Procida e il turismo

Chi segue procidaniuse sa che sulla chimera turismo io ho mooolte perplessità, perlomeno su come è stato fino ad oggi affrontato il problema. Vorrei prendere perciò spunto da questo articolo (sul cui ottimismo avrei molto da ridire)  segnalato da Davide e pubblicato da Gugliemo sul Golfo per promuovere un inizio di discussione sul tema:
Guglielmo Taliercio | Procida – La macchina del tempo ha orientato le proprie lancette negli anni ´80 quando, sull´isola di Procida, per uscire da quella che veniva già identificata come una manifesta crisi di vocazione per la tradizionale attività di marittimo, si faceva largo la proposta di “aprire” al turismo.Erano gli anni dell´esplosione del nuovo miracolo italiano, della crescita che porta l´Italia tra le grandi potenze mondiali a fronte, però, di un robusto indebitamento pubblico e della emissione a pioggia di titoli di stato. Erano gli anni in cui la l´Italia di Bearzot vince il mondiale di Spagna e che ha fissato, negli occhi di chi c´era, le immagini gaudenti di Tardelli e dell´allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Erano gli anni in cui si assiste al progressivo sgretolamento del blocco comunista cosa che ha determinato le condizioni politiche, sociali e culturali per il successivo crollo, non solo simbolico, del muro di Berlino, e la nascita del “villaggio globale”. Anche l´Isola di Procida, in quegli anni, ha vissuto, se vogliamo, il suo rinascimento, a partire dalla vita politica con l´ingresso di giovani che hanno portato un modo diverso di intendere la politica, più progressista, più dinamica e con maggiori radicamenti in terraferma, spostando il confronto sulla necessità di dare all´isola una prospettiva economica alternativa al mare: il turismo appunto. Ecco, quindi, che, da un lato, si cerca di dare risalto alle risorse del territorio (isolotto di Vivara, struttura carceraria di Terra Murata, i porti, etc) e al loro utilizzo, dall´altro, si stimola la popolazione, a cogliere il momento ed attrezzarsi a sfruttare la nuova opportunità. Non è certa questa la sede, anche se non sarebbe male aprire su questo periodo della nostra storia un confronto serie, per entrare nei dettagli, resta il fatto che, a distanza di oltre un ventennio, l´isola di Procida, è ancora ben lontano da essere una, piccola o grande non importa, realtà turistica. Forte densità abitativa, rilevante antropizzazione del territorio, quantità industriale di mezzi a due e quattro ruote in sosta o scorazzanti per le stradine, oltre 400 attività commerciali di cui oltre 100 tra bar e ristoranti in forte crisi, assenza di scuole con indirizzo di studi rivolti a professionalità compatibili con il turismo, rappresentano già un primo segnale di un progetto piuttosto confuso. Se a questo, poi, aggiungiamo che gli attrattori primari, quali l´isolotto di Vivara e l´ex struttura carceraria di Terra Murata, non solo non hanno più la medesima destinazione, che comunque produceva reddito, ma versano in un devastante stato di abbandono, e la gestione dei porti, ad eccezione di pochi casi, ha portato ben poco cosa nell´economia generale del paese, il quadro diventa completo di cornice. Non stupisce più di tanto, perciò, apprendere dall´ultimo Bollettino Ufficiale della Regione Campania che, per i fondi relativi al 2008 destinati a manifestazioni di carattere promozionale, l´isola di Procida ha raccolto la poco più che ridicola e misera cifra di 3.510,00 euro, per lo più a carico della Pro Loco di Fabrizio Borgogna. Alla stregua di ciò, sembra quasi un paradosso apprendere dalle agenzie di stampa che per la manifestazione Procida: “l´isola del Postino”, festival che si dovrà tenere a Procida dal 28 al 30 maggio, e che la Camera di Commercio di Napoli e la COM.TUR stanno opportunamente portando in giro promozionale per tutta Europa, ci si accompagni con la Federalberghi di Ischia piuttosto che con, o anche, rappresentanti delle associazioni locali. Ed ancora, oramai, non lascia più di tanto l´amaro in bocca dover constatare la quasi impossibilità di avere rapporti con i rappresentati politici istituzionali di provincia e regione, per i quali, probabilmente, rappresentiamo, poco più larva di mosca ed una rottura di … La verità è che il nostro turismo pesa quanto conta, ovvero come il quattro a briscola!

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34 pensieri su “Procida e il turismo

  1. L’argomento “turismo” ,quello “sostenibile” intendo,

    mi sta molto a cuore ,come penso a molti procidani.Ho detto “sostenibile” perchèin un territorio ristretto come il nostro,e con il sovraffollamento di persone che ci ritroviamo,non possiamo pensare ad una reale espansione illimitata della risorsa turistica,di cio dobbiamo farcene una ragione.
    Passiamo all’analisi del problema:

    1- Procida non può mai diventare isola a completa vocazione turistica come Ischia o Capri,perchè ha già un tessuto economico diverso ( vedasi la pesca,l’edilizia, il lavoro marittimo) che rappresenta la stragrande maggioranza del reddito disponibile(80%): la “quota turistica” attualmente,penso che rappresenti il 10-20% del reddito reale totale.

    2- Una cosa mi preme sottolineare:se Procida si vuol salvare è “indispensabile” una politica di incentivazione per gli studi nautici,e, quindi, per il lavoro sulle navi, che tanto lustro e tanta moneta contante ha portata a Procida.

    3- Con questo non voglio dire assolutamente, che non si deve aumentare la quota turistica,ma di incrementarla di un 10 -20%, forse è possibile.

    4- molto è stato fatto,il diportismo nautico con il nuovo porto turistico è decollato abbastanza, è nato un “Parco marino”,si stanno realizzando i lavori a M.Grande,che quando saranno ultimati porterà molto splendore e sarà un ottimo biglietto da visita per i nostri visitatori: insomma qualcosa si sta muovendo di molto positivo.

    5-Come fare per incrementare la quota turistica?

    Io penso,realisticamente,che si dovrebbe puntare tutto su Vivara,sulla sua valorizazzione.
    Il Comune(con gli altri enti)dovrebbero diventare i “promotori” di questa rinascita di Vivaro, che dovrebbe diventare il sito “naturale” facente parte di un percorso turistico comprendente il Parco Marino e il centro storico con l’Abbazia.
    Il Comune di Procida,anche se molto indebitato(anche se il Sindaco nella sua intervista su internet lo ha negato) deve giocare tutte le sue carte sulla risorsa Vivaro.Come?

    Dovrebbe fittarla(con la provincia),logicamente con una politica mirata all’eliminazione delle spese superflue(tipo,affitto Eldorado,,contenimento delle spese comunali(vedasi assunzioni di vigili,premi di produttività vari,
    ricorso minimo alle consulenze legali,eliminazione di comodati gratuiti(tipo Isola di procida navigando,e tante altre cose ancora.

    Vivara dovrà diventare “il polo d’attrazione” principale, che ,sono sicuro, porterà ,se le cose procederanno bene, a “una presenza turistica”costante durante tutto il corso dell’anno.

    Un “parco naturale aperto al pubblico ,tutto l’anno”, fatto per bene, con percorsi guidati, Ischia e Capri se lo sognano:se non sfruttiamo questa chance,come hanno fatto “i viscaiuoli” con le “TERME”,vuol dire che non è cosa nostra,dovremo fare i marittimi a vita.

    6- Un ‘ultima considerazione che vorrei fare è questa:

    Per come è attrezzata,oggi, Procida, per i turisti, con le strutture ricettive e le infrastrutture che ci sono,con le disfunzioni che abbiamo,,tipo la N.U., il traffico caotico, la poco decorosità delle case e degli abbeglimenti, la”quasi mancanza di calorosa accoglienza e ospitalità ” agli stranieri
    poco possiamo incidere per un incremento turistico:diciamo che se i turisti verranno a Procida molto (90%) dipenderà dalla congiuntura economica nazionale, altrimenti “UN ALTRO TROISE” che ci farà da volano e da traino
    non ce l’abbiamo,purtroppo.

    Il “TURISMO” non s’inventa in poco tempo: ci abbisognano molte cose tipo
    lo studio di settore,politiche d’incentivazioni,infrastrutture, scuole alberghiere, predisposizione al contatto umano,apertura sincera al prossimo che viene a calpestare il nostro suolo.
    Poi sarebbe opportuno che anche quelli che non sono coinvolti in questo progetto turistico(tipo i marittimi) di immedesimarsi in questa nuova realtà e non la ostacolassero, perchè ,un domani, potrebbe essere fonte di reddito per i loro figli.

  2. Caro Giuseppino come al solito le nostre idee non coincidono, parli di un reddito turistico del 10 – 20%, dato questo fortemente in contrasto con il video salviamo Procida, dove si parla addirittura del 40%, altri invece parlano di un dato inferiore al 10%, credo questo sia il più veritiero.
    Non credo che oggigiorno ci siano marittimi che cercano di ostacolare il turismo ma al contrario penso che c’è parte di chi vuol fare turismo che pretende che nei mesi estivi anzichè indirizzarsi ad avere un isola ordinata ecc. ecc. vorrebbe che gran parte della popolazione emigri come le rondini fanno in primavera e lasciare tutto il territorio a loro disposizione.
    Caro Giusuppe non si vuole ammettere che è necessaria l’alternanza politica, tutti criticano ma si è poi incapaci di creare aggrecazioni che dovrebbero servire a tale scopo.
    I tuoi suggerimenti sono importanti ma occorrono lunghi tempi per realizzare dei frutti, intanto quest’estate certamente sarà più nera dell’anno scorso, bisognerebbe inventarsi qualcosa per l’immediato come ha fatto Sorrento in questi giorni con Sofia Loren, perchè non farlo anche noi con la Cucinotta?, ma queste cose chi le deve fare ed organizzare?
    Beh! basta chiudo, vedo che piano piano si scivola sempre sulle solite polemiche ed onestamente la cosa mi scoccia.
    Ti saluto-

  3. Ciao Franco, se le cose stanno come l’anno scorso è inutile chiamare la Cucinotta – il giudizio del turista, ieri come oggi, sarà sempre amaro.
    Il nostro biglietto da visita, al momento, è l’ornamento di Palazzo Merlato al porto (Maronn capòn o come lo vuoi chiamare) che sta ancora in piedi per chissà quale grazia nell’indifferenza più totale.
    Poi…finchè non ordiniamo un pò casa nostra, sarà difficile presentarla ai “forestieri” per quello che non è…della serie cà nisciun è fess! 😉

    Ciao

    Davide

  4. caro Franco, approvo a pieno quanto dici riguardo al fatto che il turismo procidano si può fare senza i procidani, in effetti noto con rammarico che, se gli interessi economici degli stessi sono volti altrove (ad esempio redditi da lavoro marittimo o da terraferma) non c’è nessun incentivo per gli stessi a subire con paciosa moderazione gli eventuali disagi che il turismo fatto con raziocinio potrebbe portare nel medio termine. Quanto si lamenta la gente del divieto di circolazione? All’infinito, credo….
    Da una parte per venire incontro ai tour operator bisogna scendere a compromesso con le nostre attuali – ERRATE – abitudini come il gettare la munnezza a tutte le ore del giorno, non riuscire a fare a meno dell’automobile anche per brevi tratti, parcheggiare le stesse dove capita (tanto la multa poi me la faccio togliere) e via dicendo….
    D’altro canto, la coscienza civica è qualcosa che si acquisisce nel tempo, basta solo educare i procidani che un’isola volta al turismo, non quello di massa, è sicuramente più bella e più comoda da vivere. Infatti grazie ad un aumento del gettito fiscale derivante da introiti legati al turismo: tassa di ingresso per i non residenti, sfruttamento più razionale delle zone demaniali come lidi, banchine ed aree date in gestione temporanea (anche l’isolotto di Vivara?) il comune di Procida avrà sicuramente più risorse economiche da gestire ed investire per il miglioramento della qualità della vita stessa dell’isola.
    Ovvio che si deve impedire ai soliti innominabili di MAGNARSI tutto prima o di utilizzare questa pecunia in surplus per la costruzione di ulteriori inutili cattedrali nel deserto.

    QUESTA E’ LA COSA PIU’ DIFFICILE

  5. Caro Davide, trovo giusto quello che dici, però è risaputo che i malanni colpiscono sempre i più deboli, in questo momento Procida è la più debola, (come lo è sempre stata), di tutte le realtà turistiche limitrofe, quindi è logico che è la più esposta all’attuale crisi. Penso che ora gli operatori turistici devono pensare solo alla sopravvivenza, quindi cercare di prendere quello che possono e non aspettare che si mette a posto prima tutta l’isola e cose del genere, quindi in questo momento ci vogliono idee di facili ed immedite soluzioni, perciò avevo suggerito la Cucinotta ecc. per aiutare la barracca. Davide diciamoci poi la verità Procida è stata sempre scassata e disordinata, ma mai ha avuto periodi così neri in tal senso, quindi le ragioni sono ben altre.
    Come vedi stiamo scivolando nuovamente sulle solite vecchie polemiche e discussioni che durano da vent’anni e passa, quindi il problema caro Davide è sempre lo stesso, per migliorare la situazione penso ci vogliono continue alternanze politiche, ed in questo momento credo bisogna indirizzare l’attenzione più in questa direzione, Ho molto apprezzato la proposta di Iovine circa la lista di 20 donne.
    Ti saluto-

  6. Ciao Attilio, vedi che quasi tutti gli argomenti da te esposti sono stati trattati nel mio post del 28 novembre scorso intitolato “Freddo e Biciclette”, sopratutto il problema traffico.
    Per quanto riguarda la scarsa coscienza civica sicuramente è esistente, però credo che è in misura minima, se le cose funzionassero come si deve certamente a denunciare gli incivili sarebbero i tantissimi civili, intanto come sempre faccio notare la tariffa salatissima per la nettezza urbana la paghiamo tutti, forse siamo su una media di circa 800-1000€ a famiglia col risultato che stiamo peggio di prima. Quindi caro Attilio gira che ti rigira alla fine siamo sempre tutti d’accordo che il problema è sopratutto politico/amministrativo, con i tagli delle sovvenzioni ai comuni che gli ultimi governi hanno poi operato stiamo veramente combinati per bene. Se è vero che la Sepa diventerà totalmente privata, come si sente vociferare, allora la tariffa certamente diventerà ancora più pesante, intanto anche i trasporti e sanità stanno facendo la loro parte,poi sarà la volta dell’acqua e chissà quante altre cose ancora, quindi caro Attilio penso proprio che bisogna rivolgere lo sguardo ad altre parti.
    Ti saluto-

  7. Le auto esigono le strade, le navi il mare, il calcio gli stadi, etc, il turismo un paese accogliente e servizi efficienti. Queste due condizioni sono la materia prima del fare turismo, lo dimostrano paesi che non hanno nulla, salvo questi due elementi e di conseguenza flussi turistici più importanti dei nostri. Vogliamo chiamarla in altro modo, qualità della vita?
    Il resto, promozione , valorizzazione delle risorse, qualità dell’offerta, eventi culturali o sportivi, sono importanti ma subordinati.
    Procida è un paese accogliente ed efficiente? Se la risposta è positiva rompiamoci la testa sulle altre questioni, ma se è negativa ha ragione Franco mettiamo da parte il turismo (se lo si vuole intendere come segmento importante dell’economia procidana e non l’attività ad agosto di un ristrettissimo numero di operatori), e parliamo da cittadini.
    Per il cittadino, per l’isolano, Procida è accogliente ed efficiente?
    La qualità della vita in questi anni è migliorata, è come prima, è peggiorata?

  8. èh èh! finalmente siamo giunti al cuore del discorso.
    Il bello (il brutto) è che un paese accogliente e con servizi efficienti dovrebbe essere la normalità, al di là del turismo; è evidente infatti che altri paeselli o città che non campano di turismo di certo non muoiono nel caos o nel decadimento. In altri luoghi si sta attenti particolarmente alla qualità della vita dei residenti, che inevitabilmente ricade anche sugli ospiti! Logico no?
    Pertanto, visto che Procida non ha “geneticamente” le due qualità essenziali che indica Luoni, fino a poco tempo fa si sperava nell’influenza dell’ambiente e quindi del turismo per risollevare un pò la situazione.
    Considerando che questa influenza nulla ha potuto contro la sovrana volontà e ignoranza paesana, spero ora nell’opera degli operatori turistici…i quali battendosi per migliorare le condizioni per “gli ospiti”, inevitabilmente faranno un favore anche a qualche residente migliorando la sua qualità della vita.

    Saluti

  9. davide mi hai ricordato il paese dove vive mia zia, vicino cassino, è piccolo, non sa cosa significa “turismo”, non ha alberghi e ci sono un paio di pizzerie e qualche bar, però le case sono tutte ben dipinte, le strade pulite, i giardini curati, il pulmino per i bambini, i rifiuti vengono raccolti esclusivamente in piena notte ecc…un paese accogliente ed afficiente, sarebbe davvero pronto per il turismo! peccato che si tengopno tutte queste belle cose solo per loro……

  10. noto con molto piacere che basilio, davide e manuela mi hanno preceduto. Finiamola una volta per tutte di legare i problemi quali traffico spazzatura e aggiungerei io abusivismo al turismo. Questi sono problemi che riguardano la Nostra qualità della vita e il nostro futuro come procidani. Il fatto che poi un paese vivibile possa attrarre i turisti è un sottoprodotto che non guasta, anzi!!! Dando invece l’inpressione che questi problemi riguardino solo il turismo si ottiene il duplice effetto negativo di trasmettere un messaggio civico sbagliato (il problema è degli amministratori e degli operatori turistici, non nostro) e creare una contrapposizione tra favorevoli al turismo e quindi a pulizia, meno traffico etc, e contrari (o comunque non interessati) al turismo e perciò insensibili a questi problemi.

  11. Ma quale turismo volete fare, abbiate pazienza, vivo da 12 anni tra Procida e la Croazia, ho casa ad Opatija e devo essere sincero,non ci siamo proprio….. ma la colpa o le colpe di chi sono. Il turismo a Procida è la fittanza delle case a prezzi esorbitanti,l’ombrellone sulla spiaggia e il posto barca, il turismo è un altra cosa, e gli operatori turistici (sic) hanno molte colpe,basta vedere come sono preparati i locali,con capanne dello zio tom,brutte e scalcinate, il servizio scadente.Cari operatori turistici datevi una smossa,il turismo è un industria,c’e’ il dare e l’avere,fino ad ora avete solo voluto senza dare nulla. Vi saluto.

  12. Caro Gigi forse questa tua schiarita è molto benefica, anche se la trovo esgerata per tanti aspetti, certamente il turismo è tutt’altra cosa di quella che molti intendono. A Procida i più credono che sovraffollare il territorio in maniera straripante durante i soli mesi estivi significa fare turismo, naturalmente i più si dimenticano e pare se ne fregano che sullo scoglio vi sono oltre 10.000 abitanti che cmq devono vivere tenendo i propri spazi e vivibilità di ISOLANI.
    Spero che questo mio post non sia frainteso, sono per un turismo sostenibile, come ho sempre affermato, pertanto voglio ricordare che negli anni 80 avevo aperto un negozio impostato appunto su tale genere. Vorrei quindi che si aprisse un serio dibattito in merito cercando di capire cosa in effetti e praticamente vorrebbero gli operatori turistici, partendo proprio dai quesiti posti da Franco Cerase, ossia che il territorio e l’ambiente è di tutti noi cercando possibilmente di stare lontano dalle solite e fastidiose critiche-

  13. Scusa Franco ma di quali critiche parli non riesco a capirti. Io sono le prime volte che entro in quesro blog, Infatti ho fatto appena 2 commenti. Scusa ma vorrei capire qui si può esercitare il diritto di critica, di dissenso se la si pensa diversamente o no? Certo si deve rispettare l’opinione altrui senza offendere ma poi si può parlare o qui può scrivere solo chi piaice a te e a qualcun altro. Sopratutto non deve essere di parte perchè esserlo vuol dire avere un pregioudizio, come leggevo in tuoi commenti. Sinceramente non capisco.
    capisco invece perchè forse qui scrivono sempre la stessa gente!!

  14. Scusa Gio ma sai leggere? Franco ha detto POSSIBILMENTE di stare lontano dalle solite e fastidiose critiche, forse perchè sà che c’è gente come te che non sa fare altro e che forse entra nei blog solo per disturbare. A me risulta che questo blog è molto libero a differenza di qualche forum che tu conosci molto bene. Anch’io come te seguo attentamente tutti i blog e forum compresi, ma intervengo molto raramente, dici che hai già scritto un commento, ma a me risulta che questo è il primo, forse confondi con i pochi fatti con l’altro nome.
    Sai mi stò prendendo la briga di risponderti, non per darti importanza, ma solo perchè ho notato che il tuo nome accoppiato al mio costruisce un’altro nome Gio Vanni.
    Franco a quanto pare la sbruffata di DDT che hai fatto giorni fà incomincia a perdere l’effetto, forse ti conviene preparare il MOM-

  15. Hai ragione Peppino stiamo scadendo nel personale. Tra liste di sole donne liste di soli uomini (soli), liste solo pensionati, liste di giovani ramampati e disoccupati e listine varie, comm’ se ric’ a procida “a lavà a’ cap’ o ciucc’ se perd l’acqua e o sapone”
    Ed è anche per quesrto che vinceremo con Luigi.

  16. Prendo spunto da un’affermazione di DavideZ. nel suo post in cui riponeva molta fiducia negli operatori turistici per migliorare Procida;a tal riguardo vorrei fare alcune osservazioni:

    1- operatore turistico non è o non dovrebbe essere solo la categoria interessata ma tutti i cittadini,indistintamente, anche chi non è coinvolto

    2-Fare turismo è vocazione,apertura mentale,predisposizione ai contatti umani

    3- Significa valorizazzione del proprio territorio,delle proprie risorse

    4-Significa riservare una degna e calorosa accoglienza agli ospiti che soggiornano qui.

    5-Significa accontentare ,sopratutto,le esigenze dei turisti, che non chiedono altro che buona ospitabilità, buone maniere,tatto,ordine,silenzio e prezzi compatibili

    6-Fare turismo non vuol dire considerare l’ospite come un pollo da spennare e da cucinare,aumentando i prezzi complessivi troppo alti e non competitivi con altre realtà turistiche:Il mio motto è”Prezzi più bassi,migliore offerta ambientale equivalgono ad un maggior flusso turistico e di migliore qualità

    7- Fare turismo significa “RELAZIONARSI” con lo straniero con sincerità e predisposizione d’animo

    Tutti siamo o dovremo diventare “operatori turistici: trovo molto “congruo” il commento di Gigi: se vogliamo di piu “bisogna dare,offrire di più”,non solo il singolo operatore ,ma dobbiamo IMPARARE A FARE SISTEMA tutt’insieme,senza eccezzioni di nessuno.

    Non per questo per operare in questo settore non cè bisogno di studi specifici, scuole alberghiere, progammazione politica per un “progetto complessivo a breve o lunga scadenza” da seguire pedissequamente e senza indugio.

  17. Mi vien da ridere ai tanti giochetti che fà Luigi, pensate un pò se Luigi, grande magnate della politica accetta di far entrare nelle sue file alcuni sparuti ed estremisti grilletti, al massimo butta loro una mangiatella di grano duro cungiata con qualche promessina di un piccolo posticino e così se li trova tutti attorno come un branco di gallinelle. Naturalmente per fare ciò si serve principalmente del capo grilletto, alias il grande “Astro” di adozione “Pugliese”, nonchè grande “Filosofo” reincarnazione di Plutinio, ex reingarnazione di Platone che tutto ossequioso fa depistaggio trascinandosi appresso tutti i grilletti e per creare confusione scrive (con falso nome) pare anche lunghi articoli sul Golfo. Domani forse avremo a che fare con Pasquale S., poi forse ci sarà pure il rientro di Franceschiello e così di seguito.

  18. Ci tengo ad informare che siamo un folto gruppo di anti-grilletti, molto più numerosi di quest’ultimi, tutti grandi e fedeli sostenitori del grande gladiatore, alias il vecchio squale rosso Tommaso il Forestiere, che insieme al Centurione Santillo ed al grande Cesare Augusto Ridda hanno costituito un gran Triunfirato,… le galline vecchie fanno buon brodo.
    Per adesso, per niente infastiditi da certe passeggere ed illusorie infestazioni, con saggezza e lungimiranza aspettano l’evolversi delle situazioni per valutare i vari programmi elettorali che sono nell’aria, come quello di Peppino / F.Cerase e quello delle donne per cercare poi di adoperarsi per una solida ed efficace unità.

  19. Spiace vedere che il dibattito sul turismo – alias la qualita’ della vita – abbia preso la strada delle polemiche politiche, per di piu’ sotto spoglie da decifrare, almeno per me che non sono un procidano. Ma che spera di diventarlo, dato che ho acquistato una piccolissima casa sull’isola. E’ vero che la politica dovrebbe orientare le scelte, ma se i bisogni non vengono percepiti da una parte dei cittadini che si accontentano dell’esistente perche’ “va bene cosi'”, ogni volonta’ di migliorare le cose resta solo la chimera di pochi (?) ostinati sognatori. Sono d’accordo con chi dice che la qualita’ della vita, il traffico, la mondezza, nulla hanno da spartire con il turismo, ma a che devono essere punti di partenza necessari ed obbligatori in primo luogo nell’interesse della comunita’. Ma per ottenere qualche obiettivo chi governa deve sfidare l’impopolarita’ di chi non ha interesse al cambiamento, perche’ ovviamente si fara’ nemico chi di notte scarica lavatrici rotte e televisori in giro per l’isola, come ad esempio nell’arco del casale vascello che dovrebbe essere un monumento (c’e’ anche il cartello turistico!) o sotto alla Corricella, oppure sale il canalone in moto a tutta velocita’, tanto neanche i vigili ci fanno caso. Se non si prende coscienza che questi problemi incidono sulla vita prima di tutto dei procidani e devono essere eliminati anche contro l’abulia della minoranza maleducata, parlare di turismo sara’ come svoutare il mare col cucchiaio….Solo dopo si potra’ decidere se puntare sull’aumento dei flussi turistici (non sia mai!) o, al contrario sul miglioramento della qualita’, che forse sarebbe piu’ sostenibile in un’isola “stretta” come Procida ed anche piu’ remunerativo per chi di turismo lavora ed imporrebbe allora di porre piu’ attenzione alla sciatteria di molte strutture e dedicarsi al restauro del Palazzo merlato e delle altre bellezze dell’isola

  20. @GIUSEPPE
    finalmente!!!!!
    Finalmente dici qualcosa di razionale e coerente….
    sono d’accordo con te che per fare turismo sia necessario uno spirito comune che non interessi solo ed esclusivamente le categorie commerciali interessate al turismo stesso o al suo indotto ma è necessario che il contesto urbano\sociale sia coinvolto interamente.
    Hai ragione a dire che è necessaria la predisposizione di TUTTI ai contatti umani.
    Credo che ci siano delle opportune precisazioni da fare. A tal riguardo, prima di tutto, ti consiglio la lettura (o la ri-letture) di un testo “l’isola dentro” del grande sindaco che fu il Dott. Vittorio Parascandola; nel suo piccolo libello trattò da precursore e con lucido acume in comportamento degli scoglitani nei confronti di ciò che viene ritenuto straniero a prescindere dal reale status sociale ed economico.
    Come direbbe lui…. all’affitta dello strummolo… i cittadini “comuni” che non traggono lucro diretto dal turismo andrebbero sensibilizzati ed incentivati al fine di stimolare in essi una maggiore predisposizione a ciò che da fuori vien dentro la nostra piccola comunità.
    Ma come? Come?
    L’obiettivo è motivare ed accattivare chi fin’ora ha solo subito gli svantaggi di un turismo mal gestito che ha depauperato Procida delle sue risorse più rare, l’ha inquinata con elementi esogeni e destabilizzanti ed ha alimentato una crisi di rigetto che indubbiamente va invertita per evitare un ulteriore affossamento del nostro piccolo paradiso.
    Fino a quando ognuno di noi baderà solo ed esclusivamente al suo piccolo orticello, in condizioni di sublime egoismo, non sarà possibile riunire tutti verso un’unica direzione, anzi, i binari divergeranno sempre più. E’ difficile far entrare nella zucca della gente che più soldi arrivano sulla nostra isoletta e più si può star bene ma solo perchè è arduo dimostrare che le nuove iniezioni di risorse economiche verranno effettivamente spese per il bene comune.
    Se i Tour operator vogliono collaborazione l’avranno, ma tale collaborazione ha un costo che è legato alla completa fiscalizzazione del loro operato. Contratti di affitto registrati (creando una cooperativa ad hoc come a Capri) e VERI controlli sulla fatturazione in nero genereranno inizialmente un maggior gettito fiscale ed una più reale padronanza degli indicatori economici al fine di poter spingere le risorse nella direzione più proficua. Inoltre, in secondo luogo, la messa in luce dell’economia sommersa potrà favorire il raggiungimento di standard qualitativi (dei servizi offerti) sensibilmente più alti.
    Sono concetti chiari ma sono a tua disposizione per eventuali ulteriori specifiche, da evitare in un blog come questo.

    ciao

  21. Fà piacere osservare che il rapporto Attilio/Geppino stà rientrando in una sfera di amichevole cordialità.
    Saluti ed auguri franco-

  22. Nel rivolgere un caldo ed amichevole benvenuto a Paolo bc, approfitto per chiarire e scusarmi della mia intrusione che ha allontanato tutti dal tema originario, quindi ripeto chiedo scusa a tutti i partecipanti del blog e sopratutto a Paolo che più ne ha percepito il senso polemico perchè non vivendo sul posto giustamente non trova opportune ragioni e giustificazioni in merito a quanto avvenuto.
    Sono stato chiamato in causa da Vanni, che infastidito ed allarmato dalla piega che che si stava prendendo, dovendosi egli allontanare e quindi non avere poi più la possibilità di seguire la vicenda a pregato me di seguirla ed intervenire opportunamente nel caso fosse necessario.
    Come certamente si è capito lo scopo dei miei interventi era finalizzato solo ad allontanare chi crede che ha il diritto di poter entrare in casa altrui solo per portarne confusione e scompiglio convinti che questo è un modo sano, corretto e costruttivo per fare politica. Il pericolo consiste nel fatto che questi signori rampanti hanno la pretesa di voler entrare a far parte del sistema amministrativo dell’isola, il che, a nostro avviso, certamente porterebbe all’annullamento totale di quel poco di buono ancora esistente. Con questo non vogliamo imporre il nostro modo di pensare, siamo sempre pronti a relazionarci in maniera onesta, aperta e chiara con chiunque voglia lealmente farlo, ma anche pronti a combattere, provocazioni, depistaggi e cose del genere finalizzate solo ad ingarbugliati e furbeschi personalismi.
    Nella speranza che si sia nuovamente entrati in un clima di durevole serenità, saluto e benedico tutti Frà Valerio.

  23. Ieri sera ho saputo per caso che l’assessore al turismo avv. Enrico Scotto di Carlo si è recato alla Bit di Milano per rappresentare Procida. Trovo l’iniziativa positiva e responsabile che mette nuova luce sull’assessore, che certamente aprirà buoni spazi di collaborazione con gli operatori turistici-

  24. Mi sono dimenticato di aggiungere che pare assieme all’assessore c’è anche l’avv. Taliercio, presidente della Confesercenti-

  25. Franco Ridda l’ufficio stampa del comune di Procida!? Che meraviglia. Dall’imprenditore all’uomo di comunicazione. Ti se scordato Michelino dell’Ascom e Borgogna ,vedi che si pigliano collera.

  26. Ma chi sei quello vero o quello falso? Credo più quello falso, poichè vedo sei molto addentro a certe questioni, non sapevo di Borgogna ecc. sai non sono come te che all’occorrenza sa come navigare nelle acque comunali, io purtroppo le informazioni le raccatto al bar.
    Vedo che mi stai un pò alle calcagne, forse senti la mia mancanza? Non ti preoccupare che prima o poi ritornerò a rivitalizzare il tuo forum che pare essere completamente morto, come vedi da questa parte sappiamo essere sempre vivi, allegri ed anche molto attenti alle invasioni barbariche, ciao a presto, mi raccomando non farci sentire la tua mancanza, torna presto. Sto pensando che forse sarebbe il caso di venire a farti compagnia stasera all’Augusteo, ancora ciao-

  27. Allora sei proprio il Frà Valerio falso.
    Il gatto quando non può arrivare al lardo dice che puzza.
    Vedi che il tuo ultimo commento è chiaramente contradittorio-

  28. Tra frati veri e falsi si è perso il filo del discorso…
    Per completarlo andiamo a vedere come siamo messi nel periodo estivo (quello di massima presenza turistica)immediatamente oltre la linea di costa: anche qui caos generato stavolta da branchi da CAFONAUTI intenti ad una specie di “turismo balneare” che guarda caso non porta nemmeno un centesimo alle comunità ospitanti. É superfluo sottolineare che non mi riferisco ai quei diportisti seri o addirittura ai velisti che sono gli autentici amanti e cultori del mare (anzi fa piacere notare che nel porto di sent cò aumenta sempre più la presenza di barche a vela). Il riferimento, ripeto, è ai branchi di cafonauti, a tutto il bordello che creano e alle cataste di illeciti che commettono, per cui il povero residente o il malaugurato turista sbarcato a Procida deve sopportare simili sguazzi.

    Ma chi è il cafonauta?
    Eccone una descrizione

    “Questi italici cittadini, a prescindere dagli specifici natali, presentano una serie di analogie che non si riscontrano neppure nel DNA di due gemelli monozigoti polinesiani(…) I Cafonauti guidano le loro imbarcazioni come se fossero autovetture in un parcheggio: il mare o una spianata di cemento suddivisa in segmenti di colore giallo o blu sono la stessa identica cosa. Primo effetto dello scarrocciamento sarà che il panino che il diportista si stava godendo gli andrà di traverso. Ma il brutto dovrà ancora venire. Non appena la vittima delle manovre del cafonata si arrampicherà sulla battagliola in teak tirato a lustro dello yacht per far valere le sue ragioni, assisterà a una scena che nemmeno Petronio nel Satyricon avrebbe potuto immaginare e che lo indurrà a fare precipitoso ritorno sulla propria barchetta: commendatori panciuti e paonazzi che rincorrono aragoste vive nel tentativo di gettarle in una pentola bollente, ricci strappati dai fondali e vivisezionati per divenire condimento dello spaghetto al dente, bottiglie semivuote che, una volta scolate, finiranno regolarmente in mare assieme al resto della spazzatura”.

  29. Ciao Davide come tempo fa ti dissi penso che bisogna fare qualcosa nell’immediato e non aspettere forse anni che si realizzi il progetto boe, perciò sono sempre dell’idea di mettere…subito…il sistema della tassa di ancoraggio, già sarebbe qualcosa, non ti pare?
    Ti saluto-

  30. E poi che fai, ti organizzi alla meno peggio con un barchino e passi a chiedere la tassa a ogni imbarcazione che ha ancorato entro un miglio dalla costa? Mi ricorda il film con il “caciocavallo” , il quale credendo di aver comprato la fontana di Trevi subito inizia a chiedere la tassa per ogni fotografia scattata alla fontana.
    Prendiamo esempio da chi sta 100 anni più avanti di noi nella gestione del turismo, del territorio e dell’ambiente…e non facciamoci prendere da istinti di “napoletanità” o peggio di “procidesità”.
    É un invito sincero e onesto 😉

    Ciao

    Davide

  31. Davide mi sai allora dire quando sarà possibile veder realizzato il progetto delle messa in opera delle boe?

  32. èh èh Franco, è una domanda da un milione di euro. Sicuramente non entro quest’anno considerate le condizioni in cui siamo.
    Non riusciamo a separare la plastica dal vetro, dove ci presentiamo?
    Mi informerò se esiste qualche ente o associazione che distribuisce bandiere nere oltre alle blu…se proprio non meritiamo la nera, una affumicata ci sta a pennello.

    Ciao

    Davide

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