Crisi finanziaria e crisi ecologica, un’unica origine

Riceviamo via Giosuè Scotto, questo interessante articolo apparso su Alternative per il Socialismo, n.8, gennaio-febbraio 2009.
Crisi finanziaria e crisi ecologica, un’unica origine: il Capitalismo
di Carla Ravaioli
Pochi, anche a sinistra, comprendono qual’è la posta in gioco e quanta libertà sia consentita da una crisi come quella attuale.
“Ma tu lo sai quante crisi ha attraversato il capitalismo? E quali speranze ogni volta sono nate nel mondo del lavoro? Speranze poi puntualmente crollate di fronte a clamorosi rilanci del sistema, alla conquista di nuovi pezzi di mondo?”
Di questo tenore è di regola la risposta delle sinistre quando si avanzi l’idea che, forse, la crisi attuale potrebbe proporsi come occasione per provare a ripensare il mondo… continua la lettura del pdf

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9 pensieri su “Crisi finanziaria e crisi ecologica, un’unica origine

  1. Il crollo del “comunismo” nell’ex Unione Sovietica ha portato all’inevitabile conseguenza di una esasperata rivalutazione e definitiva accettazione del modello economico U.S.A. che si basa su uno sfrenato uso del sistema capitalista.
    Anche i paesi,che ,capitalista,non erano,come l’Italia, hanno accolto questo nuovo credo economico,acriticamente e passivamente,senza analizzarlo e studiarlo a fondo.

    Ora con il crollo del “Sistema Capitalista Mondiale” che sta coinvolgendo tutto il pianeta,abbiamo imboccato un tunnel da cui non si sa se si riuscirà ad uscire.
    Non se ne conoscono,di questa crisi,nè le origini nè gli interventi correttivi da fare nè la durata:a mio modestissimo parere sarà “un crollo EPOCALE che investirà tutte le economie mondiali,e da cui non se ne uscirà se non sarà inventato un “nuovo sistema” non più basato sul capitalismo esasperato che ha portato il mondo alla soglia dell’autodistruzione non solo dal punto di vista economico ma anche ambientale e sociale.

    Ora che sono crollati i due modelli di sviluppo,quello comunista e quello capitalista, dove andremo, cosa faremo:nessuna forza politica,nemmeno “la Sinistra”,è in grado,a tutt’oggi, di indicarci le coordinate per una nuova rotta:vedo il buio totale.

    Secondo me,prima di reinventarci un nuovo modello di sviluppo,bisogna ripartire dall’origine,dall” essere umano”,dalle sue vere esigenze, i suoi veri desideri, i suoi veri bisogni,bisogna “partire dall’interiorità dell’uomo” per impostare un modello di sviluppo che sia”a sua misura e alla sua portata”,e che non deve distruggere il pianeta consumando a dismisura le risorse di esso.

    Secondo me questa crisi non sarà passeggera:ripeto, se non ci saranno svolte, decisioni “EPOCALI” che stravolgerà questa civiltà moderna che ci porta a consumare tutto,non andremo da nessuna parte,saremo sempre punto e daccapo.
    Voglio fare solo un esempio per farmi capire:se in campo energetico non si attua una politica di sfruttamento di risorse alternative,ecologiche ,vuol dire che non si vuole cambiare:necessita una vera riconversione industriale in senso ecologico,come ben scrive Carla Ravaioli nel suo testo.

  2. Stanco e forse anche annoiato di leggere il lungo articolo segnalato da Giosuè poichè non credo dica cose in più di quello che abbondantemente abbiamo già noi stessi detto negli ultimi tempi attraverso le discussioni avute sui tanti e svariati argomenti proprio su questo blog. Spero che non mi si accusa di voler fare il saputiello, ma Comunismo / Capitalismo, Destra / Sinistra,… non sono altro che le facce della stessa medaglia e quindi si ritorna sull’argomento dualistico di cui abbiamo già parlato. Mi trovo d’accordo con Giuseppe quando dice che bisogna partire dall’interiorità dell’uomo, questo è il vero punto, la chiave stà proprio e solo nel suo miglioramento ed a mio avviso per farlo dovremmo forse capire meglio il concetto della morte, del suo valore e della valenza psicologica che inevitabilmente esso riporta nel nostro sistema sociale.
    Qualche giorno fa la trasmissione televisiva Leonardo ha riportato una teoria, alquanto filosofica aggiungo, che secondo un accreditato pensatore contemporaneo, alla fine di questo secolo sul pianeta non saremo 14 o 20 miliardi di persone come da previsioni, ma bensì meno di un miliardo, poichè secondo questa teoria la terra è un essere vivente e quando non avrà più la possibilità di produrre cibo e quant’altro serve alla nostra sopravvivenza automaticamente farà in modo da ripristinare i dovuti equilibri.
    Voglio ancora aggiungere che, a mio avviso, Carla Ravaioli indica troppo la Sinistra, come unica via di salvezza del genere umano, ripeto è l’uomo che nel suo assieme deve migliorare, tra l’altro dando uno sguardo ai politici italiani di Sn, comprendiamo benissimo che sono solo uomini e si comportano solo come tali ed anche, aggiungo, incapaci di trovare il collante necessario per stare insieme e quindi esistere partiticamente, questo perchè si comportano appunto da uomini che avvisano la necessità di prevaricare l’uno sull’altro-

  3. Attenti a non far “dell”interiorità dell’uomo” una nuova crociata, un nuovo integralismo. L’uomo che, attratto dal miraggio del materialismo non riesce, ovviamente, a placare le sue ansie né a risolvere i suoi problemi né a raggiungere la felicità tanto desiderata, fa dell’interiorità la sua ultima salvezza, come il peccatore che sul punto di morte chiede l’assoluzione dei suoi peccati. Un mio conoscente che ne ha combinate (e ne combina ancora) di cotte e di crude, abusivismo compreso, ora diventato “spirituale” come per incanto, non parla d’altro!!! Non dimentichiamoci che in medio stat virtus, e che è nella quotidianità che la vera interiorità trova la sua espressione.
    “L’uomo giusto non ha bisogno di Dio. Non ha bisogno di quello che possiede. All’uomo giusto non serve niente, non fa caso ad alcuna cosa, egli ha Dio e perciò non serve niente” diceva un grande mistico medievale.
    Un anarchico, più prosaico, ma altrettanto diretto, direbbe che la rivoluzione comincia in casa propria…

  4. La necessità di partire dal proprio”io”,dalle sue esigenze vitali,per me, non rappresenta nè un nuovo integralismo,ne la scialuppa di salvataggio dell’ultima salvezza.
    Io sono convinto,come l’insegnamento Socratico ci detta(Conosci te stesso e capirai gli altri)che è solo con questa ricerca interiore,profonda,che possiamo impostare un modello di sviluppo a misura d’uomo.
    Io auspico un modello di sviluppo che soddisfi le esigenze primarie dell’uomo,che ,certo non si avvicina a questo sistema di società ,il cui unico motto è:”usa e getta” e sarai felice.
    Quindi voglio una sociètà

    in cui non si rincorre “il successo” a qualsiasi
    costo,ma una società dove i valori predominanti siano:la famiglia,il senso del bello,la cultura, l’ecologia,l’amore del prossimo e non l’egoismo esasperato(che,in questa cultura occidentale,è predominante),e,non ultimo,la ricerca del proprio”io”avendo come obbiettivo primario non una concezione materialista della vita,ma spirituale e tesa a mettere in pratica,si quotidianamente(come,penso voleva dire PRIMO MAGGIO),
    i moniti che la nostra coscienza(chiamola come vuoi,Spirito Santo che è infuso in ognuno di noi) ci detta.
    Per ultimo penso che avere una visione spirituale della vita,nella quotidianietà, debba essere l’obbiettivo di tutti gli uomini.

  5. Vorrei spiegare, spero in modo semplice, cosa intendo per spiritualità. Non essendoci esperienza più concreta e reale, perché implica e mette in gioco l’individuo in toto, è necessario sfatare alcuni miti.
    Le grandi tradizioni sostengono che quando l’allievo è pronto il maestro si presenta. Questo maestro lo si può chiamare maestro interiore, chiesa interiore, spirito, Anima Mundi, Dio, intelletto ecc. ecc.; insomma ha innumerevoli nomi.
    Credo che l’immagine più efficace per rendere l’idea sia quella utilizzata dai mistici e da tutte le grandi tradizioni spirituali, cioè l’immagine della”discesa” improvvisa, fulminea dello spirito nel fondo dell’anima (dove risiede il vero Sé, l’atman indù, ancora assopito)
    Questa è la prima fase. Praticamente, questa unione o ri-unione dell’intelletto con il Sé più profondo fa sì che di colpo le cose diventino reali, acquistino corporeità. E’ l’esperienza della concretezza, e tutto dico tutto, acquista un senso, una dignità. E’ la scoperta della sacralità della vita.
    Però, c’è un però, superata la fase della meraviglia, l’ego riprende i suoi diritti. E’ la fase più critica in cui si rischia sia il fanatismo perché si è convinti di essere in possesso di una verità assoluta condivisibile da tutti, sia la regressione sotto forma di depressione per il sentimento di perdita dello stato di grazia.
    La seconda fase è quella della lotta. Lotta interiore, beninteso, per cercare di capire, di non soccombere all’ego che sta sempre dietro all’angolo.
    “Credo per comprendere e comprendo per credere” diceva sinteticamente Sant’Agostino.
    Considero quindi la spiritualità una lotta (interiore) senza quartiere per la libertà di pensiero.

  6. Non credo che per migliorare la qualità della vita in tutti i suoi aspetti partendo dal miglioramento dell’interiorità umana si possa considerare una crociata o più ancora un nuovo integralismo. A mio avviso questa è l’unica strada possibile che è senz’altro da considerare come “il vero fine” dell’intera umanità, infatti un tempo era molto diffuso, cannibalismo, schiavitù, sacrificio umano e tante altre barbarie che l’umanità è riuscita a superare appunto migliorando interiormente, non ultimo il caso Obama, “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza”.
    Purtroppo devo smettere perchè mi trovo a Napoli e con questo computer non vado bene, ogni tanto sparisce tutto e perdo il lavoro fatto, quindi non posso dilungarmi molto, cmq voglio dire che l’argomento mi piace, si parla di Se, di Mistica, di Ego, di Spiritualità, onestamente sarei portato ad accostare anche termini forse più definiti poichè più comprensibili come ad esempio Super Io, Io, Es, penso sarebbe opportuno parlare anche di Morte, poichè l’assenza di questo termine dalla discussione mi fà pensare che è considerato da tutti un pesante tabù-

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