Lasciateci morire in pace #2

Riceviamo attraverso un lettore di procidaniuse questo appello:
Carissima/o,
Ti scrivo per chiederti un piccolo sforzo per una importantissima causa. Nelle prossime settimane il testamento biologico sarà al centro del dibattito in Parlamento, e la maggioranza intende approvare una legge che limita la libertà di scelta del cittadino imponendo alcune terapie, come l’idratazione e l’alimentazione artificiale. Le dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno vincolanti: spetterà sempre al medico l’ultima parola. Qual è allora l’utilità di questa legge, se non si garantisce al cittadino che la sua volontà sia rispettata? La verità è che il ddl della destra è stato scritto per rendere inapplicabile il ricorso al testamento biologico. Oltretutto, la dichiarazione dovrà essere stipulata davanti ad un notaio, e rinnovata con cadenza triennale: vi immaginate cosa significa andare ogni tre anni davanti a un notaio accompagnati dal proprio medico di famiglia? Al contrario della nostra proposta poi, non è presente nemmeno un cenno alle cure palliative, all’assistenza ai disabili, allaterapia del dolore.

Ti chiedo dunque di diffondere il più possibile l’appello, invitando tutti i tuoi contatti a sottoscriverlo: dobbiamo mobilitarci immediatamente per raccogliere centinaia di migliaia di adesioni e difendere il nostro diritto costituzionale alla libertà di cura. Se saremo tanti, il Parlamento non ci potrà ignorare. Nel prossimo dibattito in Senato il mio impegno personale è quello di dar voce alla vostra opinione, che credo coincida con quella della maggioranza degli italiani. Che vogliano utilizzare ogni risorsa della medicina o che intendano accettare la fine naturale della vita, i cittadini vogliono essere liberi di scegliere.

Ti ringrazio infinitamente e conto su di te per far circolare il più possibile l’appello per il diritto alla libertà di cura sul sito www.appellotestamentobiologico.it , e grazie perché abbiamo già raggiunto quasi 100.000 firme!

Ignazio Marino

10 pensieri su “Lasciateci morire in pace #2

  1. Ho aderito volentieri e credo che su questo tema finiremo a Referendum, poichè è ampio in Italia il movimento di persone che non tollera intromissioni sulla propria pelle.

    Saluti

    Davide

  2. …Alt!, noi, 840 milioni di nullatenenti (= non-esistenti), obiettiamo: noi siamo privati non solo di mezzi artificiali, sondini e flebo-idratanti, ma addirittura dell’indispensabile. Non pretendiamo respiratori, macchinari speciali, trapianti sofisticati. Chiediamo il minimo per non crepare. Non vogliamo più assistere, impotenti, alla “vile morte” dei nostri figli per la più stupida, banale delle morti: disidratazione (causata dalla diarrea) e denutrizione.
    Anche noi abbiamo diritto alla vita “dall’inizio fino al naturale tramonto”. E’ naturale tramonto nascere per conoscere, della vita, solo la morte? C’è qualcosa di più inumano del nascere nella culla della morte? Chi ci condanna ad una morte ingiusta e prematura? Siete forse voi, cristiani di lusso, gli eredi di quella razza superiore, di hitleriana memoria e noi la spazzatura della storia, razza inferiore, perché siamo nati sotto l’ombelico del pianeta?…

    questo è un pezzo della lettera di P. Marinetti dal titolo accanimento terapeutico/accanimento della denutrizione ricevuta da Lina. E’ una lettera che lascia senza fiato al di là del proprio credo religioso.
    La potete leggere per intero qua

  3. Ciao pc noto che sei molto sensibile al problema vita/morte, perchè non entri anche tu nella discussione “un Dio gratis”?

  4. A mio giudizio l’accanimento a tener in “vita” un corpo allo stato “vegetale” è un peccato contro Dio, in particolare se si tiene conto che le risorse necessaria a questa nobile forma di ipocrisia sono sottratte ad altri essere umani . A questi, veramente vivi ,in ogni loro aspetto, vengono sottratte risorse essenziali al loro sostentamento non solo senza un minimo rimorso ma essendone responsabili.

  5. A mio giudizio

    non penso sia cosa buona togliere l’alimentazione con la cannula,poi ho delle riserve circa l’accanimento terapeutico che magari è sconsigliabile.

    Ma una cosa sono sicuro e certo,e parlo con il cuore in mano:mai,e poi mai,io personalmente o altri, avrei tolto la cannula alla buon anima di mia madre:mi sarebbe bastato vederla ancora viva ,anche in stato vegetativo,se fosse stata in quelle condizioni: pure un battito di ciglia mi sarebbe bastato,purchè “viva”

  6. Alla faccia dell’egoismo! Ti sei mai chiesto se a lei sarebbe bastato essere “viva”?

  7. Geppino il tuo è puro e semplice egoismo, prima di Primomaggio ti stavo appunto rispondendo in tal modo, ma poi per subentrate improvvise ragioni non ho potuto continuare il commento e quindi l’ho cancellato-
    Certamente dello stesso avviso sarà Franco Cerase, però pare che Franco non consideri tanto la volontà di chi si trova in stato vegetale, penso che se queste persone, precedentemente l’accaduto che ha determinato poi tale stato, avessero espresso la volontà di continuare a vivere anche in tal modo allora credo che è dovere di tutti noi sostenere tali condizioni-

  8. riporto un testo di una lettera apparsa su “ROCCA” rivista della Pro Civitate Cristiana di Assisi. del 01/03/09
    Non si tratta quindi di senza Dio.

    ” Gentile redazione, aspetti taciuti sul confine della vita mi spingono a questa lettera da fedele e storica lettrice di rocca.
    Vi sono circostanze dolorosissime che l’insistenza dei mass medi e l’arroganza del potere mette in piazza in modo crudele ed eccessivo. sicuramente più per scoop o convenienza che ricerca etica.
    Appare scontato che tutti esprimono scelte secondo le convinzioni religiose o laiche che li contraddistinguono e che in pochi cerchino di capire e leggere il significato innovativo di questa storia, impensabile diversi anni fa senza i centri di rianimazione.
    Negli oltre 30 anni di professione medica vissuti da me, quando l’incontro con il limite era sempre possibile perché lavoravo in un centro di rianimazione , nulla ha fermato l’impegno e la fatica di continuare a lottare per la vita di ogni paziente. Il coma, la sospensione di tante funzioni vitali era pane quotidiano, ma ognuno dell’equipe sapeva che sostituire temporaneamente una funzione vitale era scelta impegnativa ma necessaria fino al ritorno della autonomia del paziente , poi inevitabilmente negli anni la prassi della temporaneità si è dileguata, il senso del limite si è trasformato in caparbio accanimento: non il paziente al centro del progetto salute ma il record…di invasività e protagonismo da parte di chi decide l’uso delle attrezzature. Quasi il sogno della fontana dell’eternità fosse un progetto possibile per l’uomo.
    Forse quel sondino viola il confine della vita che Iddio ha scritto nel nostro codice genetico fin dalla creazione perché si sostituisce ad una attività vitale in modo definitivo oltre ogni misura e pertanto capisco l’immenso dolore del padre di Eulana , essere oltre la soglia dell’aldilà da 17 anni.
    Lo scandalo è continuare a tenerlo e parlare di eutanasia per una sua eventuale sospensione. Proprio perché so che la vita umana è un dono di Dio che va sostenuto e curato esso va difeso solo se è tale fino al limite della consapevolezza storica di ognuno. Ed appare decisamente fuorviante che si sia proposto un decreto legge sostenendo che “si salva una vita umana” almeno in questo caso.
    Vi è infatti da precisare sulla vicenda Eluana che un essere vegetale è un po diverso da un essere umano. Le affinità tra le specie sono un progetto di Dio ma con ruoli ben differenti e precisi livelli di coscienza e consapevolezza. Le tecniche di nutrizione ed evacuazione in tali soggetti sono attuate tramite pompe infusionali e lassativi perché “ naturalmente “inerti su tali attività. Ci porremo i dubbi dell’eutanasia se non innaffiassimo una pianta? Invece sono gli interessi anche economici della tecnologia medicale che spesso spingono ad un prolungato uso di mezzi ed apparecchiature. Tali scelte niente hanno a che vedere con il rispetto della vita ma sono conseguenza della pressione del mercato e della logica del consumo.
    Distinguere tra eutanasia e accanimento è una sensibilità che solo chi continua a cercare con l’umiltà del dubbio può cercare di trovare. Anche papa Giovanni Paolo ha scelto l’abbandono nelle braccia di Dio senza che alcuno gridasse allo scandalo.
    Valutare sui tanti eccessi della medicina è un compito difficile in cui l’intransigenza e l’autorità del ruolo non giovano. La conoscenza ed il senso del limite arricchiscono la convivenza con un autentico rispetto dell’altro più di tanti proclami. L’arroganza di un certo modo di fare politica ha superato la decenza e travolto la verità.

    Lucia Attardo- Medico spec. Anestesia e Rianimazione – luciatt@katamail.com

  9. Grazie Franco per la lettera che ci hai trasmesso, certamente ognuno di noi, chi col si e chi col no evidenzia il suo bagaglio etico-morale e credo che ambedue le opinioni vadano rispettate. Personalmente sono per la libera scelta “se ognuno ha il diritto di vivere la vita come meglio crede deve avere lo stesso diritto di scelta per la morte”.
    Trovo grave e fa male osservare che chi si crede immortale possa decidere a suo piacimento, strumentalizzandone il fine solo perchè spinto da convenienze politiche-

  10. Egregio signor franco cerase,io sono ignorante i materia, mi potrebbe dire che differenza c’è tra un infiltrazione letale e il distacco di un sondino?Grazie e saluti

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