da Mariella Scotto

Riceviamo da Mariella Scotto questa lettera.
La pubblichiamo perchè rispettosi della libertà di pensiero anche se onestamente non condividiamo neanche una parola.
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Nascere, rimanere ( e forse, infine, morire) sognatori e cani sciolti: sono fervori che hanno la loro comodità: esonerano dalle responsabilità e ci collocano nel limbo confortevole degli incompresi che …si dimettono.La Vita (e la gente) ha le sue esigenze e una gamma infinita e composita di bisogni: una “fame vorace” e insopprimibile da Verme Solitario, questa, che non aspetta, non concede tempi, non concede tregua e non troppi ripensamenti circa il fare o il non fare.
Dietro l’angolo…anzi: davanti agli occhi di tutti! ci sono, implacabili, i risvolti drammatici di problematiche che richiedono soluzioni: a breve termine, a medio termine, a lungo termine. E bisogna pensare a tutte e tre!
La soluzioni (chi può crederlo e capirlo, mi rendo conto!) non sempre le possono trovare (non facilmente, non perfettamente) e dare i piccolissimi màrtiri che siedono, incaponiti, sulle poltrone sbilenche dei Comuni: sognatori pure essi, ma dalle caratteristiche poco riconoscibili nella gamma di quelli “classici”. Poveri cristi, vogliamo dirlo? alla faccia dei privilegi e dei fantomatici poteri che gestirebbero, come mandrake della politica amministrativa. Incorreggibili soldatini, alla guerra, alle prese con le maglie di un sistema (generale e internazionale)malato grave che compromette programmi e intenzioni, progetti e risoluzioni. Un sistema che stritola chi lo “abita” e vi deve fare i conti.
Chi vi DEVE fare i conti per forza… perché, un bel giorno ha scelto di obbedire a una vocazione civica di servizio alla gente (“alla sua” gente). Vi deve fare i conti a 360° perché con quel sistema, alfine, ci si “sposa” e fino in fondo te lo ritrovi davanti (cioé, vi sei dentro): a casa anche la sera, quando la giornata è finita. Devi guardarlo sempre in faccia…non è come chi vi è “fidanzato” e a piacimento si può permettere di tornare a casa propria, a pensare a qualcos’altro…
Chi lo abita, quel sistema, non può permettersi il lusso, un po’ viziato dalle scelte fatta a monte dell’esistenza, di girovagare nelle praterie dei sogni, per quanto “nobilissimi e perfetti”, come i “natali” della poesia di Totò!
C’è chi dà le dimissioni dalle responsabilità e va a piantare le proprie sette piantine nella villetta di casa sua e c’è chi resta ad arrostire nell’inferno torrido delle dei doveri che si è scelto. Scelto…a monte della vita, appunto.
Sicuramente la seconda opzione procura le scottature e le ferite,lunghe come autostrade, del caso: la gogna pubblica e l’auto\condanna privata a dover fare onestamente i conti con responsabilità di fallimenti che pesano sul proprio cuore, per primo.
Ahimé, penso io più indulgentemente: tante volte sono inevitabili e solo chi “non fa”, alfine, “non le ha”. Beati quelli.
Ma poi!… Mentre i primi continuano a piantare pianticelle a vita e invocano i modelli virtuosi prudentemente di spalle al realismo amaro e pratico, i secondi costruiscono un ospedale, una strada, un ponticello….
Luci e ombre delle Vite poco poetiche degli Amministratori. Di quelli che restano al loro posto.
Mariella Scotto Muro

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40 thoughts on “da Mariella Scotto

  1. “piccoli martiri” ” sposare il sistema” ” scelte a monte della vita” ” beati quelli” “obbedire ad una vocazione” ………..

    Ma siamo sicuri che stiamo parlando della Repubblica Italiana e non dello Stato del Vaticano ?

    Io non credo ai coinvolgimenti emotivi con la cosa pubblica e la sua gestione.
    Io credo che si obbedisca ad un mandato espresso dalla volonta popolare e a cui si debba sempre rendere conto.
    Se si e’ bravi lo si vedra’ nei risultati e nel rinnovato suffragio di voti, se non si e’ bravi : si va a casa.
    Niente martiri o patemi d’animo.

    Solo OBBEDIRE alla volonta’ popolare.

    Ambro

  2. ma stimo scherzando…!!!!
    i martiri, se propio di martiri vogliamo parlare (termine offensivo per chi martire lo è o lo è stato veramente) siamo noi, schiacciati dai piedi di chi l’abito del potere lo mette ben volentieri e lo sfoggia camminando a testa alta tra i poveri cristi che quel vestito gli lo ha cucito addosso…
    questa lettera e vergonosa ed offensiva…
    è inutile fare del vittimismo dopo aver goduto per anni, decenni, dei privilegi da noi concessi e da voi afferrati e trattenuti avidamente.
    il silenzio molte volte è d’obbligo…
    ma mi faccia il piacere.

  3. Quando questi” poveri martiri “che hanno scelto (e ripeto scelto )di sposarsi con il sistema e costretti dalle scelte fatte a monte dell’esistenza a non poter girovagare nelle praterie dei sogni ,si sono resi conto che non erano in grado di affrontare la situazione, resa sopratutto dalle loro scelte insostenibile e estremamente difficile da risolvere,perchè non hanno accolto l’aiuto che veniva offerto dai cittadini privati ,che in fin dei conti i poveri martiri li pagano ,invece di continuare a ignorare il problema e a incaponirsi in assurde e avveneristiche risoluzioni? Sa anche mio marito che non è un povero martire dell’amministrazione ma solo un normale cittadino quando torna a casa i problemi del lavoro entrano con lui e se nel suo lavoro ha sbagliato sbaglia o sbaglierà ne risponde personalmente senza sconti e senza condizionale e sopratutto senza poter chiedere una seconda possibilità che invece i “poveri martiri” hanno avuto ma buttato al vento.

  4. alla signora consiglio di vedere “IL DIVO”
    il film di Paolo Sorrentino

    Potrà trarre migliore ispirazione nella figura del “martire” della politica che ha sacrificato tutta la vita alla ragion di stato o meglio alla volontà di Dio

  5. Per carità Signora Scotto, a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio!
    Non mischiamo le cose e non appelliamoci al Sacro quando il Profano non funziona.

  6. Mah forse a Chi mantiene una certa autonomia culturale “il branco” non piace…

    “Preferisco stonare da solo. Vocazione al solismo? Può darsi, d’altra parte nessuno può rinnegare la propria natura. La mia è di stare con le minoranze, a prescindere dai motivi. Le minoranze hanno sempre delle ragioni da far valere, contro le maggioranze che, a lasciarle fare, diventano sempre oppressive.”

    Indro Montanelli

  7. Scusate, ma quale privilegi?
    Li vorreste, per favore, indicare più specificamente, uno ad uno…almeno una decina?
    Io personalmente, e la mia famiglia, lavoro dall’età di vent’anni, conduco una vita semplice e normale, come tutti e come tutti vivo le difficoltà della vita e del tempo.
    “Il Divo”…! Che toni. Ma io offendo qualcuno, quando scrivo le mie considerazioni? pc si dissocia anche da questi, sono sicura.

    Ribadisco ogni mia parola : quando qualcuno (che ne ha la vocazione, altrimenti non lo fa, ovviamente) sceglie di offrire prestazioni di governo alla propria Comunità, si espone in prima persona.
    Espone la propria faccia, si mette in gioco , accetta di farsi giudicare giorno per giorno in quello che fa, mai coperto dalle pareti di casa né da anonimati di varia fatta. E accetta di esporsi al vaglio delle elezioni, ogni cinque anni…è sempre degno di rispetto.
    Non mi pare abbia troppi sconti, no?

    Chi la fa, l’Azione dell’Amministrare-e in tempi non facili- perché lo fa? Cosa deriva dal Potere? Il Potere stesso? Ed esso ancora…Quali vantaggi comporta, a idea vostra ?
    Se non si è dei mascalzoni, dichiarati e comprovati dai comportamenti concreti e giudicabili (dite…denunciate!), il Potere non dà che oneri. L’onere che si è scelto a monte di lavorare per la Comunità. Dunque doveroso.

    Per questo, caro Ambro, parlavo di vocazione.
    Io, per esempio, non ce l’ho. Ho quella di occuparmi dei fatti miei, che anche è cosa legittima: vivo, cresco i figli, lavoro. Leggo, qualche volta vado a manifestazioni culturali, dò anche un contributo alle discussioni civiche. come molti di noi.
    Ma “vedo” anche , dietro le quinte, “Chi” invece si occupa direttamente della cosa pubblica; vedo che ha più oneri che onori, e gli spettano tutti, per carità.

    La solitarietà delle posizioni.
    Nulla quaestio ad essa, ma la responsabilità di chi amministra anche una classe di prima elementare è di consorziarsi per prendere decisioni. Trattasi del “team” amministrativo che prevede le consultazioni popolari, ovviamente. Ma poi la necessaria responsabilità di podurre atti amministrativi.

    Onori per noi? Ho già specificato che non ne abbiamo di particolari. Anzi: Immaginate il peso di queste giornate in cui a me personalmente pare di avere depositato io, uno ad uno, i sacchetti dei rifiuti sotto il naso della gente? Il sentirsi sempre “parte”, sempre “male assoluto” anche dei drammi provocati da altri e da altro… del fallimento degli interventi propri a altrui!?

    Non mi accorgo di privilegi, lo ribadisco.
    Considero con amarezza (che non deve angustiare chicchessia, ci mancherebbe), che il gravoso lavoro pubblico (che dimezza la potenzialità anche del proprio lavoro reale, altro che privilegi)! il lavoro, dicevo.. in buonafede anche nell’errore, alla fine non si trova che ad essere tacciato nei modi e nei toni che anche voi scriventi e commentanti non avete risparmiato.

    Ma sia quel che dev’essere. Le responsabilità siono responsabilità. E’ la regola della demcorazia, Ambro ha ragione..

    “Gli errori e le colpe amministrative, alla prova dei fatti.
    Esiste la procedura Elettorale che ne chiederà conto, io lo affermo sempre e spero che permetterà alternanze opportune e forse augurabili. E’ la Comunità che decide, sovrana.

    I giudizi.
    Molti mi appaiono sbrigativi, ma, personalmente, me li tengo tutti.
    Lo considero. nella consapevolezza di non aver fatto male,il personale martirio di cui parlavo. In senso lato, mi scuserete per la scelta delle parole che uso a esemplificazione dei concetti, per brevità.

    L’attenzione vostra, e di chiunque, è sempre un privilegio per il quale sentirsi in debito.

  8. ma perché chi risponde alle giuste considerazioni di Mariella Scotto non si firma con nome e cognome?

  9. Caro Peppino,seguo da molto tempo la tua bella rubrica di lettere e risposte. Mentre le lettere sono sempre firmate con nome e cognome,le risposte hanno solo un nome di battesimo,per cui,per chi non conosce tutti i procidani come me, non sai mai chi è che risponde. Una logica democratica dovrebbe insegnare a chi risponde di mettere nome e cognome!Ho letto con grande fastidio le risposte quasi anonime a Mariella Scotto e sono personalmente colpito da tanta arroganza soprattutto quando non si sa da dove arriva.Lettori che rispondete identificatevi meglio,è troppo facile nascondersi nell’anonimato!

  10. Signor Barbian, se si riferisce a me le spiego : mi firmo Ambro per brevita’. chi frequenta questo sito ha visto molte volte Peppino Capobianchi (nick p.c.) presentarmi come Antonio Ambrosino.
    Inoltre, basta cliccare sul nome Ambro (in blu) e si accede al mio blog…..

    Rispondendo a Mariella, comprendo l’amarezza che lei ha provato nel leggere le tante risposte. Alcune parole di queste risposte l’hanno colpita di piu’.
    E ha provato a rispondere a sua volta a tutti noi che le abbiamo espresso il nostro commento.

    Ma noi non siamo un qualcosa di “organico”, non siamo un tutt’uno e non bisogna fare di tutta l’erba un fascio.

    Purtroppo (in questo caso) la democrazia e’ anche questo e bisogna rispettarla sempre.
    C’e’ chi usa il linguaggio a sproposito, chi lo usa per ferire, chi lo usa senza averne una completa dimestichezza, ….. ma c’e’ anche chi esprime con parole precise concetti sostanziali.

    La sua lettera, cara Mariella, non ha molto senso e non puo’ trovare “sicuro accoglimento” tra la gente.
    Il suo scritto ha un che di “intimistico”, quasi di uno sfogo emotivo…… e queste cose vanno dette tra parenti oppure in salotto tra amiche di vecchia data.

    L’opinione pubblica, non e’ ne’ l’una ne’ l’altra di queste cose.

    mi dispiace per lei

    Antonio Ambrosino

  11. Vorrei fare alcune considerazioni circa l’ultima lettera della Sig.ra Scotto sulle dimissioni dell’Assessore Strudel.Tengo a precisare,in primis,che non ho tessere di partito,non parteggio nè con l’una o l’altra fazione politica,e cerco di fare delle riflessioni, il più possibile serene e neutrali,sull’andamento politico e sociale dell’isola.La lettera di Scotto ,mi sembra impregnata ,nella maggior parte,di eccessivo livore e bile contro l’autore di questo gesto dimissionario.Amio modesto parere,le dimissioni rappresentano ,invece, un atto di assoluta responsabilità,presa in totale autonomiaed è la conclusione di una frattura insanabile creatasi ,nel tempo,tra l’ass. e l’A.C. Diversità di vedute,disimpegno da parte della Giunta alle progettualità dell’ass.re,queste le reali causa della rottura.Scambiare questo fatto ,altamente democratico,per un atto di irresponsabilità lo ritengo ingiusto.Sig.ra Scotto non ci si dimette per sfizio, o perchè si è cane sciolto o sognatore o magari perchè è piu comodo piantare le sette piantine(come scrivi),passando la patata bollente agli altri che ,invece restano ad arrostire nell’inferno torrido dei doveri che si è scelto.Si dimette perchè si è avuto il coraggio.finalmente,di opporsi alle decisioni di Colui che governa in modo autoritario e monocratico quest’isola da parecchi anni,ch’è l’avv,Luigi Muro,rompendo il velo di assoluta omertà e acquiscenza che regna sovrano Non disconosco
    gli oneri,la pesantezza dell’amministrare,in special modo, quando c’è un problema grave e urgente ,come la spazzatura,ma nemmeno si puo svilire ,nel modo descritto da Lei,un comportamento così coerente e chiaro
    La saluto.

  12. @Giovanni Barblan
    Caro Giovanni purtroppo ho capito da tempo a mie spese che sul web è facile spacciarsi per chi si vuole, per cui l’unica regola che posso mettere è che nessuno rechi offesa ad altri . In caso contrario il commento sarà cancellato.
    E’ evidente che il mio giudizio non è infallibile per cui se qualcuno pensa che un commento sia offensivo può farmelo tranquillamente notare (il mio indirizzo e nella pagina “contattaci”) e cercherò di porre rimedio.
    peppino capobianchi

  13. Non sono d’accordo con lei, Ambro. Io non dissocio mai, ma proprio mai, vita intima, vita del pensiero e la competenza a riflettere… dal resto di tutto.
    Le persone sono persone, in ogni caso: sia quando amministrano che quando fanno qualsiasi altra cosa ed è il mondo “di dentro” che soprintende sempre a quello “di fuori”.
    A questo proposito, rispondo a l sig. Pugliese (che non molto tempo fa ha avuto con Muro un …colloquio di tutt’altro tenore che non riferirò qui), dicendo che quello che lui dice non è vero, lo pensa solo lui e una piccola accolita di pochi altri: la persona di cui parla, unanimemente riconosciuta seria e perbene, onesta a stimata su ogni fronte, avrà mancato obiettivi e commesso mille errori, ma non è arrogante né autoritaria: non lo è “dentro” , per carattere, temperamento ed educazione, e non vedo come potrebbe esserlo “fuori” da amministratore.
    Ribadisco, mi scuserete: non dissocio mai le due dimensioni, lo ritengo impossibile. Sarebbe schizofrenia.
    A riprova ed esemplificazione: non c’è traccia di occasioni in cui che dalla bocca della persona ” qui incriminata” sia mai uscito verso chicchessia uno qualsiasi dei…”garbati” commenti a lui rivolti. Eppure non è che “stimi” chiunque, neanche lui.
    Questione di stile.

  14. L’ISOLA DI PROCIDA E’ LO SPECCHIO DI NOI CITTADINI E DEI NOSTRI AMMINISTRATORI!!
    NON C’E’ LETTERA O COMMENTO CHE SERVANO A GIUSTIFICARE LO SCEMPIO CHE STIAMO PROCURANDO A QUEST’ISOLA, NON CI SONO NE “MARTIRI” NE VINCITORI, MA SOLO SCONFITTI!!!!!!!!
    BASTA GIRARE UN POMERIGGIO IN BICICLETTA E ATTRAVERSARE DALLE STRADE PRINCIPALI AI VIOTTOLI PIU’ NASCOSTI PER NOTARE LO SCHIFO CHE CI CIRCONDA!!( MURI IMBRATTATI, ERBACCE VARIE, SPAZZATURA, “NUOVE ABITAZIONI” CHE SBUCANO DA OGNI DOVE, STRADE DISSESTATE…..ECC ECC ECC ECC)
    DOVE SONO GLI AMMINISTRATORI??AH SI!!…SI TORMENTANO ANCHE DOPO IL LAVORO….MA POI???BOH!!
    E I CITTADINI PROCIDANI??BHE’……LA STRAGRANDE MAGGIORANZA SI AFFANNA A COSTRUIRE A PIù NON POSSO, OPPURE ASPETTANO IL MOMENTO PROPIZIO PER GETTARE SULLE STRADE IMMONDIZIA DI OGNI GENERE….
    E PROCIDA??BHE’ PROCIDA SARA’ IL VERO “MARTIRE”!!!!

    PS ovviamente questo è riferito solo al “vestito” all’aspetto estetico di Procida, se ci volessimo soffermare sul contenuto(politica giovanile, manifestazioni culturali, incentivi alle associazioni isolane che portano il nome di Procida al difuori dei confini nazionali)….vabè allora in quel caso siamo davvero ridotti malissimo!!!

  15. Signor Giovanni Barblan
    Perchè dovrei qualificarmi, internet è una rete virtuale, e come tali vive anche di personaggi virtuali, a cosa le serve sapere chi sono, del resto io comunque non la conosco e onestamente e neanche mi vado a informare, io ho detto che quello che ha scritto la signora è indecente, del resto con parole forse meno garbate magari delle mie lo hanno scritto anche il resto degli utenti, comunque non ho offeso nessuno, era solo il mio commento.
    Chi si espone sul web sa che potrebbe ricevere anche commenti anonimi.
    Per una logica democratica ognuno dovrebbe fare quello che si sente di fare nel rispetto degli altri, e dato che sono libero di non firmarmi, forse mancherò di stile ma non ho violato la democrazia.

  16. Brutta storia quella dell’anonimato, dietro il quale molto spesso si nascondono timorosi e conigli vari.
    La quotidiana vita procidana ne è piena…
    Non me ne voglia l’anonimo Toni, ma a questo punto perchè non firmarsi come Pincopallino o Cric e Croc?
    Va bene la democrazia, ma insomma…questo non è il sito degli anarchici e a mettere un nome e cognome sotto alcune righe non si commette peccato.

    Saluti

  17. Caro sconosciuto sig,Toni, forse lei non sa nemmeno dove abita la democrazia.Come fa nel suo quotidiano a vivere da personaggio virtuale .Ha certamente mancato di stile e violato la democrazia che si basa anche sulla dialettica guardando in faccia le persone che parlano e che scrivono senza nascondersi nell’anonimato che difende la paura di esporsi. Per quanto mi riguarda lei può vivere da “virtuale” quanto vuole. Per me si è già qualificato e non tengo certamente a sapere chi è.giovanni barblan

  18. Sig. Barblan
    no trovo giusto che Lei si accanisca tanto contro ilsig. toni perchè non si firma anche con il cognome. Mi viene il dubbio che a Lei non interessa un bel nulla se di cognome toni fa pinco o pincopallino, ma ,di sicuro, le brucia il giudizio tagliente, secco ed esaustivo che dà Toni circa la lettera della signora Scotto, che,magari, non è prolisso come il mio commento ma dà l’esatta misura di come la pensa:è QUESTO IL VERO MOTIVO DEL SUO TURBAMENTO.Il sig. Toni sarà stato parco di parole ma,certamente, il suo comportamento non è nè antidemocratico nè privo di stile.Il sottoscritto lo approva pienamente

  19. Caro sconosciuto sig, Barblan,
    Dato che non la conosco, anche se mette il NOME E COGNOME, io comunque non la conosco, quindi anche se si firma per me non cambia molto a differenza sua, che ci tiene. Perchè non posso essere libero di non firmarmi o di mettetere uno pseudonimo, posso essere libero di aver paura di espormi ??partendo dal pressupposto che ne abbia.
    Io a differenza sua ho scritto solo un commento riferito alla lettera, mentre lei ha parlato solo di anonimato e non firmarsi.
    Io ha differenza sua sono stato più coraggioso di lei perchè ho espresso un mio parere sull’argomento trattato mentre lei no.
    Quindi la invito a lasciare un commento sull’argomento dato che fino a questo punto ha solo distratto.
    Aggiungo una persona che non raggiunge gli obiettvi e commette 1000 errori si dovrebbe dimettere se è responsabile perchè dovrebbe capire che il mestiere non fa per lui. In Italia non succede questo perchè non è la vocazione che ha far mantenere le poltrone, ma i money$£.
    Errare è umano, ma commettere 1000 errori è perseverare.

  20. gentile sig, Toni mi sembra che lei continui a non capire il senso vero della democrazia e ci vogliono molti anni per apprenderlo. Comunque lei mi sembra molto lontano da questo traguardo. Io non entro nel merito del problema da lei postoe,ne faccio solo una questione di principio riguardo l’insolenza che spesso viene fuori da alcune vostre risposte a chi le invia.

  21. io continuo a non capire il senso della democrazia e Lei continua a mancare di rispetto agli altri utenti, distraendo e portando la discussione su altri binari.
    Lei parla tanto di democrazia, ma ha visto cosa c’è scritto nella lettera, non le sembrano cose antidemocratiche e aggiungerei anche presuntuose, un tentativo di giustificare un qualcuno o qualcosa??
    Francamente l’insolenza la vedo solo nella sua ultima risposta quando dice che io sono lontano dal vero senso della democrazia, ok ne prendo atto ma a differenza sua i commento i contenuti.

  22. Al sig.Toni confermo ancora una volta,senza commenti,l’idea che mi sono fatta di lui e qui chiudo.

  23. Gentile Signora Mariella ha perfettamente ragione al 1000 per cento. Condivido tutto. Un saluto

  24. (Mariella: Perdonate la lunghezza, ma la brevità non aiuta le discussioni difficili).

    Amicizia: viatico dei sogni (o dovremmo dire “progetti”)

    Politica e persone.

    In buona teoria quando una persona ha un progetto e una propria intenzione a realizzarlo, se è per il bene comune, tra le varie cose che può fare, c’è quella di mettersi in politica, o di fondare un Movimento, o organismi in cui diffondere cultura e opinioni…
    Questo non può essere attività solitaria. La relazione tra le persone è viatico di sogni e progetti, nel senso che solo reciprocamente contribuiamo a realizzare qualcosa.

    I ruoli e le competenze che ci diamo sono differenti: una delle cose più forzose è tracciare ex novo una strada. La strada, cioè, sulla quale mettersi per realizzare un percorso. Chi dà origine a un tale processo comunemente viene appellato “leader”, parola che non esprime una virtù, ma solo un ruolo. Nella strada da esso tracciata si immette chi liberamente condivide col Progetto i caratteri che lo ispirano e gli obiettivi che si intendono realizzare: c’è poco da parlare di autoritarismi.
    La dinamica interna va, poi… informata a uno spirito dinamico di confronto nell’ambito del quale dare corpo a posizioni originali, pur se improntate allo spirito originario, che è il marchio del progetto stesso.

    Spesso l’amicizia e la pregressa conoscenza tra compagni di lavoro ( talvolta vecchia di anni ) aiuta a comprendersi, dunque rende più agevole operare sintesi di soluzioni, specie laddove le problematiche sono sfaccettate e complesse. L’amicizia, dunque, “aiuta”.
    Non è detto, per contro, che anche da posizioni diametralmente differenti e antitetiche, che via via si possono aggiungere, non nascano esperienze produttive di risultati.
    Questo, in special modo quando la ragione della collaborazione è da individuarsi nel BENE COMUNE, valore, da considerarsi una vera e propria RAGION DI STATO. Il bene comune è sacro e di esso, quando ad esso decidiamo di dedicarci (vocazione), semplicemente rispondiamo davanti alla Storia, prima ancora che alla nostra coscienza pubblica e privata.

    La consapevolezza della fallacità dei nostri interventi in ogni settore della vita (fosse nell’ambito della micro- famiglia personale che della macro- famiglia della Collettività), non ci deve spaventare e “fermare” di fronte a essa stessa. E’ nella natura dell’uomo commettere errori, imprudenze, passi falsi nella misura fisiologica in cui tutto questo non superi la soglia della buonafede e della reale oggettiva dannosità.
    Stabilire i parametri dell’una e dell’altra, certo non è facile, ma occorre che c’interroghiamo in riferimento a tanti fattori. Uno dei fattori può essere l’incidenza che ha sui nostri fallimenti o errori una condizione più generale di problematicità E questo autorizza a non fermarsi ogni volta di fronte all’errore proprio e altrui (che, d’altronde, può capitare a chiunque subentri).
    Dunque, di per sé…è difficile decidere di fermarsi. A questo proposito un esempio lampante: il nostro Governatore Antonio Bassolino, responsabile in buona parte di una sciagura epocale, è ancora là…al suo posto e nessuna Legge o codicillo riesce esplicitare con certezza quali siano gli estremi di una sua ritirata.
    D’altra parte, riguardo alle verifiche del proprio operato, c’è da stare tranquilli che in tempi relativamente brevi, è la vita stessa che ci sottopone a giudizi e stime: fossero quelli della gente, fosse la prova dei fatti, fosse l’evidenza che ci mette faccia a faccia coi nostri fallimenti.
    Ci sono, poi, veri e proprie sedi e momenti dell’essere giudicati. Nel caso della politica, per fare un esempio: ci sono le libere elezioni dove la gente è chiamata a garantire alternanze di favori e sfavori.

    Ritornando alle premesse iniziali: l’amicizia è viatico dei sogni e dei progetti. Spesso non abbiamo la spinta necessaria a creare “di nostro” un inizio. Non è disdicevole o diminutivo l’atto di godere della facilitazione di immetterci in una strada già iniziata. Occorre soltanto porre a garanzia della nostro ingresso un minimo di serietà dell’intento e quasi sempre detta serietà c’è sempre, legata a un entusiasmo iniziatico.
    Il punto è la competenza a “continuare” l’esperienza anche quando l’impresa si fa difficile e addirittura “sanguinosa” (in senso metaforico) oltre la misura dell’entusiasmo iniziale.
    E’ a quel punto che si presenta l’occasione di valicare i limiti della domensione della “collaborazione” , trasformando essa in qualcosa di originale e proprio: una competenza specifica e insostituibile, come spesso insostituibili possiamo diventare se siamo “forti” nella passione, nella specifica competenza che acquistiamo; nello spirito di lavoro e nell’ abnegazione.

    Nascono problemi, anche grandi…difficoltà, impedimenti? La prua del nostro impegno non si ferma, va avanti e il primo ufficiale s’industria per imprimere una propria rotta al viaggio: diventa capitano del proprio pezzo di “strada”.
    Ne ha facoltà: i viaggi dell’esistenza e dell’esperienza quotidiana sono molto spesso accidentati e pericolosi: nel divenire hanno bisogno di revisioni, sterzate, pause, segnali di arresto, arrembaggi e anche coraggio nel fare umili passi indietro.
    Soprattutto c’è bisogno di essere “combattenti” per continuare: anche contro i “pirati”, anche contro lo stesso proprio equipaggio, se si è sicuri del proprio pensare.

    Non c’è troppo da aver paura: il viaggio delle buone intenzioni è lastricato di momenti profondamente diversi tra loro.

    L’unica cosa su cui riflettere è l’eventualità della” resa”.
    Chiediamoci, prima: essa a cosa porta? A che cosa conduce lasciare nelle mani di altri, che magari non ci sembrano avere le idee chiare, la nave che si è messa in cammino?
    E le sorti di tutto il viaggio? A esse chi ci pensa?!

    “Avanti”!
    Mi ricordo il bel nome di un giornale che ha fatto la storia della politica, quando la politica era degna di questo nome.
    Avanti e mai da soli.

    Tutto dipende dall’atteggiamento nostro e dal nostro impegno.
    E’ sperabile solo che quando si sceglie un progetto e gli amici con cui condividerlo, non siamo quel tipo di “amico” che passa insieme soltanto ore spensierate, che aiuta gli altri solo nelle buone circostanze per poi abbandonarli quando si presentano i problemi; piuttosto diventare quel tipo di persona che sta i”nsieme” con lealtà incrollabile nella buona e nella cattiva sorte del progetto in cui si è creduto.

    Quello che conta è, in qualsiasi contesto privato o pubblico, impegnarci in prima persona; diventare quel tipo di persona che ha un effetto positivo e incoraggiante sugli altri, saper trasformare gli attriti in unità, comunione di fede, individualità delle diversità.

    Una sfida impegnativa che a volte è più d’abitudine non raccogliere, dimenticando che le persone valide attirano persone valide, anche quando “un incontro” può essere singolo relativo a una circostanza e non a tutta la vita, anche se il tratto da percorrere insieme durerà un periodo breve.
    L’importante è chiederci sempre quale influenza un vero amico eserciti su noi stessi e quanto incida sul bene che possiamo effondere intorno a noi.

  25. Caro Pepino, volevo esprimere la mia opinione su di un punto fin dal primo momento che è apparso l’articolo, ma purtroppo finora non ho avuto tempo per farlo, certamente non condividerai una parola, ma forse neanche una virgola di quanto stò per dire circa le “dimissioni dell’assessore” poiché mi trovo in perfetta linea col parere espresso da Mariella Scotto.
    Per evitare inutili fraintendimenti voglio in prima apertura dire che nutro per altri versi, profondo rispetto e doverosa stima per l’assessore.
    Non sono d’accordo con i tanti, che tanto si sbracciano per stendere il tappeto d’oro vellutato all’assessore, tra cui il sig. Geppino Pugliese che addirittura parla di “atto democratico, di assoluta responsabilità, di coraggio che rompe veli di omertà, ecc.” Personalmente mi chiedo dove il Sommo Dante collocherebbe l’assessore, in paradiso insieme a Geppino, o vicino a Celestino V ? Siamo d’accordo che la politica è lenta, ma Geppì ti sembra logico che per prendere una tale decisione ci volevano cinque lunghi anni?
    E’ risaputo che nel nostro lavoro, sulle navi, tante volte si sono verificate improvvise situazioni che per evitare grandi disastri siamo stati costretti a prendere decisioni lampo, decisioni giuste, come la situazione richiedeva, prese nello spazio di pochi secondi, poiché dettate da una sola condizione, DALLA PROFONDA E VERA CONOSCENZA DELLA NAVE, DEI SUOI IMPIANTI E DEL RUOLO DI OGNUNO DI NOI. Quindi come tutti sappiamo l’assessore fa parte di questa maggioranza da lunghi anni, la SEPA è stata costituita nel 2003, ed anche se ha coperto quest’incarico solo dal 2005 non può dire di non sapere ecc..ecc., ci voleva l’emergenza rifiuti per prendere vera conoscenza sia dell’impianto che maneggiava (la SEPA) che del suo vero ruolo? Da qui traspare una cosa molto chiara ed evidente, fin che la barca và la si lascia andare, al momento poi che se ne prevede l’affondamento allora è più conveniente scappare. Nei comuni virtuosi gli assessori preposti sanno anche quanto costa al cittadino un sacchetto per la spazzatura. Ci voleva l’emergenza rifiuti per spingere l’assessore ad acquisire necessaria conoscenza in merito che con l’aiuto di un gruppo di cittadini (sig.ra marina ambrosino, peppino capobianchi, franco cerase ed in ultimo, non per importanza, giosuè santillo), ci mancava solo il prof. Gianni Romeo che a quanto si dice non è stato accettato nel gruppo e non si sa se da Peppino o dall’assessore. Quindi questo gruppo di cinque persone, come i cinque dell’ Ave Maria e andato a visitare altri comuni per “cercar virtude e conoscenza”…,circa la spazzatura, da trasmettere poi a noi isolani, se si presenterà l’occasione, pare che il gruppo sia andato anche a Capaccioli, ma più frequentemente alla Città della Scienza, veramente però non ho ancora capito se erano i cittadini che portavano l’assessore o era l’assessore che portava loro. Nel concludere voglio ancora dire che queste tante acclamate dimissioni non sono state divulgate e commentate per iscritto, com’era logico fare, pare quindi che in sostanza l’atteggiamento dell’assessore è ancora alquanto crepuscolare. Saluti a tutti da Franco Ridda-

  26. Il nostro Capo del Governo da anni confonde lo Stato con una grande azienda, dimostrando in molte occasioni di prendere fischi per fiaschi. Ora leggo che si paragona l’amministrazione di un piccolo paese a quella di una nave, bah. Se proprio vogliamo immaginarla in questo modo improprio, allora si può dire che “la nave” non stava affondando…semplicemente era in rotta di collissione con un promontorio più o meno visibile! E se permettete, chi partecipa al governo della nave, dopo aver avvisato del pericolo e non aver ricevuto ascolto…non può far altro (e ne ha tutta la libertà) che calare la barchetta di salvataggio e allontanarsi da un percorso che non si condivide più.
    Questa si chiama sopravvivenza, o meglio, salvare la propria pelle.

    Saluti

    Davide

  27. salvagenti a parte, buon per loro se le barchette di salvataggio galleggiano, saluti franco-

  28. Voglio ancora aggiungere a quanto detto prima, anche per essere più esauriente nei confronti di Davide Zeccolella, che non credo si possa parlare di “rotta di collisione”, penso più che si stia effettuando una “curva di Williamson”, non mi sento di aggiungere altro, passerei per malizioso, aspettiamo ancora l’evolversi della situazione e poi dai fatti certamente si potranno esporre giudizi più appropriati e dare così anche la giusta collocazione sia all’assessore che ai suoi quattro accompagnatori.
    ciao Franco-

  29. Per il sig:Ridda e la sig.ra Scotto
    E’ inutile che vi sbracciate tanto a buttar fango sulle dimissioni di Strudel.Io non sono nè aspiro a diventare il difensore d’ufficio di quest’ultimo,anche perchè non ne sarei all’altezza.Le dimissioni di un assessore,qualunque ass.re,non sono altro che un gesto squisitamente politico,e come tale va giudicato, al di là dei concetti di lealtà e di amicizia quando la barca va a fondo. Alla Scotto come a Ridda non va proprio giù che un membro della giunta abbia “osato” ribellarsi alle direttive del “capo”.In realtà a Loro piace l’appiattimento,la monocraticità,l’adeguarsi acquiscente.
    Mi piacerebbe ricordare le parole dell’ass.re Muro al consiglio comunale allargato alla gente,quando disse, a proposito del parere negativo circa il dissociatore molecolare da parte di Strudel, che questo comportamento fosse il segno di democraticità che regnava nell’intera giunta.Invece abbiamo visto come è andata a finire.L’ass. non si è voluto piegare ed è stato costretto a dimettersi.Poi vorrei dire alla sig.ra Scotto che non nutro nessun astio contro la persona Muro che ritengo essere persona stimata e seria come Lei dice(tant’è vero che anch’io mi sono rivolto ,una volta, per un fatto personale)ma,semplicemente,non sono stato d’accordo su alcune scelte amministrative che ho ritenuto,invece, dannose e deleterie per l’isola,come la scelta della S.E.PA.(un vero carrozzone),dell’E.V.I, del ripascimento delle spiaggie(un vero e proprio spreco),della scelta dei “giardini d’elsa” e tante altre cose ancora e,non ultima la scelta del dissociatore molecolare.Per Ridda mi giunge nuova che fossi un “filomuriano”:lo deduco,forse sbagliando,dal tuo atteggiamento circa le dimissioni, anche tu sei un filo governativo o… sbaglio!Posso capire la difesa d’ufficio della Scotto per motivi parentelari,di qualcun altro ,come Gigi, chissà per quale motivo,forse partitico,ma “tu” Ridda sei sempre stato antipotere o… ti stai convertendo?

  30. Egregio sig.Pugliese le rispondo, (come prima botta) circa la sua superficialità nell’esprimere pareri fuori logica che le consentono di fare troppo un’ammucchiata, mi fa dire cose mai dette e pensate. Pare che lei mischia le carte, le distribuisce e le gioca, insomma fa tutta una frittata, per non dire un’insalatone misto. Riferendomi sempre alle dimissioni dell’assessore, voglio porre in rilevo quanto posto in premessa, ossia la profonda stima che nutro per questa rispettabile persona per tanti altri versi, e che sottintende non meritare di essere infangata, profondamente penso che l’assessore nell’insieme ha solo peccato di ingenuità, e per questo non credo meriti di “buttargli fango addosso” come lei asserisce, queste sono parole sue e non mie, insisto nel dire che non merita neanche elogi poiché sono dimissioni troppo “ritardatarie”, che se date anni prima certamente avrebbero avuto tutt’altro valore ed effetto.
    Egregio sig. Pugliese la trovo altresì contraddittorio e fuorviante quando parla di un “capo” detto tra virgolette, che non lascia certo positive interpretazioni, affermando poi di seguito, (certamente parlando dello stesso “capo”) essere persona stimata e seria. In definitiva penso di trovarmi davanti ad una frittata ed insalata assieme. Per quanto riguarda poi l’antipotere o il filo conduttore ecc., (come lei dice), scivoliamo su di un argomento alquanto ideologico che penso convenga rimandare (seconda botta), per non appesantire troppo il commento, certamente anche su questo avrà il suo meritato ben servito.
    La saluto cordialmente Franco Ridda-

  31. Geppino Pugliese,
    io non difendo d’ufficio proprio nessuno. Solo un maschilista antiquato, quale tu non sei…per carità, poteva pensare che una donna, una cittadina e finanche una moglie non possa entrare in discussione che per “parentela” o perché si vuole…presentare a Sindaco (bella figura chi lo ha millantato)
    Gia! Tu così faresti, lo so…ma guarda caso io no. Io no… non ne ho bisogno, non ne ha bisogno Muro e la parzialità inutile non è un mio né sun uo valore.
    Mi rasserena la coscienza che… la gente alla fine lo sa. La gente sa tutto e non si lascia fuorviare dalle argomentazioni approssimative delle accolite dei rancorosi. Lo sa; la gente “sape a me”e anche a…tutto il resto. La mia coerenza e la mia dignità sono antiche, cristalline e per questo “brillanti” come passate a lustro da Mastro Lindo.
    Il mio lusso, quello di cui mi pregio (non altri di cui invece faccio a meno benissimo: parlate di privilegi e non sapete a che non me ne può fregà de meno di quelli che concede la cattiva politica!) è la libertà e la consapevolezza che la Vita è una sola. La mia mi piace proprio perché l’ho condotta dignitosamente, con fantasia e cultura.
    Le difese politiche che mi attribuite…solo l’idea mi fa ridere, mentre piangere mi fanno le viltà esistenziali di chi va…e viene , canna al vento nei giudizi come nella condotta di tutta una vita. Mi fanno una “tenerezza” infinita: alla fine sono una maestra di scuola e so trovare una ragione per tutti i comportamenti.
    Il fatto personale, lasciamolo stare, Geppino.
    Le scelte politiche sbagliate si critichino con eleganza e si abbia il coraggio e la forza dell’impegno di arrivare alle alle elezioni e di capovolgere i risultati!
    Muro lo fece, tanti anni fa lottando contro poteri consolidati dal tempo e dal Potere stesso. Non vi scordate che erano gli anni dei potentati clientelari locali e nazionali, gli anni di Tangentopoli da cui egli , diversamente da altri anche nell’isola, uscì pulito come un putto. Qualcosa vorrà dire!
    Ed era un ragazzo appena:di età e di condizione sociale. In famiglia…la potente ero io!!! con la fortuna di un lavoro rassicurante che mi (e ci) teneva libera dal bisogno. Nessuno gli ha regalato la stima di cui gode indiscussamente come persona e….non vedo perché NON come amministratore. Gli errori , quelli li fanno tutti, qualora si possa parlare di errori: io li chiamo obiettivi mancati e non sempre per colpa di chi li progetta.
    Ripeto fino alla morte che la SEPA ha avuto a remare contro gente incosciente e irresponsabile che ha indotto le persone alla disobbedienza civile che ha creato la debacle. In tutta Italia, d’altra parte , le tasse comunali sono quelle più evase, poi…chi lo sa cha a sbattere la testa contro i problemi e i drammi ci sono i disarmatissimi Comuni.

    Tra un po’ ci sarà una legge che rende obbligatoria pari pari l’esperienza delle Aziende municipalizzate, guarda un po’. Ah, vabbé: direte voi: Berlusconi!” Anche quello è uno che…nessuno lo vota! 🙂
    Intanto a Napoli il problema lo sta risolvendo! E i miti regionali e provinciali…dormomo disarcionati dalla groppa vergognosa dei loro fenomenali insuccessi. Fatti, non allusioni e retro-pensieri!

    La verità, Geppì: chiacchiere e tabacchiere di legno, il Banco di napoli non le impegna.
    Ci vuole lavoro, lavoro, lavoro…coraggio di restare al proprio posto anche nel momento del disastro, altro che “reazione al Monarca” .
    Non voglio aggiungere, poi, quali attributi necessiterebbero…in sovrappiù. Quelli…o li hai o non li hai.
    Non tu, ovviamente…in generale, dico.

  32. Benvenuti dalle vacanze,chi scrive è l’avvocato che percorre le nostre strade a piedi…scalzi nonostante il pessimo asfalto dove è rimasto e tra lastroni non allineati che formano le nostre viuzze,dove si viene denunziati al prefetto se si circola in bicicletta,sic, dove si blocca il traffico per far passare una bomba di benzina dalla marina alla chiaiolella ogni giovedi per alimentare di carburante una vasca situata sotto piazza marina della Chiaiolella per la gioia dei natanti che fanno rifornimento.Dove si cammina tra tubi rossi e resti di pozzetti sulla spiaggia di ciraccio e ciracciello circondati da un MURO che sta già franando costato 2milioni di euro e altrettati anzi 4 per il sistema BMS:Mariella ricordi quando presentaste al Consiglio comunale il sistema BMS che doveva risolvere tutti i problemi del rimpascimento della spiaggia?Dove chi si oppone senza partito di richiamo,vi fa immensamente paura perchè guarda studia e dice la sua e vi occupa il comune e vi costringe sul dissociatore a portare gli esperti pagati e che farfugliano e si impappinano e si…dissociano.Siamo singoli autonomi,lLIBERI PENSATORI ,ma attivisti cittadini che vogliono capire .E se questa non è democrazia ..è inutile parlarci ………..

  33. Scusi tanto sig.avv. Traiola,ma se l’asfalto è in pessimo stato e i lastroni non sono allineati,perché percorre le nostre strade a piedi scalzi?

  34. perchè vuole ripetere l’impresa di Abebe Bikila alle Olimpiadi di Roma e Tokyo ahhahaahhaaah

  35. Purtroppo certi atteggiamenti e modi di fare il più delle volte ci vengono prepotentemente dal profondo e superano barriere anche insormontabili, siano esse etiche, morali etc. Penso che l’avvocato cammina a piedi scalzi, sfidando il pessimo asfalto e i lastroni mal allineati perchè dal suo intimo gli viene una costante ed irrefrenabile carica di libertà-

  36. Possibile che invece di scambiare opinioni o riferire ciò che va e non va il dibattito si sposti …ai miei piedi.Ringrazio l’Ammonostrazione per l’autogol sulle multe ai ciclisti,che ci darà modo di chiedere in base al CODICE DELLA STRADA articolo 2 se le strade di Procida sono agibili per andare in automobile essendo privi di marciapiedi per provvisti di scarpe e non. Comunque io parlo non per partito preso,in quanto non l’ho mai avuto,ma da cittadino che usa della cosa comune.

  37. Scusi tanto avvocato ma Lei ha impostato la sua comunicazione parlando di piedi nudi…nel parco.Per me può girare anche nudo ma poi non incolpi l’amministrazione se piglia freddo!

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