Se un rifornimento costasse quanto la vostra auto. (da www.zeusnews.com)
Qualche giorno fa ho accompagnato un’amica che voleva comprare una stampante “multifunzione”: non avendo esigenze particolari se non di stampare qualche pagina ogni tanto, era attirata dalla possibilità di ottenere le funzioni di scanner e fotocopiatrice inglobate in un solo dispositivo, per risparmiare soprattutto spazio in camera.
Abbiamo visionato alcuni prodotti che pur essendo di marca avevano prezzi effettivamente accessibili e quando mi ha chiesto, visto il prezzo contenuto, se fossero stampanti valide mi è venuto da rispondere – scherzando – “Sì, certo… Al massimo, quando finisci l’inchiostro, la butti via e ne compri una altra.“ …continua la lettura
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30 aprile 2009 alle 12:24 pm
il più banale post ( si dice cosi?) scatena decine di commenti, sono curioso di conoscere i commenti a questo.
30 aprile 2009 alle 2:08 pm
Purtroppo questa società del consumo a tutti i costi è frutto di come la maggior parte di noi ha finora vissuto.Mi ricordo di mia madre che non buttava via i fiammiferi accesi( sapete non i cerini) ma li riponeva nel caso dovesse accendere un altro fornello e quindi non consumare un nuovo fiammifero perchè cosi il pacco di fiammiferi sarebbe durato di più.Ebbene a me sembrava una sciochezza e la criticavo ma questo modo di pensare mi è rimasto dentro e oggi quando vedo lo spreco che si fa in tante cose , come ad esempi quando mia figlia strappa pagine dai quaderni perchè ha sbagliato una lettera io la sgrido minacciandola di numerarle le pagine come si faceva quando ero piccola , mi chiedo ma non c’è più misura? La frase che ci frega è questa:” vabbè ma tanto quanto può costare il cambio?”Ecco magari costa poco (anche se oggi ” poco” è molto soggettivo) in termini di euro ma molto in termini di modo di pensare .
1 maggio 2009 alle 3:51 am
Ricordo che quando ero giovincello in casa ogni volta che accendevo una lampadina mi dimenticavo sempre di spegnerla, a farlo ci pensava quasi sempre mio padre, semmai con l’aggiunta di qualche parolaccia. Tante volte mi sorprendo nel constatare che ora mi comporto come mio padre, i miei figli accendono e lasciano lampadine accese ed io borbottando le spengo, questo mi porta a credere che le mentalità dei giovani si avvicinano a quella dei padri con l’avanzare dell’età-
5 maggio 2009 alle 10:20 am
Caro Franco Cerase ,quando hai pubblicato questo post stavo leggendo Serge Latouche che a un certo punto scrive :….le piante nascono,crescono e muoiono, le società contemporanee invece pensano che la crescita sia illimitata.Il concetto di illimitato pone problemi perchè è irragionevole…. Leggo sempre con molto interesse le cose che scrivi,con umiltà e con molta attenzione, anche perchè pur con condividendo le stesse idee,non sei mai banale.Bravo .un saluto d’orio