Ancora sui biggest

Caro Peppino
ti sottopongo questo scritto di Vincenzo Cacciuttolo…vuoi vedere che forse anche questo punto di vista interessa il pubblico di procidamix…e forse tutti i Procidani ?
Antonio (ambro)

DIETRO LE QUINTE (cronaca di  un concerto )

Sono i primi giorni dell’estate: da una Smart con i finestrini aperti sento una canzone che mi riporta a vent’anni fa: “… quante di gocce di rugiada intorno a me”… Penso: quante volte abbiamo suonato questo pezzo…  In questi momenti mi sento vecchio, anche se mi rincuora un discorso fatto qualche tempo fa con Salvatore Sabetta: “ anche oggi – mi diceva –  la musica che conta è quella di 20 anni fa… le vere canzoni, che hanno fatto la storia della musica, sono quelle dai ’70 ai ’90… “
E se lo dice lui, che appartiene alla nuova generazione di musicisti…
Quasi per caso, incontro Enzo e gli esprimo il mio desiderio di riunirci qualche sera, noi ex “musicanti”, per una rimpatriata.
Comunico la stessa cosa anche a Franchino e Graziano: “ .. Come sarebbe bella una sonata insieme, come ai vecchi tempi, semmai durante una cena …”.
Qualche giorno dopo, al porto,  incontro anche Franco, che mi conferma la sua presenza a partire dal primo agosto.
Evidentemente il nostro desiderio comune sedimenta, lievita piano  piano nell’inconscio  di ognuno di noi, fino a quando il 3 agosto mattina ricevo una telefonata da Enzo: “ Stiamo io, Michele e Franco, Franchino e Graziuccio sono  d’accordo, faremo un concerto in piazza. Ti detto il calendario delle prove!”
Colgo tanto entusiasmo nella sua voce, quanto aumenta man mano la mia  perplessità: un concerto in pubblico, dopo tanti anni… E cosa andiamo a suonare… le prove sono poche… io sono ancora impegnato per il lavoro. Saro’ costretto a disertarle quasi tutte… Magari glielo dico subito che non ce la faccio. Starò sotto il palco ad applaudirli… e se facciamo fiasco? Se la gente non si ricorda più di noi? Se il tutto si risolve in un pietistico revival ?
A dire il vero sono molto combattuto, ma il loro entusiasmo è disarmante: … e vabbè, buttiamoci… come viene .. viene !
Prima prova per me ( seconda per gli altri ) nel pomeriggio del 6 agosto, presso i locali di Terra Murata,  adibiti alle prove per i gruppi musicali locali.
Arrivo un po’ in ritardo, con il mio pianoforte elettronico e trovo il gruppo già al completo: Michele, che cerca di coprire i tamburi con una serie di “pezze” , per evitare rimbombi; Franchino, sommerso da una selva di cavi, cavetti, effetti per chitarra, e chi più ne ha più ne metta; Salvatore, un ragazzo che conosco da tempo, mi sta simpatico, so che suona il basso in maniera eccellente, sicuramente mi farà piacere quest’esperienza insieme a lui; Leonardo, anche lui in tema hi-tech, con una batteria elettronica futuribile, fatta di molteplici piatti di gomma, che a percuoterli senti di tutto, dal gong alle percussioni,  allo xilophono, a qualsiasi strumento possibile inimmaginabile ( ma farà pure il caffè ?) … Graziuccio, con il suo aplomb inglese; Enzo, con un microfono legato con il nastro isolante,  che, dice, gli ricorda gli inizi…
L’unico sicuro di sé appare Franco, che srotola una pergamena lunga almeno un metro, comunicandomi che si tratta della “scaletta” del concerto.
E’ una cosa mastodontica: in tre ore una “summa” di quello che è stato il nostro rapporto con la musica, come siamo cresciuti, per così dire, accompagnati da brani significativi.
Inizia il concerto il secondo movimento dal  “Concerto Grosso per i New Trolls”, un brano scritto da Bacalov, che ha segnato l’incontro tra la musica classica ed il pop-rock.
Segue un altro brano, sempre dei New Trolls, “Che idea”, caratterizzato da cori in falsetto.
E poi tanti altri, l’elenco ne conta 38, da Zucchero a Pino Daniele, ai Toto, ai Beatles, eccetera.
Iniziamo a provare “Dune Mosse”, di Zucchero. Franco mi dice: “Ti ricordi quando l’abbiamo fatta per la prima volta, al mio matrimonio?” E gli brillano gli occhi. Anche l’adagio di Concerto Grosso, l’abbiamo eseguito in chiesa, sia al mio che al suo matrimonio!
A questo punto mi chiede se anche io abbia un qualche brano significativo da proporre.
Dopo averci pensato un po’ su propongo “ La casa in riva al mare”, di Dalla. Anche per me questo pezzo è evocativo: sicuramente mi commuoverò nel suonarlo. Ben venga ! Abbiamo troppo dimenticato ad emozionarci in questi ultimi tempi in cui il lavoro toglie spazio e respiro !
E mi accorgo, che al di là di tutto, in mezzo a noi circolano delle emozioni positive: il piacere di rivederci e di ritrovarci ancora amici, nonostante le inevitabili e consuete scaramucce o le discussioni pseudofilosofiche interminabili, i ricordi  (tanti!), il gusto della buona musica, rimasto inalterato nel tempo, nonostante la perdita di pratica, la consapevolezza di poter condividere con altri le nostre emozioni profonde …  grazie alla musica.

Siamo tutti d’accordo: dobbiamo riuscire a divertirci, trovare uno spazio di espressione personale…
Diremo al pubblico un paio di cose:
1)    vogliamo condividere con tutti il nostro sogno, che è la musica, resistente al tempo ed alle usure personali;
2)    la musica è di chi la fa, per cui sentiamo nostri questi brani che proporremo, in un percorso di tempo e di emozioni, che speriamo riuscire a trasmettere, nonostante i limiti, a chi sarà con noi.

Inutile dilungarsi sulle difficoltà organizzative, sul palco, le sedie, il pagamento del Service e della SIAE,  le prove, strappate al mare e alla famiglia, la buona volontà dimostrata da tutti. Ormai è cosa fatta!

Arriviamo finalmente alla fatidica serata: siamo esausti, dopo un intero pomeriggio passato sotto il sole a regolare la strumentazione. Giusto il tempo di una doccia e sono già le 21,30.

Anche se con qualche minuto di anticipo, saliamo sul palco: non vediamo l’ora di iniziare a suonare.
Immediatamente i primi problemi tecnici: cio’ che sembrava ormai definito nel pomeriggio, va a farsi benedire improvvisamente: i microfoni fischiano, le spie non si sentono, o al contrario, sono troppo alte… E’ difficile contenere questa  mole di difficoltà, ma decidiamo di iniziare lo stesso.
L’attacco spetta a me ed Enzo, io con la spinetta e lui con il flauto. Le prime note iniziano a fluire, dapprima incerte, poi man mano più sicure.
Io mi sento relativamente tranquillo: suonerò per la maggior parte del concerto il pianoforte, partecipando alla sezione ritmica. Infatti ho a fianco Salvatore, al basso, con cui scambio qualche parola e con cui mi sento molto in sintonia, riuscendo a stabilire dei buoni “incastri”.
A Franco, con le tastiere,  spettano le parti obbligate, i motivi di attacco e l’armonia.
Alla mia destra Franchino è in gran forma:  il pubblico riesce a trasmettere a lui e a noi tutto quel calore di cui abbiamo necessità per lasciarci andare e dare il nostro meglio.
Nonostante altri problemi tecnici, il concerto procede: notevole la parte acustica, eseguita ad Enzo, Franco, Franchino e Graziella la figlia di Enzo.
Ora tocca a me la parte solista ne “la casa in riva al mare”. Cerco con gli occhi tra il pubblico: vedo mia moglie e mia figlia in prima fila a cantare insieme agli altri, e mio figlio poco più in là.
Inevitabile, ma grata, la commozione.

Penso: “Enzo ha ragione, i nostri figli sono il nostro futuro, trasmettiamo loro  dei valori positivi, come la musica… eterna…

Mi lascio andare al ritmo incalzante di Oye como va: faccio la mia parte, il mio assolo mi “sgorga da dentro”, naturalmente.

Guardo i miei compagni di avventura: Salvatore, al mio fianco, si dice “onorato” di suonare insieme a vecchietti come noi; Michele ha ritrovato tutta la sua grinta; Leonardo trae dalla sua batteria elettronica effetti su effetti, tutti molto gradevoli, Enzo si lascia andare ad un’improvvisazione vocale di ottimo gusto, Franco impera dalle sue tastiere, Graziuccio riprende a saltare sul palco, come faceva una volta, Franchino è alla grande !
Non fa niente: un minimo di autocelebrazione non guasta in momenti come questi.
Il concerto termina: sono distrutto, come gli altri. Circola la voce: tra 18 anni, ancora insieme a suonare …
Non è vero: ognuno di noi ha mantenuto e continuerà a mantenere il proprio rapporto con la musica, ed anche se in contesti e modalità differenti, sarà sempre pronto a cercare e trasmettere quelle emozioni che ormai fanno parte integrante della nostra vita.
Meno male…

Vincenzo Cacciuttolo

Annunci

9 pensieri su “Ancora sui biggest

  1. Non sono scesa alla Marina Grande il giorno di questa bella festa dei Biggest, ma sono consapevole di quanto quell’evento abbia significato e contato. Di quanto sia (era naturale e prevedibile) piaciuto tutto l’insieme: il mix di bravura e delle tante emozioni anche diverse dal discorso musicale.
    Credo che il merito vada a tante cose: si sfoderino pure parole come amicizia, complicità, passato remoto che si fa presente, fede, entusiasmo, gioventù del cuore.!
    Ma credo che una parte di merito vada anche, e forse soprattutto, ai “ragazzi”; a quelli proprio cronologicamente “ragazzi” .

    Da un po’ di tempo è ritornata in auge una vecchia pratica propria degli anni settanta: la band musicale (allora si chiamavano “i complessi”).

    Cioé: è accaduto che vari gruppi di giovani e giovanissimi abbiano amato imparare a suonare uno strumento o a cantare; abbiano trovato un luogo per le prove(una cantina di casa, una stanzetta); creato un repertorio…
    Per la musica questi giovani stravedono: a quell’età è proprio una ragione di vita assoluta che addirittura ne esclude tante altre. E’ l’innammoramento totale.
    Non fanno granché d’altro che suonare, suonare…cantare.
    Io…nel vederli (si tratta di figli, amici dei figli) sono ritornata facilmente, con mente e cuore, agli anni della mia gioventù targata anni 70 quando, per dirne una, i Biggest sono nati. Da una specie di evoluzione della primigenia “Unica Alternativa”…se ricordo bene.
    Lo spirito è lo stesso, a dispetto di tanti nostalgici anacronismi di tutti i giorni (“ai miei tempi!). Anzi! Questi ragazzi vitaminizzati e un po’ più accessoriati (non manca loro l’approvazione delle famiglie, per esempio che forse prima era negata) hanno più grinta addirittura, più coraggio…più ambizione. Magari meno umiltà, ma quello…è anche per l’età! La Vita presto li ridimensionerà.
    Questi ragazzi…parlo, per limitata MIA conoscenza, dei bravi “Risonanza” e dei pulcini del “Neverland” (bene accolti e”allevati” con amore” dai primi, più grandi e ottimi pigmalioni: splendidi ragazzi Aniello, Vincenzo, Giuseppe, Binotto e company) non hanno ombra di reticenze, timidezze… non troppe paure e dubbi nell’ esibirsi pubblicamente, dovunque possono. Lo fanno con passione, con furia entusiastica, bella e commovente a volte; per loro iniziativa o dovunque e ogni volta vengano chiamati. Sono onesti, coerenti, fanno un repertorio da essi scelto e amato e non rispondono a richiami di mercato.
    Con “i regali” che ricevono spontaneamente, comprano pezzi del loro armamentario musicale e si “ascoltano” a vicenda, senza competizione, rapiti e incantati gli uni degli altri.
    Steccano, sbagliano, si espongono…non hanno paura.
    Li si sente spesso, nelle strade, nelle piazzette e piazzone, davanti ai bar…nei cortili.
    Secondo me anche questo ha innescato la miccia del desiderio di queste reunion musicali. Di cui si era persa traccia.

    Unica …nota stonata (è il caso di dirlo!, visto il tema musicale): chi va a sentire questi ragazzi ?!
    Nessuno, o pochissimi.
    Io lo so perché personalmente non ne me perdo uno dei loro…”concerti”.
    Non li va a sentire chi non ama quel genere di musica, ma neanche chi notoriamente lo ama…Né- ahimé- il pubblico che è accorso numeroso ed entusiasta alla esibizione straordinaria dei Biggest. Che mi auguro si replichi altre mille volte.

    Andate a sentire anche quei ragazzi, per favore…anzi no! Per “PIACERE”, il piacere di farlo…
    Al loro concertino dopo la Sagra del Mare, sul palco lasciato per loro dal comune non c’era UN cane.
    Contandole sulle dita, alla prima esibizione dei “Neverland” (“i piccoli”) c’erano DIECI persone, eccetto qualche sparuto compagno di scuola.
    Direte tutti che è normale, che ci vuole tempo e credibilità per meritare gli onori del pubblico: io non sono d’accordo: la musica è musica; piace o non piace. E forse ricorderete ancora di quanto gli inizi furono difficili anche per voi.
    Che non lo siano troppo da scoraggiare queste iniziative giovanili!

    Andate a sentire i ragazzi…

    Amici dei Biggest, musici e fans: anche voi…andate!
    Mio figlio cantantino…c’è venuto da voi, l’altra sera ad ascoltarvi, anche se non vi conosce tutti e dal canto suo non vi ha mai visto ai suoi “concerti” .
    Vi ha ascoltati, insieme agli altri suonatori. A casa, mi ha riferito…ed era entusiata;non ha avuto, per tutto, che parole di deliquio!

    Spendiamo, noi “grandi” qualche sussurro anche per loro.

    mariella

  2. In una magica sera d’estate… una serie di elementi combinati tra loro… un innesco potentissimo di fantasia, estro ed esperienza… l’inesauribile voglia di essere ancora grandi… in un unica parola, ancora “Biggest” !

    Quando raccolsi l’invito ero ignaro di ciò a cui stavo per essere sottoposto, una profonda immersione in un passato da me mai dimenticato e dal quale ho sempre preso spunto per costruire le mie piccole esperienze musicali dal 1989 in poi, quando di anni ne avevo appena 12 e già sognavo di calcare lo stesso palcoscenico dei grandi, mitici “Biggest” che solo mercoledì scorso hanno segnato forse, il punto di ripartenza di una storia che non si è mai interrotta.
    Vederli riuniti dopo tanti anni e parlare un linguaggio tutto loro, scorgere la commozione dai loro volti non appena si accennava ad una canzone che inevitabilmente rievocava loro qualcosa di speciale e di unico… è stato per me il regalo più grande che potevo mai ricevere.

    Il mio vuole essere un ringraziamento speciale a tutti i “Biggest” che hanno creduto in me.

    Voglio inoltre, esprimere il desiderio che tutto ciò possa avere un seguito affinché, i “Biggest” che tanto hanno regalato a questa isola, possano ricevere dalla stessa ancora le soddisfazioni che meritano.

    Nessuno vi ha mai dimenticati!

    Salvatore Sabetta

  3. Onestamente non capisco la vena polemica che colgo nel leggere le impressioni di alcune persone che, pur apprezzando i “Biggest”, rimarcano il concetto che bisogna “fare largo ai giovani“.

    Lo stesso Enzo Florentino , in più di qualche occasione , compreso ieri sera durante il concerto degli “Aegeum mare” , ha ribadito l’importanza dei giovani e addirittura si è messo a disposizione di tutti coloro che vogliono fare musica , o che hanno bisogno di aiuto per emergere ,portando anche l’esempio del bravissimo Osvaldo Di Dio , che è forse , senza nulla togliere al suo smisurato talento , anche un po’ il “frutto “ del lavoro di persone come i “Biggest” .

    Conosco personalmente le realtà dei giovani musicisti procidani : ricordo con simpatia l’esordio dei Neverland alla serata “Benvenuta Estate” (Ed.2007)…. c’ero anche alla “Notte Bianca” (2007) ed anche in quella sera come me tante persone apprezzarono l’intervento dei Neverland e dei “Vega’s” (precedente formazione rimpiazzata poi dai “Risonanza”) nel contesto di una notte davvero magica .
    Non so , scusatemi il paragone forse un po’ forzato o fuori luogo , ma è come se qualcuno si lamentasse che si dia troppo importanza alla reunion dei ”GENESIS” o “THE POLICE”, piuttosto che parlare dell’ultimo tour dei Maroon 5 o Coldplay .

    La mia professoressa di Filosofia ci ricordava ogni giorno che «Siamo come nani sulle spalle dei giganti, sì che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non per l’acutezza della nostra vista, ma perché sostenuti e portati in alto dalla statura dei giganti»
    ( Bernardo di Chartres).

    Noi giovani di oggi dobbiamo riconoscere la bravura delle persone che hanno più esperienza ed accettare che queste possano insegnarci qualcosa . ..come si suol dire <> !!!!

    Ultima osservazione , non esiste la musica che piace o la musica che non piace …io stessa ho scoperto di amare la musica classica grazie a talenti come Giovanni Allevi e Ludovico Einaudi … non si tratta di eseguire solo delle note , bensì di trasmettere delle emozioni.

    Tutti possono suonare , ma pochi riescono ad emozionare !

  4. Concordo con Mariella.
    Il mio disarticolato commento del post precedente era riferito agli “emergenti”, senza nulla togliere ai Biggest, che ho ascolato con piacere.

    Forza NeverLand, forza Risonanza.

  5. non penso che ci sia nessuna vena polemica…le generazioni si avvicendano e i Biggest si sono resi protagonisti di un bellissimo amarcord dimostrando ancora oggi di essere bravissimi e affiatati, gli altri si stanno facendo più (i Risonanza) o meno (i Neverland) largo…il tempo e perchè no anche gruppi come i Biggest saranno i loro maestri….

  6. S/V Med Nove 19/08/08- Leggendo la lettera di Vincenzo Cacciuttolo mi corre un brivido lungo la schiena,un Concerto dei BIGGEST,non puo essere che fantastico,anzi essere stato fantastico.I ricordi degli anni passati,i New Trolls,i Kiss,e chi dimentica “I Was made for lovi’n you baby “dove Michele si destreggiava con la batteria.Eh bei tempi,le prove dei MK P (mi manca la Pgreca),la Geo Tenda,le serate all’Indiana(ex Hit Parade) Rete4 chi non li ha visti?mi ricordo,quel giorno mi trovavo a Cadiz(Spagna)mia moglie,(allora fidanzata)me li fece ascoltare per telefono,bei tempi.Mi viene un po di rabbia sapere della magnifica serata fatta da Loro e non esserci stato ad ascoltarli(per una manciata di giorni),purtroppo il mio lavoro come quello di tanti procidani ci tiene lontano anche in accasioni belle come queste,e quando li rivedrò più.Continuando a leggere la lettera di Vincenzo Cacciuttolo,mi emoziono,spero proprio di poter vedere un’altra serata come questa che come dicevo prima deve essere stata fantastica.Avrei tante altre cose da dire ma non voglio dilungarmi,i ricordi sono troppi……e spero che qualche anima pia,pubblichi il loro concerto su You tube. Aspettando che questo accada,faccio i miei migliori auguri ai BIGGEST e a tutti.Avanti con la buona musica.

  7. lo spettacolo offerto a marina big ke da oggi prende il nome dai “BIGGEST” è stato alquanto patetico.

  8. è veramente gratuito e inutile l’ ultimo post all’ articolo sui biggest. ci sono mille e uno motivi per vedere e sentire i biggest, uno per tutti: la possibilità di ascoltare franchino, un musicista completamente autodidatta, che qualunque strumento tocca fa vibrare

  9. É solo il commento di uno dei soliti anonimi che non ha il coraggio di firmare un giudizio negativo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...