Tonni rossi e buon senso

Davide ci passa quest’articolo a firma Domenico Ambrosino apparso sul mattino del 23 ottobre che illustra una situazione Kafkiana: C’è un allevamento di tonni rossi che forse verranno macellati in maniera tradizionale (un mare di sangue e molta sofferenza per i tonni) perchè una serie di rigidità da tutte le parti impedisce ad AKUA ITALIA di introdurre un fucile speciale nell’area protetta che servirebbe ad abbattere i tonni (che ormai ci sono) in maniera meno cruenta.
Ora io penso che si sia fatto un uso strumentale delle denunce della LAV poichè l’interesse di questa associazione (e anche di tutti gli esseri con un minimo di umanità) sia di far soffrire il meno possibile i poveri animali che già hanno avuto la triste sorte di vivere in cattività.
Per cui, fermo restando che non si potrà pensare per gli anni a venire di ospitare un allevamento di tali dimensioni nel parco di Nettuno (dove tra l’altro, per il momento, centinaia di barche continuano allegramente ad ancorare in zona B) penso che dovremmo tutti manifestare affinché sia data la possibilità una tantum di introdurre gli speciali fucili e fare la mattanza nel modo meno cruento possibile.

eccovi comunque l’articolo originale:

Tonni rossi: stop a fucili dopo la denuncia LAV
DOMENICO AMBROSINO Procida. I 3200 tonni rossi allevati nella baia del Caraugno non saranno fucilati. I responsabili dell´area marina protetta Regno di Nettuno e la capitaneria di porto di Procida hanno negato l´autorizzazione alla mattanza, tramite una speciale carabina, chiesta dalla società turca Akua Italia che gestisce l´impianto situato all´interno del parco marino. Il motivo del no: il divieto, imposto dalla legge, di introdurre all´interno dell´area marina protetta, armi, esplosivo ed ogni altro mezzo distruttivo e di cattura. Il magistrato Albino Ambrosio e il dottor Riccardo Strada, rispettivamente presidente e direttore generale del Regno di Nettuno spiegano il divieto: «Non potevamo concedere un nulla osta che la legge proibisce. Ora restano due modi per risolvere la questione: portare le gabbie con i tonni al di fuori delle acque dell´area marina e quindi procedere alla mattanza, oppure effettuare l´operazione secondo il metodo tradizionale che, però, potrebbe comportare nuovi altri problemi a causa dell´enorme quantità di sangue che andrebbe a finire in mare». A questo punto l´Akua Italia ha chiesto al ministero dei Beni ambientali un´autorizzazione speciale che consenta l´uccisione dei tonni tramite la tecnica di questo fucile usato anche per la caccia allo squalo e che, secondo gli esperti, rende meno incruenta l´operazione. Ma sulla vicenda grava la denuncia alla magistratura da parte della Lav – la Lega antivivisezionista – che, oltre a contestare la concessione rilasciata dalle autorità preposte all´attivazione dell´allevamento, ha presentato anche un´istanza di sequestro preventivo delle armi destinate ad uccidere i tonni in quanto il nulla osta concesso, non può estendersi all´introduzione delle armi.

Fonte IL MATTINO del 23 Ottobre

2 pensieri su “Tonni rossi e buon senso

  1. Caro peppino, in realtà è stata la stessa LAV a inizi ottobre a presentare denuncia alla Polizia di Stato per l’eventuale configurarsi del reato di introduzione di armi in zona parco marino, in violazione della legge quadro sulla gestione delle aree protette.
    Purtroppo la frittata è fatta (la responsabilità maggiore resta, a mio avviso, all’ideatore iniziale di questo porcile in mezzo al mare) e come al solito siamo al “si salvi chi può”.
    Anch’io la penso come te, prima se ne vanno a farsi xxxx… meglio è per tutti.

  2. a proposito del parco vorrei farvi notare che nella vicina isola d’Ischia con 7 milioni circa di presenze l’anno, non c’è uno straccio di depurarote per cui va tutto ammare compresi chimica per le piscine e fanghi vari. Più che il regno di Nettuno questo è il regno di nettu-rbi_no. Altro che tonni rossi 👿

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