Il buco nero a Procida

Chi segue le notizie di cronaca saprà che il tanto temuto buco nero all’avvio dell’anello del CERN a Ginevra non c’è stato. Ma dove non sono riusciti gli scenziati del CERN e nemmeno il mago Houdini forse potranno i nostri amministratori!
Infatti se non ci diamo una smossa e spingiamo sindaco ed assessori a procrastinare di almeno 2 mesi i termini per l’Invito a manifestare interesse all’acquisto ci potremmo trovare senza troppo rumore ad avere una situazione tipo quella della foto sopra. Se va a finire interamente in mano a privati, casomai completamente staccati da Procida (e forse sappiamo pure a chi 😉 ) il porto turistico per i procidani potrebbe valere come un buco nero. Anche perchè i paletti tanto strombazzati nell’invito potrebbe avere valore mooolto simbolico (bisognerebbe capire quali sarebbero le sanzioni in caso di inadempienza).
Attenzione perchè l’invito e la delibera di giunta che sembrano documenti solo preparatori in realtà non lo sono affatto. Non a caso si legge: Nel periodo di validità della procedura il Comune si obbliga a non avviare altre trattative con soggetti che non abbiano partecipato alla manifestazione di interesse come innanzi regolamentata.
Penso quindi che sia il caso di fare FRONTE COMUNE (abbiamo anche alcuni membri della maggioranza dalla nostra parte) mettendo da parte i personalismi e manifestare adesso per scongiurare che si arrivi troppo velocemente all’alienazione totale (almeno per 30 anni) del porto turistico e casomai per un…piatto di lenticchie 😉

6 pensieri su “Il buco nero a Procida

  1. caro pc ho il sentore che i membri della maggioranza dalla nostra parte non siano proprio dalla nostra parte ma piuttosto dalla propria parte ovvero se ci scappa un posticino migliore, tipo un assessorato o anche meno figuriamoci…

  2. io non tengo una lira..oops.. un euro però mi ci butterei subito nel buco nero!!

    Attenzione che fra poco Tremonti dichiara di regalare il carcere di terra Murata al comune di Procida!
    Ci sono proposte???

  3. Caro pc, tanti nel mondo aspettavamo con trepidazione l’avvio dell’Lhc (Large Hadron Collider), ma non certamente per paura che si creasse un buco nero capace di divorare Ginevra e poi l’intero pianeta, questa bizzarra tesi (che gli scenziati hanno sempre considerato un’autentica fesseria) è stata tirata in ballo da due personaggi, Walter Wagner e Louis Sancho che hanno tentato di bloccare questo programma facendo appello al tribunale delle Haway. La boutade di questi due ha solo avuto il merito di ricordare che al CERN stava per avvenire qualcosa di sensazionale “NON LA FINE DEL MONDO, MA LA MESSA IN SCENA DEL SUO INIZIO”. Penso che taluni notizie vengono divulgate in un certo modo solo per rendere più colorita l’informazione. Spero che, per lo meno per questa volta, non me ne vorrai, ti saluto sempre con affetto, Franco Ridda-

  4. @manuela
    per il momento l’obbiettivo comune è di spostare il termine dell’invito per dare la possibilità alle forze politiche e sociali di studiare possibilità e alternative. Sarebbe già molto se con i consiglieri di maggioranza (che per lo meno per quel che mi riguarda sono di idee politiche diametralmente opposte) si potesse arrivare a questo importante obbiettivo. Poi ognuno farà valutazioni e proposte. In un momento come questo non ti puoi più fidare delle etichette politiche e quindi l’unica e confrontarsi su strategie ed obbiettivi.
    @franco
    si, ho seguito un pò pure io la faccenda del buco nero. io penso che abbia comunque avuto il merito di metter in luce quanto poco sappiamo e di come spesso gli scienziati si comportino in maniera a dir poco “leggera”. Le affermazioni dei soloni del CERN erano comunque troppo pieni di condizionali per i miei gusti e mi ricordavano troppo da vicino i piazzisti del dissociatore… 😉
    comunque bando alle ciance! mi aspetto che postiate (che brutto verbo ❗ ) adesioni per lo meno di principio alla richiesta di spostare il termine dell’invito

  5. hai ragione che per allargare i termini è un tentativo da fare, ma il mio era un pensiero un pò cattivo che purtroppo dati i precedenti nasce spontaneo, ma non ha dietro informazioni certe…

  6. invio testo volantino distribuito dal Coordinamento Cittadinanza Attiva Domenica 14 alla Marina. la distribuzione continuerà sull’isola nei prossimi giorni.

    VENDITA DEL PORTO: NO GRAZIE

    Questa amministrazione prosegue inesorabile sulla strada dello sfascio e della dismissione delle risorse dell’isola.

    Dopo lo sfacelo del territorio, le bollette dell’acqua gonfiate, i costi e disservizi della raccolta e smaltimento rifiuti, ora è la volta del mare. A partire dal porto turistico di Marina Grande.
    Qual è l’idea geniale degli strateghi dello sperpero:
    Venderlo per ripianare il bilancio comunale da loro stessi condotto al fallimento.
    Nel 2004 celebrarono la ripresa dei lavori al Porto turistico come l’inizio di una nuova era di prosperità e progresso per l’isola e il 24 luglio2008, tra squilli di tromba, tagli di nastri e di torte, davanti a pochi intimi lo inaugurano.
    Neppure un mese dopo il 4 settembre 2008 deliberano la vendita della quota comunale del 49% (il 51% è controllato dalla Regione ), con la scusa della finanziaria 2007 che dà agli Enti pubblici 18 mesi di tempo (a decorrere dal 1 gennaio 2008) per uscire dalle società che perseguono fini non istituzionali. Se ciò avvenisse il comune di Procida rinuncerebbe al controllo del suo Porto.
    Ora è palesemente pretestuoso sostenere che in un isola la gestione di un porto ( turistico o commerciale che sia) non rientri tra i compiti istituzionali dell’ente comunale, tanto è vero che Capri e i comuni ischitani si guardano bene dal rinunciare al controllo dei propri porti.

    Vogliamo continuare nella logica dello sperpero di risorse?
    Ricordiamo soltanto alcune delle imprese dei nostri gloriosi Amministratori dei cui esiti disastrosi ancora paghiamo il conto:
    Cassonetti interrati, Sepa, Parco Letterario, Ripascimento spiagge, Recupero Sentieri.

    Questa vendita ci appare ingiustificata, precipitosa, poco trasparente e anticipatrice di futuri disastri finanziari ed economici.
    Il Porto, risorsa fondamentale dell’isola, deve rientrare sotto il controllo dell’Ente comunale. E’ un investimento costato solo nell’ultima fase diversi milioni di euro di pubblico denaro e vorremmo conoscere i risultati di questo investimento:
    Quanto vale oggi il Porto Turistico in termini di redditività, prospettive occupazionali, valori patrimoniali?
    Per rispondere alle esigenze di trasparenza dei cittadini di Procida sul Porto e
    per opporci alla sua vendita indiremo nei prossimi giorni alla Marina Grande una Pubblica Assemblea.

    Coordinamento Cittadinanza Attiva Isola di Procida

    Ciclostilato in proprio

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