Sul bilancio comunale 2008

Riceviamo e pubblichiamo
Intervento di Tecla Lubrano nel consiglio comunale del 16 Giugno 2008:
oggetto: bilancio di previsione 2008

Signor Presidente, Signor Sindaco, Signori Consiglieri,
il Bilancio di Previsione 2008 è in linea con tutta la gestione di questa Amministrazione e si basa su pochi principi, tutti molto semplici e chiari: vendere tutto il vendibile per tirare avanti, non intervenire sulle cause strutturali degli squilibri gestionali.

L’unica novità di quest’anno è che si indica anche come tamponare la situazione l’anno successivo, ipotizzando la vendita, sempre vendita, della quota di partecipazione alla società di gestione del porto turistico di Marina Grande.

Nei momenti di maggiore difficoltà non mancano le dichiarazioni di volontà di invertire la rotta, in genere avviene alla vigilia dell’approvazione del documento finanziario, oggi come ieri e magari come il prossimo anno. Poi “passata la festa, gabbato il Santo”. Ma la gestione finanziaria di un Ente, come quella di un privato cittadino non è un Santo che si lascia gabbare. Così anno dopo anno il Comune si ritrova con beni patrimoniali disponibili sempre più ridotti, ormai ridotti all’osso, impegni di spese che non trovano capienza in Bilancio e si accumulano e di cui non si riesce a quantificarne l’entità, mentre sul fronte delle entrate resta l’incertezza della congruità dei residui attivi i quali, non riscossi, insieme alla previsione di entrate di competenza di incerto e lontano realizzo rendono impossibile rispettare i pagamenti per la conseguente crescente mancanza di liquidità di cassa.

A sua volta ciò produce una debitoria aggiuntiva. Tutto contribuisce a far sì che la crisi finanziaria del Comune si avvita su se stessa e si avvia verso una situazione senza sbocchi. Né può reggere la storiella di situazioni ereditate né, per ottenere benevolenza di giudizi, l’ammissione di generici errori compiuti, con l’aggiunta di ricerca di attenuanti perché causati dall’aver dato ascolto ai suggerimenti di altri. Discorsi del genere li abbiamo anche ascoltati di recente, trattando delle vicende delle società partecipate.

Sono 12 anni, in questa tornata amministrativa e nelle precedenti, che in modo costruttivo il gruppo di minoranza evidenzia gli errati comportamenti gestionali con i danni conseguenti, senza che nella continuità politica del vostro schieramento amministrativo maggioritario mai avete inteso cogliere il senso positivo delle proposte i cui beneficiari sarebbero stati il paese, l’Istituzione Comune, e Voi stessi.  Invece stiamo qui a ripeterci le stesse cose delle precedenti discussioni sul tema, con la certezza che ogni nostro contributo sarà ancora una volta inutile e che Voi continuerete nei comportamenti di sempre.

Quanto alle cifre anche per il Bilancio 2008 si rileva uno sbilancio strutturale intorno ai 2 milioni e 300 mila Euro per tamponare il quale si è fatto ricorso ad entrate una tantum rivenienti  400.000 Euro da accertamenti IVA per anni pregressi, un milione e 300.000 da condoni edilizi, 600. 000 dalla vendita delle case che erano destinate ad esigenze sociali, in costruzione alla Corricella,  destinati a pagare una quota di ammortamento mutui e spese correnti non ricorrenti. L’entrata prevista dalla vendita delle case alla Corricella è di 2 milioni 438.000 Euro con un rimborso del finanziamento alla Regione di 543.000 Euro, importo questo che potrebbe essere sottostimato. Con questo ricavo oltre ai 600.000 Euro per colmare una parte dello sbilancio strutturale si intende provvedere a ripianare un altro pizzico di debiti sospesi per 1.889.000 Euro. Se a queste entrate più o meno verosimili e comunque non a breve si aggiunge il minore incasso ICI 2008 di 659.000 Euro sulla prima casa sostituita con un contributo integrativo statale di futura disponibilità emerge evidente l’ulteriore aggravarsi della carenza di liquidità nei prossimi mesi.

Il resto del Bilancio è la routine che si strascina con tutto il fardello di criticità funzionale, con servizi carenti, con nessuna previsione di un migliore utilizzo del personale comunale, con la marginalità di ogni sostegno alle esigenze di sviluppo economico e sociale dell’isola.

In sostanza questo documento finanziario fotografa lo stato di decadimento dell’azione amministrativa e contribuisce ad aggravare la crisi del paese.

Noi non ci riconosciamo in queste scelte e votiamo “no”, aggiungendo una esortazione a cambiare scelte e comportamenti. Il ritardo e i danni accumulati sono enormi. Se come dite spesso ve ne siete resi conto, provvedete. Anteponiamo tutti il senso di responsabilità, l’interesse del paese  ai piccoli interessi di schieramento o peggio ancora personali. Sarebbe il punto di partenza verso un difficile cammino per il risanamento e lo sviluppo.

TECLA LUBRANO

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