Intercettazioni: L’osceno e l’illecito

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(dall’unità)Osceno è una parola di origine teatrale. Così almeno ci dicono alcuni etimologi: Ob scena, fuori dalla scena. Osceno quindi sarebbe ciò che sulla scena non deve essere mostrato, che non va esibito al pubblico.[...]Sento dire ogni tanto: «Chi non ha nulla da nascondere non deve temere di essere intercettato». Mi sembra una frase a effetto, ma anche una sciocchezza. Tutti compiono ogni giorno tante azioni di carattere intimo, privato, azioni che non sono né reato né misfatto, ma che vanno protette nella loro sacra privatezza, perché la loro pubblicazione risulterebbe oscena[..]Tuttavia sappiamo bene che un giudice, per indagare su un’ipotesi di reato, ha il dovere di intercettare i sospetti, non c’è dubbio. Così facendo purtroppo violerà l’intimità del cittadino inquisito, innocente fino a prova contraria, e anche quella dei suoi malcapitati interlocutori.[...]però non bisogna equivocare: se si pubblica la telefonata di un faccendiere che ride felice alla faccia dei terremotati, facendoci capire che per lui sarà un lucroso affare di soldi, non si pubblica un fatto osceno: si pubblica la prova di un atteggiamento delinquenziale, che è tutt’ altra cosa, e che i cittadini hanno il diritto di sapere. Speriamo che la legge in discussione in questi giorni alle camere non ci privi di questo diritto…vai all’articolo

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