L’alga a Procida

Caro Peppino,
di seguito trasmetto il testo del manifesto affisso in questi giorni dal Comune di Procida, penso si debba fare una buona diffusione e nello stesso tempo cercare di saperne di più circa quest’alga marina.
Si prega pertanto chi conosce il problema in maniera scientifica di trasmettere qualche commento mettendoci a conoscenza: se quest’alga è già presente suilitorali di Procida, i pericoli che può comportare alle persone ed informarci se la causa della sparizione delle cozze sia dovuta alla sua presenza.
Cordiali saluti
Franco Ridda

TESTO DEL MANIFESTO

Comune di Procida
A V V I S O

Si avverte la cittadinanza che con delibera n.1337 del 01/08/2008, la Giunta della Regione Campania prendendo atto di un apposito monitoraggio ed analisi delle autorità sanitarie competenti che hanno rilevato la presenza dell’alga marina denominata “ostreopsis ovata” nelle acque costiere campane, ha vietato la raccolta, anche per autoconsumo, di molluschi bivalvi (mitili), gasteropodi (patelle, murici, lumachine), echinodermi (ricci di mare) e crostacei nelle aree costiere di tutto il litorale roccioso della Campania nel raggio di 100 metri dalla costa.
Al momento non esistono invece rischi legati al consumo di tale molluschi e crostacei acquistati attraverso i canali ordinari e provenienti da aree di produzione.
Il divieto di raccolta perdurerà fino all’esito favorevole di analisi effettuate su nuovi campioni.
Procida, 08/08/2008
Il Sindaco
Cap. Gerardo Lubrano Lavadera

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11 pensieri su “L’alga a Procida

  1. Ostreopsis ovata è una microalga che appartiene alla famiglia delle Ostreopsidaceae. È una specie tipica dei climi caldi e tropicali, ma negli ultimi anni è presente anche sulle coste italiane. La fioritura dell’alga è stata segnalata nelle acque del litorale di Genova ma anche già osservata in numerose occasioni in Toscana, Emilia Romagna e Puglia già dall’estate 2003-2004.

    La fioritura dell’alga, può causare un’intossicazione i cui sintomi indirizzano verso un meccanismo irritativo aspecifico sulle mucose respiratorie e congiuntivali, con conseguente irritazione congiuntivale, rinorrea (raffreddore), difficoltà respiratorie (tosse, respiro sibilante, broncospasmo con moderata dispnea) e febbre.

    La modalità di esposizione per il manifestarsi dei sintomi non è l’ingestione, ma l’inalazione di aerosol marino e cioè di microparticelle acquose in sospensione contenenti l’alga. Questo giustifica i sintomi anche in soggetti che non praticano attività acquatiche e rende il divieto di balneazione inappropriato per limitare l’esposizione.

    La sindrome clinica è da considerare completamente benigna e non paragonabile ad altre sindromi tossiche causate da alghe. La tossicità dell’Ostreopsis ovata sembra dovuta alla produzione di una tossina non meglio identificata (solubile in butanolo) con caratteristiche in qualche modo simili alla palitossina, tossina marina ben conosciuta e molto potente.

  2. Aggiungo alle info di Wikipedia riportate da Starland , dei link dell’APAT (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici ) :

    * http://www.apat.gov.it/site/it-IT/Temi/Acqua/Risorse_idriche/Acque_marine/Ostreopsis_ovata/

    *http://www.apat.gov.it/site/it-IT/Temi/Acqua/Risorse_idriche/Acque_marine/Ostreopsis_video_1_parte/

    *http://www.apat.gov.it/site/it-IT/Temi/Acqua/Risorse_idriche/Acque_marine/Ostreopsis_video_2_parte/

    Personalmente non credo ci sia un nesso tra la scomparsa delle cozze e l’alga .

  3. Per quanto non sono bravo col computer, anch’io mi stò dando da fare con Google, pare che la scomparsa delle cozze sia proprio dovuta all’alga, addio linguine alle cozze.

    Nel piano mesolitorale la tossicità ha portato al distaccamento dalle scogliere e il conseguente ritrovamento sul fondo, di popolazioni di Patella sp., Monodonta turbinata, Mitylus galloprovincialis.
    Nel piano infralitorale la tossicità ha portato una forte mortalità di spugne, ascidie, ricci di mare come il Paracentrotus lividus e stelle marine Coscinasterias Tenuispina. I ricci mostrano perdita di aculei e mortalità mentre le seconde assumono un anomala postura delle braccia rivolte verso il dorso e mancano di una e/o più braccia.

  4. Ma cosa intendono per tossicità? Siamo in uno dei Golfi più popolati e trafficati del Mediterraneo dove i depuratori sono un caro miraggio, è chiaro che il continuo scarico di svariate sostanze e nutrienti in mare conduce all’alterazione. Se a questo aggiungiamo le pastoie per l’ingrasso dei tonni e le centinaia di persone affamate di cozze…altro che cozze!
    Il problema è che qui si vuole la botte piena e la moglie ubriaca, e questo è il risultato.

    Saluti

  5. ciao davide, trovo il tuo ragionamento molto sensato, ma in questo caso la tossicità è rif. al veleno specifico che quest’alga produce.

  6. E i tonni di allevamento come stanno,sono circa 500 a vasca per un totale di 1000 che mangiano circa 3 kg a testa e CAGANO circa 2kg a testa per un totale di 1000X2 fa 2000 kg al giorno di cacca di tonni che si spalma sugli scogli del Carbonchio che c’entrino nel problema Antongiulio Traiola

  7. Intanto apprendo dalla stampa che non hanno chiesto un bel niente a nessuno, poichè la concessione per “l’allevamento” dei tonni sembra essere priva della Valutazione di Impatto Ambientale…ma su questo farà luce chi di dovere.
    Su tutto e tutti, infine, decideranno le potenti sciroccate!

    Ciao

  8. Caro avvocato, a quanto pare sono parecchi che dicono che la causa dell’alga sia dovuta alla cacca dei tonni, però da quello che si legge da rapporti scientifici si tratta di un’alga tropicale che è di evidente importazione, forse dovuta più alle acqua di zavorra delle navi che ai cambiamenti climatici. E’ da considerare inoltre che l’anno scorso proprio attorno alle reti delle gabbie dei tonni era pieno di grandi cozze, comunque l’argomento è interessante, se sai qualcosa in più in merito informaci. Ciao Franco Ridda-

  9. Concordo con Franco : spesso molte delle specie tropicali presenti in Italia sono state introdotte involontariamente proprio durante i ricambi d’acqua delle cisterne o altre attività di questo genere … poi , trovando le condizioni adatte , prolificano esponenzialmente .
    Cmq io continuo a sostenere che la Ostreopsis non è la causa della mortalità dei mitili , in quanto in realtà non è neanche tra le alghe più tossiche … più che altro ha un effetto “urticante” nelle vie respiratorie dell’uomo .

    Fonte : http://www.infoabap.it/Pubblicazioni_files/Biotossine_tarsitano.pdf

  10. Ho parlato con un mio amico ingegnere, subacqueo, che mi ha detto che il problema della scomparsa dei mitili è dovuto al sovrariscaldamento dell’acqua di qualche grado che inibisce la fertilità di questi,e non della comparsa di quest’alga che non è nemmeno delle piu tossiche,anzi..

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