri ecologici ,ecc.
    Il popolo democraticamente scegle individui capacissimi di gestire aziende ma che si dimostra imbecille per tutte le altre cose: eppure sono queste ultima ad essere enormemente più importanti. Ma dei problemi veri non se ne occupano o perchè manco li capiscono o perchè scientemente se ne fottono.
    mi dispiace aver abusato della vostra pazienza ( in particolare di franco ridda se è riuscito ad arrivare fino in fondo), e me ne scuso. Ma non riesco ad essere sintetico e in un solo flash sintetizzare un concetto.
    ciao

  4. Caro Barblan,
    le carneficine continuano comunque, ma è bene tenerle sotto controllo e soprattutto regolamentarle.
    Mi è capitato più volte di frequentare le campagne toscane, e devo dire che la Sua regione pur essendo la più densamente popolata da cacciatori in Italia, fa registrare un generale rispetto dei regolamenti in materia venatoria e dell’ambiente rurale(questo anche a detta di chi controlla).
    Nel periodo di caccia aperta non si sente mai un colpo nei giorni di silenzio (che sono il martedì e il venerdì) e soprattutto è incocepibile sparare nel periodo di divieto generale (dal 31 gennaio al 21 settembre).
    Viceversa nel sud Italia…Ischia e Procida in testa…che disordine!
    In qualsiasi settore o attività si va a indagare, emergono le cause e i mali che condannano il meridione d’Italia alla condizione in cui si trova, per cui si capisce benissimo perchè le stradine della toscana sono pulite e ben tenute e quelle campane e procidane sono quel che sono.

  5. Davide che nasce quadro non puo morire tondo.A me lo studio della genetica ha chiarito molte cose,forse puo essere utile anche a te.
    Con affetto
    laurent

  6. Non penso che i cacciatori siano degli squilibrati che sparano a caso su qualsiasi cosa, ho molti amici nel mondo che praticano lo sport della caccia e posso assicurare che sono persone perbene.Si potrebbe dire allora che chi è stato per decenni in commissione edilizia ora viene a parlare con me di ecologia o abusivismo.Siamo seri, ci vogliono delle leggi che disciplinano questo sport ma non esageriamo suvvia. un saluto

  7. Caro Laurent,
    in linea generale la genetica ha chiarito che il patrimonio ereditario influenza il 25% del comportamento umano…il restante è opera dell’influenza dell’ambiente in cui si vive!
    Chi nasce quadrato non diventa perfettamente tondo, ma con buoni “correttivi” si può creare una bella forma vagamente somigliante.
    Cambiamo “l’ambiente”…vedrai che i caratteri malvagi trasmessi dai vecchi tromboni ormai irrecuperabili avranno difficoltà ad esprimersi 😉

  8. Laurent davide è un ragazzo in gamba ed è un piacere apprezzarlo per come si interessa alle cose, ma è ancora giovane e come tutti i giovani vuole cambiare il mondo subito, ma non sa che non è possibile. Però onore a quelli come lui,c’è da volergli bene e magari fare in modo che di tanto in tanto accetti qualche consiglio da qualcuno più grande di lui.ciao un abbraccio

  9. Caro Gigi,
    la ringrazio per la stima e accetto l’invito ad ascoltare maggiormente “la vecchia guardia”. Tuttavia mi permetta di dissentire rispetto al suo modo di guardare il Mondo, un pò troppo rassegnato (sarà l’età) al pensiero che “tanto è andata sempre così, seguiamo la corrente, e che ci vuoi fare, che putimm fa?”
    Abbiamo esempi di “grandi vecchi” che sono tutt’altro che rassegnati…mitici!
    Qui non si tratta di cambiare il mondo subito (stiamo con i piedi per terra), si tratta di non finire nella categoria degli Ignavi, quindi è bene impegnarsi per migliorare anche un metro quadrato di mondo oltre il proprio cortile.
    Sono quasi sicuro, per quando sarà e se esiste, di avere già un posto assicurato all’inferno, sono disposto ad abitarne da solo anche l’anfratto più ostile piuttosto che stare insieme alla marea di ignavi…
    Anche oggi credo di aver fatto qualche buona azione, tutto sommato ho fatto pochi danni…spero di perseverare.

    Au revoir

  10. Penso che Gigi ha ragione, generalizzare a volta è espressione di un velato estremismo, sono d’accordo con Davide che tutto il Sud, in ogni sua espressione è molto diverso dal Nord, ma personalmente da vecchio trombone, già da parecchio tempo mi sono posto questo problema e da mie ricerche e riflessioni penso di aver capito che si è operati per più di 50 anni per creare questa “voluta” situazione e senza crocifiggere nessuno penso che forse lavorando nella giusta direzione saranno necessari minimo altri 50 anni per appianare queste divergenze. 😯 –

  11. Caro Davide insisto nel dire che prima bisogna capire il problema e poi trovare sistemi e modi per risolverlo o correggerlo, questo è sempre stato il mio motto e ti posso dire che sul mio lavoro seguendo questa strada ho sempre colpito nel segno, al contrario ho quasi sempre sbagliato quando si sono presentate situazioni improvvise che non mi hanno dato il tempo necessario per studiare e capire dov’era il problema ed intervenire quindi correttamente.
    Già tempo fa ti dissi che per combattere una certa Autarchia bisogna intervenire con una moderata Anarchia per costringere chi di dovere ad agire nella correttezza istituzionale nel vero rispetto ed interesse dei cittadini. Giusto per rifarci a temi attuali come ad esempio l’abusivismo, ti sembra logico e corretto che in questo caso a pagare devono essere solo i cittadini? Non mi si venga a dire che nessuno ha visto e saputo niente, come si spiega che a Pianura è stata costruita alla luce del sole una città abusiva? Ora le Istituzioni portano il conto a chi per necessità ha comprato un tale appartamento, a mio avviso dovrebbero essere multati pesantemente anche chi istituzionalmente doveva operare i dovuti controlli e permettere di fare le cose solo nella legalità. Naturalmente tu pensi, e credo ti contraddici, che i problemi vanno risolti solo dalle opposizioni e non vedi che un po’ dappertutto c’è grande comunella con le maggioranze.
    Ora devo smettere perché ho il televisore acceso e sento che il Governatore Sassolino spiega a Santoro che l’Italia essendo un grande paese può uscire dalla crisi facendo così o colà, ma onestamente non so se sa che un paese si definisce “grande” quando il popolo vive bene, c’è lavoro, non esistono conflitti sociali, clientele ecc…ecc… 🙄
    Ti saluto-

  12. Ciao Franco, siamo andati un pò fuori tema e forse hai fatto confusione con il termine Autarchia.
    Sono d’accordo con Gigi che di cacciatori seri ce ne sono molti in giro (gli stessi che si stanno opponendo a questa controriforma), insieme dobbiamo isolare i bracconieri e denunciare le loro azioni dannose.
    Ecco un’agenzia di oggi sul tema “controriforma”

    12 marzo 2009

    Caccia,dal Parlamento appello bipartisan: “No alla legge Orsi, una barbarie”

    “Esprimiamo grande preoccupazione per il contenuto della Disegno di legge sulla caccia, in discussione alla commissione Ambiente del Senato, che vede quale primo firmatario il senatore Franco Orsi”. Questo il primo commento di un gruppo trasversale di parlamentari (Gianni Mancuso, Pdl; Barbara Mannucci, Pdl; Andrea Sarubbi, Pd; Gabriella Giammanco, Pdl; Fiorella Ceccacci, Pdl; Melania De Nichilo Rizzoli, Pdl) alla riforma della caccia portata avanti dal senatore del Pdl.
    “E’ molto grave abbassare l’età minima per poter praticare l’attività venatoria da 18 a 16 anni”, continua la pattuglia di parlamentari – “Così si incentiva la cultura della morte nei giovani, che stanno formando la propria personalità”. Altri punti “assolutamente negativi” nel ddl Orsi sono: la riproposizione della caccia con i richiami vivi; la possibilità di cacciare sulla neve.
    “Auspichiamo che la discussione in Senato espunga queste barbarie fin dalle prime fasi della discussione, diversamente sarebbe un ritorno al Medioevo”.

  13. Bravo Davide, un certo Henry Ford diceva : mettersi insieme è un inizio,rimanere insieme è un progresso,lavorare insieme è un successo. Quindi la tua gioventù con l’esperienza di quelli come me (sono un anziano minorenne) sarà un successo.Comunque è un piacere per me quando trovo ragazzi come te.Ciao

  14. Caro Zaccolella, sono iscritto da anni alla società protettrice degli animali e non riesco a trovare nessuna scusante alla caccia anche se mi dicono che è necessaria. Quando cammino sto attento a calpestare una formica. Se in Toscana le cose vanno meglio m’importa poco .Forse sono solo un utopista.

  15. Caro Barblan,
    la caccia non è necessaria, non si caccia per vivere, e non è nemmeno un nobile Sport come dice GIGI (alle olimpiadi non c’è la battuta al cinghiale…). É un retaggio del passato, oggi lo Stato pur considerando la fauna selvatica patrimonio di tutti, concede a 700 mila cacciatori, a precise condizioni, il prelievo. Se questo prelievo è fatto rispettando categoricamente le regole (la famosa sostenibilità) va bene, altrimenti ci arrabbiamo di brutto, come accade puntualmente dalle nostre parti.
    Stesso discorso vale in mare, i “rapinatori” non devono sentirsi liberi di operare senza limiti.
    La virtù è nel mezzo…no?

  16. 16-03-09 CACCIA: WWF, SPARAVANO A UCCELLI PROTETTI A STAGIONE CHIUSA
    (ASCA) – Roma, 16 mar – Ennesimo episodio di bracconaggio, particolarmente grave visto che si svolge a caccia chiusa e ai danni di specie protette. E’ accaduto nel bresciano dove il Corpo Forestale dello Stato (sede di Brescia) coadiuvato dalle guardie venatorie volontarie del WWF ha denunciato a piede libero due cacciatori, accusati di caccia in periodo di divieto generale, omessa custodia di armi e munizioni e detenzione di fauna protetta. Ai bracconieri sono stati sequestrati armi, munizioni ed un bottino di oltre 200 animali uccisi: in particolare una carabina calibro 22, centinaia di cartucce, venti anatre tra marzaiole e alzavole, 180 pispole (piccoli passeriformi di appena 15-20 grammi), 20 tortore dal collare, munizioni anche a palla unica, due richiami elettromagnetici.

    Secondo il WWF l’episodio sottolinea ancora una volta la necessita’ di intensificare la vigilanza contro ogni attivita’ di bracconaggio specialmente in alcune aree particolarmente ‘calde’ come le valli bresciane, lo Stretto di Messina, l’isola di Ischia.

  17. Caccia: la Commissione UE chiede la condanna dell’Italia alla Corte di Giustizia europea per inottemperanza della Direttiva “Uccelli” del 1979

    Mancato o insoddisfacente recepimento, gestione allegra della caccia in deroga come diritto acquisito degli sparafringuelli e non intervento di carattere assolutamente eccezionale, mancato rispetto dell’obbligo di trasmettere alla Commissione le informazioni utili sull’applicazione pratica della legislazione sulla caccia.

    Tutte violazioni di cui è accusata l’Italia come prima responsabile o a causa di alcune sue regioni (Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia e Toscana). A parte l’accusa di non avere recepito il divieto di distruzione e danneggiamento deliberato dei nidi e delle uova nonché il divieto di disturbo deliberato degli uccelli protetti dalla direttiva, sanato dall’ultima legge comunitaria approvata dal Senato e all’esame della Camera, i problemi sono sempre gli stessi.

    Gestione troppo allegra della caccia in deroga, mancanza di controlli da parte dello Stato in violazione di ben 11 articoli della Direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici.

    Testo pubblicato in Gazzetta
    Ricorso presentato il 22 dicembre 2008 — Commissione delle Comunità europee/Repubblica italiana
    (Causa C-573/08) (2009/C 55/23)

    Lingua processuale: l’italiano

    Parti
    Ricorrente: Commissione delle Comunità europee (rappresentante: D. Recchia, agente)
    Convenuta: Repubblica italiana

    Conclusioni
    — Constatare che:
    — poiché la normativa di recepimento della direttiva 79/409/CEE (1) nell’ordinamento italiano non è completamente conforme alla direttiva stessa,
    — e poiché il sistema di recepimento dell’articolo 9 della direttiva non garantisce che le deroghe adottate dalle autorità italiane competenti rispettino le condizioni e i requisiti di cui a tale articolo, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi derivanti dagli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9, 10, 11, 13 e 18 della direttiva 79/409/CEE.
    — Condannare la Repubblica italiana al pagamento delle spese del giudizio.

    Motivi e principali argomenti
    La Commissione ritiene che la legislazione italiana non costituisca recepimento completo e conforme della direttiva 79/409/CEE

  18. La mafia del Bracconaggio

    Caccia agli uccelli acquatici lungo la costa e i laghi in Puglia, sulle coste in Toscana e nel Delta del Po in Veneto, ai migratori in Toscana, Lazio e Campania, ai rapaci nello stretto di Messina, ai piccoli passeriformi in Lombardia con archetti e reti, con vischio e uccellagione nel Friuli. E’ la mappa del bracconaggio in Italia fornita da Isidoro Furlan, Comandante del nucleo investigativo di polizia forestale del comando provinciale di Vicenza del Corpo forestale, al convegno ospitato alla mostra-mercato ExpoRiva Caccia Pesca Ambiente a Riva del Garda, in Trentino. “Il fenomeno non è in regresso – chiarisce – ed in alcune regioni, come in Puglia, è controllato dalla mafia, che arriva a chiedere sino a mille euro a persona per la caccia abusiva di due-tre notti agli uccelli acquatici negli acquitrini, dai barili in acqua. E il mercato – aggiunge – appare florido e si assiste ad una sorta di migrazione dei bracconieri da una regione all’altra, soprattutto nel Sud Italia, durante l’anno. Questo spiega perché in alcune regioni si registrano maggiori reati rispetto ad altre. Abusi compiuti da persone residenti altrove”. Per 15 anni Furlan ha dato la caccia ai bracconieri in ogni angolo d’Italia e conosce il fenomeno. “I bracconieri sono dei cacciatori con il Dna graffiato, che si eccitano ad infrangere le leggi e a trovare sempre nuovi sistemi per eludere i nostri controlli”. Il fenomeno ha risvolti economici. Nella zona di Bergamo e Brescia la vendita dei piccoli uccelli frutta sino a 20.000 euro all’anno ai bracconieri. “Alcuni arrivano a catturare 5.000-10.000 uccellini – spiega Furlan – poi rivenduti a due euro l’uno sul mercato per soddisfare le richieste degli amanti dei menù tipici”. In taluni casi è quasi guerra. Per intervenire sullo stretto di Messina a difesa del falco Pecchiaolo, chiamato localmente Adorno, le pattuglie del Noa (Nucleo operativo antibracconaggio) della Forestale operano con binocoli ed anche carabine Winchester e mitragliette M12. Emerge un fatto culturale. In Trentino dove la caccia è regolamentata con il vecchio sistema austro-ungarico, e i cacciatori operano in riserve ben delimitate, il fenomeno appare più limitato che altrove. Riguarda circa l’uno per cento dei capi. C’é chi invoca più fermezza. “Un bracconiere – afferma l’ambientalista Alessandro De Guelmi – va considerato come un delinquente, come una persona che non paga le tasse e ruba agli altri”. Nel 2008 l’ispettorato Generale del Corpo Forestale dello Stato ha accertato 1.738 reati, con 6 arresti, 5.587 violazioni amministrative e sanzioni pecuniarie per 2,4 milioni di euro. La regione con maggiori illeciti è la Toscana (881), poi Lazio (698), Abruzzo (518), Basilicata (400), Emilia Romagna (385), Puglia (369) e Veneto (366). I maggiori sequestri si sono registrati in Veneto(70) e Umbria (67). Per numero di reati guida la Puglia (221 con 159 persone denunciate), davanti a Lazio (180-112), Campania (170-121), Lombardia (140-119) e Calabria (127-110).

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