Lettera sul porto dal vicesindaco

Il vice/sindaco Luigi Muro ha scritto una lettera aperta spiegando le ragioni dell’amministrazione per la vendita del porto. La pubblichiamo anche noi in formato pdf (vista che era anche destinata alla stampa) pensando di fare cosa gradita ai nostri affezionati e per dare nuovo materiale di riflessione alla discussione sull’argomento.

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7 pensieri su “Lettera sul porto dal vicesindaco

  1. Ho letto la lettera del vicesindaco e vorrei fare alcune considerazioni che mi nascono spontanee.
    Per prima cosa viene da dire che,dopo 10 anni di amministrazione Muro,siamo alla frutta:se si vendono tutti i beni patrimoniali,cominciando
    dai beni dell’ex IPAB, passando per la vendita prevista delle case alla Corricella e arrivando alla vendita delle quote azionarie del porto alla M.Grande,beh allora bisogna dire, come minimo,che non si è operato bene.

    Se le casse del Comune erano cosi disastrate(retaggio di debiti di fine periodo del dissesto,piu vecchi e nuovi contenziosi(macello comunale,punta Solchiaro,scuola media e altro ancora),allora io ,da semplice cittadino che sono,mi domando che politica si è adottato per fronteggiare questa emergenza.
    Non si è fatto una politica restrittiva di contenimento della spesa,di attenta valutazione dei bilanci, si è “scialacquati” esageratamente,e ora che i nodi sono venuti al pettine non si sa che pesci prendere.

    Ci si è venduto pure la nuova concessione ai turchi(facendo una clamorosa marcia indietro,dopo averla revocata).Ma che ci resta piu da vendere?
    Vogliamo parlarne di alcune di queste spese superflue?
    Chi non ricorda l’assunzione dei “vigili padani”(una vera e propria trovata publicitaria che è servita solo ,al nostro condottiero,di farsi bella mostra nelle TV e sui giornali;del fitto dell’ex Eldorado e delle relative spese di ristrutturazione e guardiania;della fallita sperimentazione del ripascimento delle spiaggie(un progetto miracoloso adottato con evidente superficialità); dell’assunzione, a tutt’oggi,di nuovi”vigilini” ,come se non bastassero quelli esistenti, che si preoccupano solo di imboscarsi e farsi belli con i galloni sulle spalle;di tante altre cose che non sto qui ad elencare.

    Il tempo delle “vacche grasse” è finito,e ora non si sa che pesci prendere.

    Per quando riguarda della vendita delle quote azionarie del porto,NON E’ ASSOLUTAMENTE VERO che è un atto dovuto ,per legge.
    La finalità istituzionale in “Isola di procida navigando” è pienamente rispettata ed attuata.

    Il decreto legislativo 2ooo,n. 267,così recita nell’art.5:I comuni concorrono alla determi8nazione degli obiettivi contenuti nei piani e programmi dello Stato e delle REGIONI e provvedono,per quanto di competenza,alla loro specificazione e attuazione.
    La legge regionale stabilisce forme e modi della partecipazione degli enti locali alla formazione dei piani e programmi regionali e degli altri provvedimenti della Regione.

    Quindi non diciamo favolette: ci si vende,solo ed esclusivamente ,per rimpinguare le vuote casse comunali.

    Le scelte scellerate della SEPA ,dell’EVI,porteranno nuovi debiti che si aggiungeranno agli altri gia esistenti.
    Mi domando,poi, come mai a fronte della scelta privatistica del porto,in controtendenza,ci si avvii a una gestione totalmente pubblica della Nettezza Urbana e dell’acqua.
    Mi sembra una palese contraddizione. Si abbandona un settore, quello della portualità turistica in pieno sviluppo, che, potenzialmente, potrebbe portare nuova linfa alle casse comunali ,e non si privatizza
    anche il servizio della N.U.
    La scelta stratregica dell’abbandono del porto per fare cassa,potrebbe risultarsi un “boomerang”,potrebbe servire oggi,ma,certamente,a lunga scadenza,non sarà una scelta oculata e lungimirante.

    Quindi,è assolutamente necessario fermare il passo a chi è stato il principale protagonista della scena procidana nell’ultimo decennio, visto la sua politica dissipatoria delle risorse pubbliche,prima che i procidani tutti se ne dovessero pentire amaramente,in un futuro ormai prossimo.

    Saluti

  2. Il documento a firma del vice Sindaco, sull’intera vicenda amministrativa per la realizzazione e la gestione del Porto Turistico di Marina Grande, è una complessa dichiarazione resa a futura memoria, da un re “che ormai è nudo”.
    Laddove se la prende con i capipopolo, ovvero con gli esponenti del Coordinamento Cittadinanza Attiva, tirando in ballo lo statuto comunale che a suo avviso “è fuori luogo” per discutere la questione suddetta in Consiglio Comunale, lo fa appositamente per confondere le idee ai procidani a digiuno della conoscenza della Legge che disciplina l’Ordinamento dei Comuni e delle Provincie. Infatti, il 3° comma dell’art. 8 (Titolo Partecipazione Popolare) della suddetta legge, recita così: “Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione (n.d.r., qui il legislatore si riferisce ai Referendum Popolari), nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte dei cittadini singoli ed associati diretta a promuovere interventi per la migliore tutela degli interessi collettivi e, devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame (n.d.r., in questo ultimo punto sottolineato, rientra il caso dell’istanza presentata al Presidente del Consiglio Comunale dal Coordinamento con proposta ai sensi del 1° e 5° comma dell’art. 9 dello Statuto Comunale, che per non appesantire la lettura di questo intervento, si pubblicano integralmente a margine*).
    Per il Vice Sindaco, invocare le suddette norme dello Statuto Comunale per ottenere l’adozione da parte del Consiglio Comunale di una delibera ricognitiva sull’intera vicenda amministrativa e la gestione del Porto Turistico di Marina Grande, ostacola l’azione amministrativa.
    La sua è rabbia e non ragione!
    Perché, con due volantini e con un’assemblea pubblica svolta nei giorni scorsi, gli abbiamo rotto “le uova nel paniere”, pubblicizzando l’intera vicenda del porto turistico, visto che l’intero Consiglio Comunale ha lasciato fin ora correre tutto.
    Per chi come me, che è stato l’estensore materiale dell’istanza innanzi detta per conto del Coordinamento Cittadinanza Attiva, con una procedura intrapresa circa la richiesta al Consiglio Comunale, quasi inedita rispetto a quella consueta seguita dai consiglieri comunali. Dopo le affermazioni pretestuose del vice sindaco, non può fare altro che prendere atto della mancanza di volontà politica a far partecipare i cittadini singoli o associati all’amministrazione locale.
    Vorrei poi dire al Vice Sindaco, dove sta la malafede dei capipopolo?
    Essi non chiedono altro che l’adozione di un atto deliberativo ricognitivo, al fine di approfondire tutta la questione del porto turistico, di procrastinare a tutto il 31-12-08 p.v. ulteriormente i termini di scadenza del bando deliberato dalla giunta e, infine, di stabilire come da consulenza espressa dal Segretario Generale del Comune, pronunciata nella delibera del bando circa l’offerta degli stessi partecipanti alla gara sia in aumento rispetto ad un minimo preordinato.
    Ci sono tutti i buoni motivi per affermare che, di giorno in giorno a Procida, si stanno restringendo tutti gli spazi di democrazia, soprattutto, quando vengono disconosciuti e sottovalutati i contenuti dello statuto e dell’art. 8 della legge sull’ordinamento degli Enti Locali.
    Da sottolineare, che questa omertà politica, rende sempre più difficile il confronto sulle questioni amministrative.
    E’ proprio la mancanza di confronto che ha determinato un siffatto sistema di potere oligarchico che va combattuto giorno per giorno.

    *Art. 9 comma 1. Per la tutela delgi interessi collettivi, i cittadini singoli o associati possono avanzare istanze, petizioni e proposte su aspetti che riguardano l’azione amministrativa del Comune.
    Comma 5. Le proposte dirette ad ottenere l’adozione di un atto deliberativo del Comune, devono essere sottoposte all’esame del competente Organo Comunale nella prima adunanza successiva alla loro presentazione che deve avvenire entro e non oltre 20 giorni.

  3. PORTO TURISTICO: NO ALLA DISMISSIONE DI UNA RISORSA STRATEGICA PER L’ISOLA RILANCIAMO L’INIZIATIVA PER IL SUO PIENO CONTROLLO E LA SUA VALORIZZAZIONE

    Il Vicesindaco Luigi Muro esplicita in una lettera aperta le ragioni che motivano la decisione dell’Amministrazione di vendere il pacchetto azionario del 49% che il comune detiene in Isola di Procida Navigando Spa la società che gestisce il porto turistico e che ha come socio di maggioranza al 51% la Regione Campania. Come Coordinamento Cittadinanza Attiva rivendichiamo il piccolo merito di aver aperto su tale questione un dibattito pubblico, anche con un’istanza che chiede lo svolgimento di un Consiglio Comunale Aperto vista la rilevanza del tema e le implicazioni future che esso comporta per l’isola, superando in tal modo la cronica incapacità, che giustamente il vicesindaco Muro deplora nella sua lettera, dell’Amministrazione Lubrano-Muro di comunicare le proprie scelte amministrative. Limite ben più grave dei presunti mestatori o capopopoli in circolazione ch’egli paventa.

    Veniamo al merito. Nella sua lettera il Vicesindaco svolge a favore della vendita tre argomenti preceduti da una ricostruzione storica. Su quest’ultima solo una considerazione: se il comune controllasse il 51% di Isola di Procida Navigando Spa probabilmente non saremmo qui a discutere e se ciò non è accaduto è sulla debolezza del “Sistema Paese”, sulla nostra capacità come Isola di operare congiuntamente (Amministrazione, opposizione, partiti, Associazioni, Cittadini) quando l’obiettivo è condiviso, che dobbiamo riflettere.

    Vediamo il primo argomento addotto: il presunto obbligo di legge a vendere.
    Recita l’articolo 3 commi da 27 a 32 della legge finanziaria 2008: “Tutte le Amministrazioni pubbliche, Regioni, Comuni, Province, etc, non possono costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessari per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né assumere o mantenere direttamente o indirettamente partecipazioni, anche di minoranza, in tali società.
    Da questo articolo, afferma il Vicesindaco, deriva per noi la coercizione alla vendita. Ci sembra una PALESE e FALSA SEMPLIFICAZIONE. Il progresso dell’isola e quindi l’attivazione e gestione di un porto turistico come mezzo per la sua crescita e il suo sviluppo sono evidentemente finalità istituzionali dell’ente comunale (mica stiamo parlando di un allevamento di bufale). Altrimenti si dovrebbe sostenere che l’operazione d’investimento fin qui sostenuta per creare il Porto Turistico era un’operazione meramente speculativa che tradiva dall’inizio i fini istituzionali dell’ente. E ancora perché mai l’obbligo di dismissione è solo per il comune e non per la Regione Campania? Il fatto che sul mercato si metta un’altra partecipata come la fallimentare per l’interesse pubblico società “Parco letterario” non prova certo questa obbligatorietà. La legge inoltre stabilisce un termine di 18 mesi entro i quali dismettere. Perchè tutta questa fretta?

    E veniamo al successivo argomento del Vicesindaco. Dopo aver trasformato in obbligo di legge ciò che nel nostro caso obbligo non è, ecco un altro colpo di prestigio del mago Zurlì della nostra Amministrazione: rovesciamo una scelta imposta in azione positiva, facciamo di necessità virtù. Con la vendita delle azioni di “ Isola di Procida Navigando Spa “ possiamo liquidare i mutui che da anni gravano sul bilancio comunale per 700.000 euro all’anno, con grandi vantaggi per le casse comunali e quindi per la comunità isolana. Senza entrare nel merito sulle cause dello stato disastroso del bilancio imputate esclusivamente alle gestioni precedenti la virtuosa gestione Muro nulla da eccepire davanti a questo ardito capolavoro di perizia amministrativa.
    Se non che poggia su questa discutibilissima premessa: il porto turistico per il solo fatto di esistere ha già raggiunti i suoi obiettivi d’indotto turistico-commerciale, di creazione di posti di lavoro diretti ed indiretti, di utile per le casse comunali.
    Ragionamento interessante che considera il porto turistico non come un investimento produttivo ma come bene finalizzato ad una rendita. La rendita è stabile nel tempo, soggetta a variazioni minime. Al contrario un bene diventa produttivo grazie alla qualità gestionale. La produttività è dinamica legata cioè alla capacità di chi gestisce d’inserire il bene nel circuito virtuoso ad esso più congeniale, attivando al meglio tutti i fattori (il lavoro, il capitale, il prodotto e la sua innovazione, gli investimenti), nelle condizioni di mercato date. In concreto qual’è il valore dell’indotto prodotto dal porto e in che misura è possibile accrescerlo. Quanta occupazione ha creato? Diretta e indotta e sue potenzialità di miglioramento. Un porto turistico vende non solo posti barca, ( visione del Porto turistico come fosse un parcheggio) ma soprattutto servizi .E sui servizi, come conferma chi ci lavora , c’è un grande margine di sviluppo..
    Legate a queste osservazioni vi è l’ultima considerazione. Si proclama senza dimostrarlo, neanche fosse un articolo di fede, che l’utile societario non potrà mai eguagliare il ricavato di una eventuale vendita del pacchetto azionario. Mentre si dà per scontato l’entità dell’incasso di tale vendita ,nulla viene detto sull’utile di gestione nell’anno di grazia 2007. E ancora qual è l’utile previsto nei prossimi tre anni? Qual’è il piano industriale di questo porto? Come s’inserisce nel mercato in crescita del diportismo, in particolare nel Golfo di Napoli dove si stanno preparando altri tre porti, Bagnoli, Mologiglio, Vigliena, oltre a quello di Capri, che porteranno a 2278 l’offerta posti barca, a parte i 491 di Procida, senza contare i 1159 di Agropoli. Quindi concentrazione che se non viene seguita con oculatezza rischia di buttare il nostro porto fuori mercato e vanificare l’investimento fatto.
    Come non vedere la delicatezza del momento, la necessità di curare al massimo la fase di lancio del porto stesso, legandolo effettivamente al territorio, alla valorizzazione e riconversione delle tradizionali professionalità marinare in accordo con l’Istituto Nautico, alla visione di un turismo sostenibile, all’armonizzazione con l’ormai operativo Parco Marittimo di Nettuno. Come non vedere le complicazioni che verrebbero a crearsi per l’isola nella gestione complessiva di un Porto che somma esigenze così diverse: di transito passeggeri, commerciali, la pesca, il turismo e che quindi richiede una visione d’insieme, accompagnata da un effettivo potere di armonizzazione.

    E veniamo all’ ultimo argomento. Conviene vendere poiché la generale tendenza alla privatizzazione ci regalerà un socio privato, il quale ricapitalizzando svuoterà il valore e il peso del nostro pacchetto azionario. Questa ipotesi che suona vagamente minacciosa è innanzitutto fortemente contraddetta dalle finalità di Italia Navigando società pubblica sorta nel 2002, quindi un periodo di dilagante sbornia privatistica, per “ Consolidare e qualificare i sistemi locali di piccole e medie imprese e sostenere le regioni e gli enti locali nella realizzazione e nella gestione di progetti integrati di sviluppo della portualità e del turismo nautico. .. Pertanto promuove l’ineguagliabile patrimonio paesaggistico e architettonico delle coste italiane mediante la realizzazione di una rete nazionale di porti turistici… la messa a sistema entro il 2011 di una rete interregionale che connetta, prevalentemente nelle località costiere dell’Italia meridionale, circa 20.000 posti barca attrezzati. “
    Ammettiamo che esista questa generale tendenza alle privatizzazioni, per la verità al momento clamorosamente contraddetta dalle misure attivate contro la crisi finanziaria internazionale, non è più produttivo opporsi con una gestione efficiente e mirante all’acquisto del 2% necessario a controllare la maggioranza della società. Ma obietta Muro la Regione non venderà mai perché lo dice l’Assessore Cascetta. Noi riteniamo che neppure Cascetta per quanto Assessore sia onnisciente. L’orientamento della Regione Campania può cambiare, sia perché cambiano le politiche, sia perché cambiano gli uomini, (Una pressione congiunta del Sistema-paese potrebbe alle prossime elezioni regionali esigere dai candidati di tutti gli schieramenti un impegno in tal senso). A favore di questo obiettivo c’è inoltre il federalismo fiscale ormai alle porte, il quale teorizza e impone la gestione diretta delle risorse territoriali da parte degli enti locali.

    E il bilancio? Un accorta politica amministrativa esige che prima di vendere risorse strategiche per l’isola, come si è fatto in passato con le medesime motivazioni e senza risultati tangibili, si attivi un accorto controllo della spesa corrente. Altrimenti è facile prevedere l’ennesimo fallimento, ne garanzia sufficiente è una delibera che può essere corretta da un’altra delibera . In altre parole è prassi amministrativa corretta un’accorta politica di risparmio sulle spese, subordinando ai suoi risultati le scelte successive.
    Nulla vieta di pensare che una politica di risparmio, questa si virtuosa unita ad una virtuosa gestione del porto turistico produca o avvicini quei fatali 700.000 euro annui che vengono indicati come l’altezza dell’asticella di questo salto nella virtù amministrativa da parte dell’Amministrazione Lubrano-Muro che finora tanto virtuosa non è apparsa.

    In conclusione tutta l’operazione si configura come politicamente non trasparente, priva di lungimiranza e amministrativamente superficiale e affrettata. Per questo chiediamo che venga abrogata o perlomeno sospesa e discussa in un consiglio comunale aperto come già richiesto nell’istanza che abbiamo presentata.
    Al fondo anche in questo caso emerge con scandalosa evidenza uno dei limiti storici di questa amministrazione, limite politico-amministrativo e culturale. Come dimostra anche la vicenda Sepa in questi giorni ribattezzata Sap l’aspetto gestionale di un investimento infrastrutturale o culturale, viene sistematicamente ignorato. Si tratti di un evento o di una infrastruttura, dei cassonetti interrati, del Parco letterario, o del Porto turistico, del Vento del cinema o del Ripascimento spiagge, si dà per scontato che il compito amministrativo si realizzi essenzialmente nel reperire il finanziamento speso il quale, con il suo corollario di benefici immediati per i soliti ignoti, l’oggetto marcerà (o marcirà) da sé. Riparte allora la caccia ai soldi, piluccando tra questa o quella legge, . tra questo o quel fondo Europeo, nazionale, regionale, in vista di un altro generoso, dispendioso e sicuramente sterile, per l’interesse pubblico, traguardo.
    D’altra parte una cultura gestionale presuppone a monte un progetto e a valle degli obiettivi, sottintende una idea-paese in rapporto alla quale selezionare le cose da fare, le priorità da perseguire, gli obiettivi da raggiungere. Ed è questo che oggi manca soprattutto a questa Amministrazione, un’idea di futuro per l’isola capace anche di valorizzare lo slancio etico delle molteplici energie che scalpitano inascoltate sotto la superficie apparentemente quieta della nostra malgrado tutto ancora bellissima isola.

    Coordinamento Cittadinanza Attiva Isola di Procida
    Via Regina Elena

  4. Carissimi amici,

    questo mio intervento successivo a quello sulla questione del porto turistico di Marina Grande, è dovuto solo alla circostanza che il Presidente del Consiglio Comunale, con una propria nota del 06/10/2008, si è impegnato ad inserire nell’o.d.g. della prossima seduta consiliare, l’istanza presentata dal Coordinamento Cittadinanza Attiva, per l’adozione nel merito di un atto deliberativo ricognitivo.

    Non c’erano mai stati dubbi sulla correttezza della procedura seguita dal sottoscritto, quale estensore materiale dell’istanza suddetta ai sensi del 1° e 5° comma dell’art. 9 del vigente Statuto del Comune.

    Pertanto rendo pubblica la nota del Presidente del Consiglio Comunale sig. Giorgio Formisano, e con ciò desidero sottolineare che in uno Stato di Diritto, non si possono ignorare le leggi nazionali e regionali e, tantomeno, lo Statuto Comunale, introdotto e ormai incardinato dal lontano 1992 nell’ordinamento dei Comuni e delle Province, per effetto della legge 142/1990 e successive modifiche e integrazioni (testo unico art. 8 Decreto Legislativo n. 267/2000).

    Inoltre, se si è convinti assertori della partecipazione popolare dei cittadini, singoli o associati, alle decisioni dell’Amministrazione Locale, allora bisogna insistere, perché, come avete potuto notare, le bugie hanno le gambe corte, e la verità viene sempre a galla; con ciò voglio sollecitare i cittadini a fare tesoro di tutte le norme dello Statuto Comunale e dei relativi regolamenti attuativi.

    Gli altri obbiettivi da perseguire, nei prossimi giorni, per la piena attuazione del vigente Statuto e dei suoi regolamenti attuativi sono:

    1. La sollecitazione al Sindaco, autorità competente in materia, per la costituzione delle varie consulte, divise per aree tematiche, previste (ma purtroppo mai fatte decollare, rimaste lettera morta) dallo Statuto e dal relativo documento attuativo.

    2.La sollecitazione al Consiglio Comunale per la nomina del Comitato dei Garanti, organismo vitale per l’indizione e lo svolgimento per eventuali referendum popolari a livello comunale.

    3.La sollecitazione al Consiglio Comunale, affinché il Difensore Civico, renda al medesimo organo la sua relazione annuale sull’andamento del suo mandato, previsto dalle norme statutarie.

    4.La sollecitazione al Sindaco, affinché, ai sensi dell’art. 26 dello Statuto Comunale, indica la Conferenza Annuale sull’andamento dei servizi comunali entro e non oltre il 31/12/2008.

    Qui di seguito si pubblica la succitata nota del Presidente del Consiglio Comunale sig. Giorgio Formisano, del 06/10/2008.

    Cordialmente Tommaso Forestieri

    COMUNE DI PROCIDA
    (Provincia di Napoli) Procida 06 Ottobre 2008
    Protocollo n. 14161
    Al Coordinamento Cittadinanza Attiva di Procida.

    Oggetto: Vs proposta di adozione atto deliberativo consiliare prot. N. 13294 del 17 Settembre 2008-

    In relazione alla Vs proposta, si comunica che il Consiglio Comunale nella seduta del 30 Settembre u.s.

    – delibera n 43- ha già stabilito in via autonoma di sottoporre l’argomento della vendita delle quote azionarie del Comune nella società di gestione del porto di Marina Grande, all’esame della Commissione consiliare.

    Pertanto, appena saranno conclusi i lavori di detto organo consultivo, sarà cura dello scrivente convocare il Consiglio Comunale sulla proposta presentata da codesta Associazione unitamente al parere della commissione per unicità di discussione.

    Distinti saluti
    Il Presidente del Consiglio Comunale
    Giorgio Formisano

  5. In seguto alla risposta alla nota prot. n°14161, del Presidente del Consiglio Comunale, riportata in precedenza, ho provveduto ad inoltrare per il Coordinamento Cittadinanza Attiva, allo stesso Presidente Formisano, la seguente nota depositata al protocollo Generale del Comune di Procida il 13-10-08 con prot. n° 14535

    Oggetto: adozione atto deliberativo Consiglio Comunale prot. 13294 del 17/09/08

    Egregio Presdente del Consiglio Comunale,
    Sig. Girogio Formisano – SEDE

    preso atto della vostra nota prot. n°14161 del 06/10/08, vi chiediamo di farci conoscere con urgenza la data del prossimo Consiglio Comunale, o di indirlo con la massima urgenza e che avrà ad oggetto quanto espresso nella vostra nota innanzidetta, con avviso, che trascorsi 7 giorni dalla notifica della presente, ci tuteleremo davanti al TAR nei confronti di codesto organo.

    Distinti saluti.

    Procida 13-10-08
    Per il Coordinamento Cittadinanza Attiva Procida
    Tommaso Forestieri

  6. Vorrei fare alcune altre considerazioni dopo la lettera che ho publicato precedentemente.

    “Tutti coloro che ad oggi hanno seguito e stanno partecipando al dibattito, inclusi i diversi Capi Gruppo in Consiglio Comunale, sulla questione della cessione del 49% delle quote che il comune di Procida detiene in Isola di Procida Navigando; erano al corrente della richiesta fatta dal Coordinamento, circa la convocazione, ai sensi dello statuto, di un consiglio comunale per l’adozione di un atto deliberativo ricognitivo, sull’intera vicenda amministrativa e gestionale del porto turistico di Marina Grande.

    Questo molto prima, della seduta del 30 settembre, tant’è vero che nella risposta del Presidente Formisano del 6 ottobre, egli fa esplicito riferimento alla medesima richiesta del Coordinamento, fatta in data 17 settembre.

    La data del 6 ottobre era un termine perentorio per la convocazione del Consiglio ed è stata vanificata, a causa di un principio, sorto nell’ambito di una discussione tra ordini del giorno sull’argomento porto nella seduta del 30 settembre. Ordini del giorno presentati da alcuni dei presenti della minoranza e dal vice sindaco Muro.

    Al di là di queste mie precisazioni, volte a mettere in chiaro la vicenda, da un punto di visto strettamente cronologico, per smentire quanto affermato da qualcuno, c’è in data 13 ottobre una ulteriore richiesta singola, al Presidente Formisano pubblicata in precedenza.

    A conclusione di questo mio intervento, mi auguro che tutti, lavorino per far si che una così complessa vicenda quale quella del porto di Marina Grande, sia esaminata con la massima obiettività e lealtà, senza farsi fagocitare dalla logica dell’amministrazione in carica, che da anni vende tutto, pur di resistere attaccata alle poltrone del comune.”

    Saluti Tommaso Forestieri

  7. da http://procida.blogolandia.it/

    Procida. Scadenza bando porto marina grande

    Il 10 ottobre scorso è scaduto il termine per presentare la manifestazione d’interesse per l’acquisto del 49% delle quote detenute dal Comune di Procida in “Isola di Procida Navigando S.p.a.”, società che ha in concessione trentennale gli spazi a terra ed a mare del porto turistico di Marina Grande.

    Le società, gruppi o consorzi che si sono fatti avanti sono:

    Palumbo Spa; Compagnia Fondiaria Nazionale-Savarese Costruzione; Società Marina di Chiaiolella; Arcipelago Campano Spa; Cala degli Aragonesi arl; Investimenti Sviluppo Mediterraneo; Procida Navigando Società Consortile; Gallozzi Group Spa; General Costruzioni arl.

    Parte, quindi, la seconda fase di verifica, da parte degli organi comunali, dei requisiti dei singoli partecipanti, fase che dovrebbe protrarsi per i prossimi trenta giorni.

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