Un Dio gratis

L’Associazione M.A.I.A.Presenta
Convegno studi “Un Dio Gratis”
Il progetto di Dio è che l’uomo sia felice. Interverrà il teologo Josè Maria Castillo
Venerdì 6 marzo ore 17,00 Sabato 7 marzo mattina ore 11,00 – Pomeriggio ore 17,00
Sala Consiliare Comune di Procida

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52 pensieri su “Un Dio gratis

  1. scusa giovanni,
    avevo editato male il commento. adesso il link lo trovi nel mio commento precedente

  2. Ti ringrazio caro Peppino. I procidani dovrebbero sapere l’importanza d’incontrasi con un teologo della fama di Castillo che ha avuto il coraggio, sull’ottantina, di uscire dai Gesuiti criticando l’operato della Chiesa cattolica. Diffondiamo questa notizia sperando in un grande afflusso di gente. Sono occasioni rare d’incontri. Ciao. Giovanni

  3. Che cosa ne penso?

    Penso che se il teologo ha lasciato La Compagnia dei Gesuiti,almeno da quello che leggo dal testo, dovrebbe iscriversi alla ” Compagnia de Grillini”

    Ma come ,voi tutti vi sbracciate ad alzare il vessillo della “laicità dello Stato”,che la Chiesa non dovrebbe intromettersi negli affari dello Stato,e poi si vuole che essa intervenga a parlare di crisi economica, di crisi delle banche, di smaltimento della spazzatura:che cos’è questa se non contraddizione palese.

    Non voglio fare il difensore d’ufficio della Chiesa perchè non ne sono all’altezza nè ne sono degno ma parmi che se Essa è intervenuta,giustamente,a parer mio, su temi che toccano l’uomo, la sua intangibilità dalla nascita e la morte, su temi come la clonazione,lo sfruttamento delle cellule staminali embrionali,l’aborto,l’eutanasia ,penso che ne abbia pieno diritto: si tratta della sacralita della vita dell’uomo.

    Poi questo attacco veemente alla Chiesa che,come dice il relatore, non ha alzato la voce su queste enormi elargizioni alle banche date dagli Stati centrali scordandosi dell'”uomo”,ma vogliamo scherzare?

    Se OBAMA ha elargito o ha nazionalizzato le banche,queste “sono scelte prettamente politiche”,perchè,forse, evidentemente,da questo può scaturire una ripresa dell’economia:che c’entra il Papato,i funzionari?

    Poi ci lamentiamo che la Chiesa intervenga pure sulle scelte economiche dei governi!
    Poi affermare ,come dice il teologo, che la Chiesa,a cui Lui fece giuramento
    nei Gesuiti “non esercita la sua missione profetica a difesa dei poveri”,non è nemmeno degna di essere commentata,data la”palese Menzogna”.

  4. A proposito del titolo del testo di Castillo, Crisi:il silenzio della Chiesa

    vi riporto un articolo dell”Osservatore Romano” per farvi notare che le cose non stanno affatto così:

    Papa: dietro crollo delle banche Usa, avarizia e idolatria del denaro
    CITTA’ DEL VATICANO – Dietro il crollo delle grandi banche statunitensi vi è il peccato dell’avarizia e dell’idolatria del denaro: è quanto ha denunciato papa Benedetto XVI parlando oggi ai parroci romani, in un question time durato quasi due ore. Ad una domanda sulla crisi economica, Ratzinger ha osservato che “la chiesa deve vigilare e denunciare gli errori fondamentali dimostratisi oggi dal crollo delle banche americane”. Al fondo , secondo il Papa, vi sono l’avarizia e l’ idolatria, “falsificazione di Dio in mammona”.

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  5. Primomaggio sei sempre il solito primo, i tuoi commenti colpiscono sempre nel segno e mi inducono a ricerche ed approfondimenti, in questo caso vorrei capire a chi veramente Dio costa di più e a chi costa di meno, naturalmente partendo dal presupposto che l’esistenza di Dio và dimostrata come anche, se ben ricordo, stabilito dal Concilio Vaticano II, quindi affermare che Dio esiste o non, senza dare nessuna dimostrazione o spiegazione, come di sovente avviene, è a mio avviso la stessa cosa. Dalle mie lunghe ricerche ed approfondimenti risulta chiaro che nell’intera umanità esistono e sono sempre esistite delle distinzioni che si possono raggruppare brevemente in:

    1) Coloro che credono ciecamente nell’esistenza del Sovrannaturale che l’accettano senza se e senza ma, seguendo all’acqua di rosa i dogmi che sono stati loro inculcati fin dalla nascita e senza minimamente imporsi una ricerca, a questa stragrande schiera penso che Dio è veramente GRATIS al 100%, sono in altre parole quelli che tante volte mi permetto di definire “ranocchi” e che costituiscono il braccio forte della chiesa.
    2) Coloro che credono fermamente in Dio perché la loro ricerca li ha portati a queste convinzioni e si comportano in maniera ben diversa da quelli già descritti. In questa schiera vanno annoverati grandi nomi, come Raimundo Panikkar, Jose Maria Castillo ecc. come anche apprezzabili scienziati come Antonino Zichichi e tanti altri. A questa schiera penso che Dio costa parecchio.
    3) Coloro che affermano categoricamente che non esiste il Sovrannaturale ma che non danno nessuna spiegazione delle loro affermazioni perché non hanno mai fatto ricerche interiori in merito e quindi l’inesistenza di Dio non costa niente.
    4) Coloro che affermano che Dio non esiste ma che sono giunti a tali conclusioni in base a ricerche e che danno spiegazioni in merito, anche a questi l’inesistenza di Dio costa.
    5) Coloro che dopo aver tanto cercato non sanno dare una risposta, forse sono i migliori poiché alla fine accettano e sono consapevoli che la vita và vissuta allo stesso modo delle foglie, e tra questi vi sono i grandi che con il grande faro della scienza cercano di fare luce in quella spessa caligine dove forse si cela Dio e spingono l’umanità verso la grande ricerca come stanno facendo in questi giorni al Cern per far ripartire l’LHC, per cercare di osservare la particella di Higgs appunto definita Particella di Dio. A questi credo che l’esistenza o non di Dio costa moltissimo.

    Fatte queste considerazioni risulta chiaro che l’umanità, in ogni epoca, ha sempre avuto la necessità di trovare delle spiegazioni in tal senso e per questo voglio domandare a Primomaggio…”perché l’uomo ha sempre sentito la necessità di credere… o cercare di credere… nel Sovrannaturale?”…

  6. Franco

    vedi il primo commento di p.c. 1951 e leggi l’articolo di Castillo cliccando sulla scritta in bleu “un suo articolo che vale la pena leggere” e capirai il mio commento

  7. Il sovrannaturale non esiste. Esiste solo il naturale in tutte le sue forme e dimensioni, conoscibili e inconoscibili che siano. L’universo è materia (Mater) e senza la materia lo spirito non potrebbe manifestarsi, come non può manifestarsi la vita senza matrice. Agli albori dell’umanità (prima della cosiddetta caduta), l’uomo era Uno con il creato, come lo sono le piante, gli animali, i bambini piccolissimi… Ma a poco a poco, con l’evolversi del suo cervello e delle sue capacità cognitivi (la caduta), sono subentrati: il molteplice, la divisione, l’alterità, gli interrogativi, ecc… Per tornare all’unità primordiale (Paradiso) non c’è per l’uomo (umanizzato) altro mezzo che ripercorrere con l’intelletto il cammino a ritroso. Così è nato Dio! Dio è un desiderio di unità. Tutto qui, e credo che questo desiderio appartenga a tutti gli uomini. Il problema è che difficile capirlo, perché se credi nel Dio creatore come altro da te, sei ancora nella divisione. Santa Teresa diceva che Dio è anche in mezzo alle pentole. Basta tenere gli occhi e la mente aperti per scorgerlo ovunque. Non so dove ho letto questa frase, ma vi riporto quello che più o meno mi ricordo: “La conoscenza è un atto morale che impegna tutto lo spirito; la capacità di trascurare ciò che è mio e tuo, per giungere all’universale; implica un atto di libertà…”

  8. Primomaggio, trovo il tuo commento molto veritiero, l’accetto in pieno poiché coincide in gran parte col mio modo di vedere, infatti quando affermo che la vita và vissuta al pari di una foglia esprimo quanto da te detto. In effetti si vive per morire, con la morte i miliardi di atomi che compongono il nostro corpo si disperdono e vanno a fecondare e quindi continuano a vivere in altre forme di vita, infatti qualche atomo poi lo troviamo nelle piume di qualche uccello, qualche altro in una qualche foglia d’albero e così via ed in tal modo si continua a vivere facendo sempre parte della complessità cosmica, forse questo è il paradiso. Da tempo sono dell’idea che la cacciata dell’uomo dall’Eden non è altro che una metafora che esprime appunto l’auto allontanamento dell’uomo dalla natura, che in seguito alla sua evoluzione e quindi acquisizione della conoscenza ha preferito incamminarsi da solo alla ricerca della sua vera identità…”chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?”…
    Cmq al di là dei grandi concetti credo sia importante ed affascinante …“capire tutto l’immanente per intravedere il trascendente”…espressione questa di Zichichi, scienziato, fisico del subnucleare e grande credente del Sovrannaturale. Quindi non bisogna fermarsi, ma andare avanti ed acquisire ancor più conoscenza, lo stesso Zichichi, da scienziato afferma che la sorgente fondamentale della materia è fatta di evanescenza “qualunque pezzo di materia corrisponde ad un pezzo di spazio-tempo concentrato”, così è da chiedersi “può lo spirito manifestarsi attraverso l’evanescenza?”.
    Trovo la coerente riflessione di Iovine molto vicina alla mia domanda originale-

  9. Se Dio è un cerchio il cui centro è ovunque e la cui circonferenza da nessuna parte, oppure se tutto ciò che è sotto è anche sopra e viceversa, perché preoccuparsi del aldilà? Ci siamo già!

  10. Ma siete tutti teologi? A questo punto potremmo aprire a Procida una facoltà di teologia.

  11. Perchè no? Potrebbe schiarire molte idee confuse o colmare alcuni vuoti. Non molti anni fa un compianto Monsignore ripeteva “a Procida Gesù Cristo muore 3 volte il giorno di venerdì santo”…

  12. Giovanni sei il solito simpaticone, aprire una facoltà di teologia sarebbe troppo ma non sarebbe mica male, organizzare incontri pubblici e parlare del tema in questione nella speranza di ammorbidire opportunamente il forte senso religioso esistente sull’isola-

  13. Primomaggio giudico il tuo modo di vedere cristallino ma penso può valere solo per chi ha raggiunto una certo stadio di spiritualità. In primo luogo devi convenire che il problema è dei più ed esiste da quando è nato l’uomo, quindi penso valga la pena di approfondirlo per trarne risposte certe. In secondo luogo non credi che, accettare di buon grado le tue conclusioni che tra l’altro condivido, significa poi fermarsi nella ricerca e non avere più la carica necessaria che ci spinge sempre più nell’acquisizione della conoscenza?-

  14. Al contrario Franco, comprendere la coincidenza degli opposti incammina verso una nuova visione della vita, incomparabilmente più ricca della sommaria visione dualistica. Comprendere che non sei più vicino a Dio come uomo che come formica, perché Dio è tutto ciò che esiste, come diceva Bruno, è il primo passo verso la tolleranza e quindi la conoscenza. Nonostante l’uomo sia un essere finito egli possiede la capacità di intuire l’infinito; è ciò che Cusano chiamava Docta ignorantia; sapere di non sapere… Sono le certezze, come tu le chiami, a soffocare la conoscenza.

  15. Sig Primo Maggio

    Come penso di capire dai tuoi scritti,hai una visione “panteistica” e materialista della vita:io la penso in maniera esattamente opposta(cosi ,tanto per colloquiare).Ho una visione spirituale e trascendente della vita.

    S.Teresa che insegnava a vedere Dio anche nelle pentole,io penso che lo diceva perchè tutte le opere presenti sulla terra sono “sua creazione”

    Noi non siamo come le foglie,non siamo natura:Iddio ha creato l’uomo e la natura.Agli animali ha dato il dono della riproduzione e dell’istinto, al regno vegetale la possibilità di riproduzione naturale e spontanea.

    All'”essere umano”ha infuso ,invece,il suo spirito,ci ha dato un cuore per amarlo, l’intelligenza affinchè l’uomo potesse significare il libero arbitrio di poter sceglier liberamente,senza costrizioni.
    Noi ricerchiamo l’Assoluto non nel mondo terreno,ma essendo formati di anima e corpo,tendiamo alla spiritualità assoluta,non al corpo,alla materia.

    La ricerca scientifica ,su qualunque cosa, sul “bosone di Higgs” tanto caro a Franco Ridda,non potrà mai eguagliare o riprodurre l’opera del Divino.

    E’ solo una dolce illusione:Dio ci ha creati, ed è a Lui che noi tendiamo.

  16. Magari Davide! La teologia è la somma scienza, la filosofia perennis che include tutte le altre. Quel compianto Monsignore avrebbe dovuto dire ogni secondo… ogni frammento di secondo!

  17. Giuseppe, sono cose che s’imparano al catechismo?
    Hai mai letto Sant’agostino? Mi ispiro anche da lui se vuoi sapere e non penso fosse un materialista!!!

  18. Primomaggio come al solito prima di risponderti devo ben focalizzare il mio contenuto interiore, altrimenti mi perdo per strada. Tu stesso, parlando di spiritualità, hai affermato che i grandi mistici quando riescono a collegarsi al Sé in quel momento, in maniera folgorante, si elevano al di sopra di tutte le cose materiali, tutto acquista senso, tutto diventa luce e la visione dualistica annullata, ma poi superata questa fase l’ego (istinto o coccodrillo) si affaccia nuovamente per riacquistare i suoi diritti ed accende nuovamente il conflitto, pertanto a noi umani non è consentito vivere lontani dalle cose materiali in modo continuo e costante.
    Questo, al di là di quello che dice Bruno e Cusano, credo sia dovuto al fatto che l’uomo non si può allontanare da questo modus viventi semplicemente perché il suo attuale stato di coscienza non glielo permette, quindi c’è bisogno di un ulteriore stato di coscienza che si elevi al di sopra del corrente “super io”, forse sarà necessario un’ulteriore mutazione genetica od altro, non so, cmq una cosa certa è che bisognerebbe essere costantemente collegati col Sé, la parte più evoluta del nostro essere, per poter vivere così lontani dalla materia e senza alcun conflitto. Facciamo parte dell’universo, nei nostri neuroni sono contenuti tutti i messaggi dell’universo stesso, e siccome siamo una parte del tutto, equivaliamo al tutto. Purtroppo non ci è dato collegarci facilmente al Sé, cosa che i grandi mistici di qualsiasi nazione o religione riescono a fare solo attraverso la meditazione.

  19. Geppino, ma la vuoi capire che c’è gente che dà alla religione un valore cosmico?

  20. Ma perché l’uomo dovrebbe allontanarsi dalle cose materiali se è proprio nelle cose create che scorge il divino? Il suo problema non dipende dalle cose materiali, ma dalla sua mente che crea sempre categorie. Non c’è bisogno di mutazione genetica, nessun ulteriore stato di coscienza può bastare senza l’apertura del cuore, senza la generosità, la com-passione.

  21. Conscio del problema e per tagliare la testa al toro, Buddha, non parlò mai di Dio, ma di Dharma (legge), ossia del principio d’interdipendenza che regola l’intero universo, e fornì alcuni principi per liberarsi dalla sofferenza, il nostro vero problema. I tre elementi essenziali della disciplina buddista sono: moralità, disciplina mentale, saggezza; concetti apparentemente banali che una persona sana di mente e di buon senso può scoprire e applicare senza scomodare il Buddha. Interiorizzando questi concetti basilari si può arrivare alla comprensione di una realtà interdipendente e relazionale, sufficiente per farci vivere tutti quanti in santa pace.

  22. Primomaggio come ben dici la nostra mente crea sempre delle categorie, ma dà anche alla materia un senso sbagliato di quella che è realmente nella realtà. La materia dovrebbe essere considerata solo per la sua reale funzione, ossia rappresentare il mezzo del nostro sostentamento e far vivere la collettività al meglio, ma purtroppo ogni mente (sana o perversa) dà ad essa il proprio valore simbolico, tanti la considerano il principio primo da cui deriva tutta la realtà, incluse le idee, c’è chi se ne serve per detenere il potere, chi come l’avaro spinto da eccessiva brama accumula ricchezze e denaro in quantità smisurate, ecc. Purtroppo visto sotto questo aspetto la materia costituisce il mezzo che permette all’ISTINTO di esprimersi come meglio crede. A questo punto dovrei dire com’è sottile il nostro sistema psicologico che determina lo stato di coscienza, ma mi allungherei troppo, voglio cmq accennare che l’istinto quando non può manifestarsi direttamente perché la coscienza non glielo permette allora ricorre al simbolismo e camuffandosi opportunamente riesce ad esprimersi ed ottenere ciò che desidera e quindi farla da padrone. Purtroppo l’istinto, come anche da te affermato, è quello che ritorna sempre alla ribalta, anche dopo benefiche folgorazioni che consentono ai grandi mistici di afferrare il vero significato della spiritualità senza se e senza ma. Quindi ripeto penso sia necessario un diverso stato di coscienza permanente che si elevi al di sopra di quello attuale, che dire della droga, che consente a chi se ne fa uso di avere per breve periodo un diverso stato di coscienza che gli permette di superare le cosiddette inibizioni che altro non sono che conflitti tra coscienza ed inconscio? Quindi caro Primomaggio non so se l’umanità riuscirà mai ad uscire dal labirinto in cui si aggira da sempre, è facile dire che il problema non è la materia ma la mente, sarà facile per Buddha parlare di disciplina mentale, ma stando così le cose non so se sarà mai possibile ad ogni singolo uomo vivere di spiritualità ossia di assoluta libertà interiore ed avere completa fiducia dell’altro-

  23. Franco, per arricchire la tua conoscenza sul fenomeno mistico (oggi tornato in auge, sarà il segno dei tempi!!!) esiste una marea di testi e commenti, ma attento, potresti avere delle vertigini… Sappi che viene chiamato anche santa follia!!! Comunque, il mio autore preferito è Meister Eckhart, monaco e filosofo tedesco, punto di riferimento di moltissimi filosofi, da Spinoza fino a Hegel, incappato anche lui nella rete dell’inquisizione. Un eretico insomma!!!

  24. Primomaggio, a dir il vero il fenomeno mistico mi ha sempre attratto, ho sempre ammirato questi personaggi che attraverso grandi sacrifici, contemplazioni, penitenze ecc. riescono a raggiungere quell’estasi in cui l’anima si unisce ALL’ASSOLUTO, ho preferito seguire ed approfondire altre strade come capire più a fondo chi realmente “noi siamo” e questo a dir il vero mi dà tranquillità e mi consente di avere le idee più chiare circa la religione, mistica e quant’altro. Mi basta l’aver capito che il nostro grande problema consiste che non abbiamo la possibilità di vedere la medaglia uguale da ambedue i lati, amore/odio, ricchezza/povertà, vita/morte ecc, insomma dall’uno passiamo sempre al due ed al conseguente tre, purtroppo non possiamo uscire da questa terna perché ognuno di noi è “DUE”, conscio/inconscio = coscienza/istinto e da questo perenne conflitto nasce il TRE = IO, perciò insisto nel dire che per uscire da questo giro vizioso è necessario un nuovo e perenne stato di coscienza che geneticamente si eleva al di sopra del DUE-

  25. I Buddha chiamano pazienza l’ascesi suprema, tolleranza il nirvana più alto, dice il Dhammapada.

  26. Il Signore Shiva incarnazione della conoscenza, Essere Supremo, Oceano di Grazia, Dio della saggezza, forma dell’Arunachela, una volta espresse il desiderio…”Che io divenga molteplice”…, subito comparvero Brahma e Vishnu, ai quali fù ordinato di creare i mondi e proteggerli. Tuttavia anziché limitarsi a seguire il mandato affidato dal Signore, i due si lasciarono trascinare in una contesa nata dall’egoismo, che sfociò in un grave conflitto. Vedendo la terribile furia che li aveva assaliti mentre lottavano fra loro, il Signore Shiva ritenne giusto rilevarsi in una forma che ponesse fine alla loro contesa e si rivelò in una colonna infinita di luce abbagliante e fuoco ardente, vani furono gli sforzi di Brahma e Vishnu di scoprire il “principio e la fine” della colonna di fuoco ed allora Shiva emerse da quello splendore, perdona le controversie dei due sentenziando: “continuate la vostra creazione e non vi dimenticate di me”. Dopo varie vicissitudini la colonna luminosa viene trasformata in una montagna “La Collina Rossa” sul cui lato orientale sorse un “lingam” che prese il nome di “Shivalinga”, o simbolo fallico di Shiva. Come pegno di gratitudine Brahma e Vishnu ordinarono a Visvakarma, l’architetto degli dei di ergervi intorno il primordiale tempio di Arunacheleswar-

  27. mi fa piacere notare che almeno per una volta non ci sono stati equivoci: viva le battute e viva l’ ironia, la vita è gia complicata da sè, meglio non contribuire troppo!

  28. In un volume del Kamasutra si legge che il culto del Lingam è ancora oggi uno dei più fiffusi nella corrente shivita. Nei santuari e nei templi dedicati a Shiva il Lingam è scolpito all’interno di un altare cubico sormontato da un emblema femminile… la Yoni…che serve da recipiente e da scolo per l’acqua.

  29. Tutti questi commenti si riferiscono a prima dell’incontro magico con Castillo. Ma ce ne fosse uno, dico uno, che ne abbia parlato dopo! Presumo che nessuno di quelli che scrivono l’abbia ascoltato!

  30. Caro Giovanni ad essere sincero più volte ho pensato di parlare di questo incontro, ma onestamente mi risultava molto difficile, sarà forse che il mio modo di vedere la religione è lontano da quello che si professa o forse anche per evitare di scivolare su polemiche che certamente potrebbero dare fastidio a chi le legge. Purtroppo non ho potuto partecipare a quello di chiusura dove si aspettavano le risposte fatte precedentemente a Castillo e quindi certamente il più importante.
    Non avevo mai ascoltato un Teologo sono andato quindi all’incontro spinto da un certo interesse convinto di sentire chissà quali cose diverse dal solito, ma purtroppo sono rimasto alquanto deluso a parte l’apprendere dei contrasti e conflitti che molti di questi personaggi, di indole più libera, hanno soventemente con la Chiesa, cosa questa che dimostra che questa religione alla fine è pur, sempre e solo, fatta da uomini con diverse ed umane opinioni. Purtroppo anche qui ho ascoltato la solita storiella che l’uomo è l’animale eccelso del creato poiché la sua intelligenza lo rende unico e gli permette di predare animali e cose messe a sua disposizione da Dio, insomma il solito concetto egocentrico come quello che metteva la terra al centro dell’universo-

  31. Si Franco anche nell’intervista che ho visto su internet non diceva proprio
    niente.Ribadisco meglio Giovanni oppure tu Franco.Preparatevi un bel ar
    gomento cosi la fate voi na conferenza che io ci saro’ di certo.
    Con affetto
    laurent

  32. Si Laurent, abbiamo ragione tutti e due, speriamo che ce ne siano altri. Sarebbe interessante ascoltare il parere di Primomaggio che certamente era tra il pubblico, speriamo bene-

  33. Siamo al 15 marzo, prima di arrivare al 1° maggio ancora ce ne vuole…

  34. Carissimi Franco e Laurent, vi parlo da cristiano non cattolico che ha seguito il seminario di Castillo con enorme interesse e commozione. Quando stavo a Firenze ho sempre seguito con grande partecipazione gli incontri della settimana dell’unità dei cristiani. I nomi dei teologi che ho incontrato forse non vi dicono niente: Padre Balducci, Don Milani, Don Mazzi e altri ancora. Incontri che mi hanno fatto crescere nelle mie conoscenze teologiche. Si andava lì e s’imparava, molto. Ed è quello che mi è successo con l’incontro con Castillo. Un GIOVANE clerico vagante medioevale che porta avanti, con coraggio (è uscito dai gesuiti), il suo sdegno verso la chiesa cattolica precipitata così in basso, ricordandoci semplicemente gli insegnamenti di quel Gesù storico, diventato poi il Cristo. Quando ci troviamo davanti ad una esposizione così semplice ed essenziale, come quella di Castillo, forse viene fatto di dire che non ha detto niente, e lo capisco. Ma non è così per me. Un rabbino, a cui era stato chiesto di parlare della Bibbia, rispose: “Ama il tuo prossimo come te stesso, tutto il resto sono chiacchere” .Procida dovrebbe essere orgogliosa di avere avuto per due giorni, grazie a Maja, un tale teologo! Ha riproposto in termini essenziali gli insegnamenti di Gesù, senza aggiungere altro se non denunciare chi lo ha tradito, la chiesa cattolica apostolica romana (per dirla tutta). Cosa volete di più? ( Una domanda, ma Primo Maggio è un prete?). Un caro abbraccio a tutti e due, Giovanni l’apostata.

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